INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01969 presentata da IACONO MARIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 28/01/2016

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Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-01969 presentato da IACONO Maria testo presentato Giovedì 28 gennaio 2016 modificato Martedì 19 luglio 2016, seduta n. 657 IACONO , ALBANELLA , ZAPPULLA , LAURICELLA , RIBAUDO , CULOTTA , PICCIONE , CAPODICASA , BURTONE , SCHIRÒ , CURRÒ , AMODDIO , RACITI , CARDINALE , GRECO e BERRETTA . – Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . – Per sapere – premesso che: nella regione Sicilia, le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza costituiscono un settore che vive una profonda e grave crisi; le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza siciliane, nonostante il momento difficile e complesso che si protrae, ormai, da diversi anni, rappresentano una realtà occupazionale di rilevanza significativa; attualmente, infatti, vi sono circa 750 dipendenti pubblici di ruolo e circa 1.300 dipendenti tra contrattisti a tempo determinato e professionisti convenzionati; a questi dati già, di per sé, importanti si aggiunge il fatto che le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza siciliane dispongono di un immenso e straordinario patrimonio immobiliare rappresentato da antiche strutture di pregio storico, artistico e monumentale; tali strutture rappresentano, in molti casi, irrinunciabili punti di riferimento socio-assistenziale per le fasce più deboli della popolazione siciliana ed attualmente assistono circa 3.000 utenti complessivi; di fatto le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, nel territorio siciliano, hanno costituito il primo anello nella rete di pubblica assistenza; attualmente le strutture operanti nel territorio isolano sono all'incirca 150; nonostante, un primo impegno della giunta di Governo con la deliberazione n.454 del 30 novembre 2012, con la quale si dava mandato all'assessore regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro di predisporre un disegno di legge e di redigere un report sullo stato delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza siciliane, dando contezza dei processi di fusione da attuare, delle estinzioni, dell'utilizzo del personale dipendente, della proiezione dell'incremento dei servizi, nonché della presumibile quantificazione dei minori costi pubblici, provvedendo alla ricostituzione di tutti i consigli di amministrazione, a tutt'oggi non si è giunti a nessuna determinazione tale da rendere autenticamente funzionali le stesse strutture o a porre in essere la riforma degli istituti regionali, rendendoli in grado di competere con le organizzazioni del no profit sociale; in questi ultimi mesi, tra l'altro, i problemi si sono ulteriormente aggravati ed oggi le strutture sono in grande affanno, con drammatiche conseguenze sulla gestione dei servizi e grande disperazione per le famiglie interessate; in ultimo, la finanziaria regionale ha azzerato il capitolo 183307 del bilancio regionale, con gravi ripercussioni sul personale dipendente, stante il fatto che il suddetto capitolo prevede un contributo per le istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza della Sicilia, ai sensi della legge regionale n.71 del 1982, destinato al pagamento degli oneri derivanti dall'applicazione del contratto di lavoro per i dipendenti; in diverse occasioni, le associazioni di rappresentanza unitamente all'associazione degli amministratori delle stesse istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza hanno avanzato la proposta di mettere in atto, come tra l'altro, già avvenuto in diverse regioni del Centro-Nord, attraverso l'adozione di un disegno di legge, la trasformazione delle stesse in aziende pubbliche di servizio alla persona o in fondazioni di diritto privato; nonostante la legge n.328 del 2000, all'articolo 10, disponga chiaramente l'inserimento delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza nella programmazione regionale del sistema integrato di interventi e servizi sociali, la Regione siciliana non ha ancora proceduto ad un piano di riforma delle stesse; a tutt'oggi, inoltre, non sono state stanziate dalla giunta di Governo le somme per un nuovo bando per il miglioramento ed il potenziamento dei servizi offerti dalle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza; nonostante le ripetute richieste all'assessorato competente, ad oggi non è stato ancora insediato il tavolo comune con l'assessorato regionale della salute ed il tavolo comune con assessorato autonomie locali, Anci, Ares-Ipab ed organizzazioni sindacali per trovare una soluzione adeguata ai cronici ritardi dei comuni nel pagamento delle rette di ricovero, che in alcuni casi toccano punte di un anno e che mettono in ginocchio le strutture che non possono pagare gli stipendi al personale e le fatture ai fornitori; la commissione per la determinazione dei «nuovi standard » dei servizi socio-assistenziali, insediata da circa due anni, ad oggi, nonostante le ripetute sollecitazioni, non ha ancora completato i lavori; ad oggi l'esigenza che si riscontra da parte degli amministratori e degli operatori del settore è quella di superare la fase dell'assistenzialismo diretto e degli sprechi del passato e di attuare un serio processo di riforma in grado di garantire servizi qualificati e spesso indispensabili a fasce deboli della popolazione (quali anziani, minori, disabili, immigrati), dando contestualmente continuità occupazionale a tanti seri e qualificati dipendenti che, nonostante ritardi disumani nel pagamento degli stipendi (in alcuni casi anni), hanno continuato e continuano a recarsi sul posto di lavoro e ad offrire una validissima assistenza agli utenti; le evidenti difficoltà che caratterizzano il sistema delle politiche sociali e i servizi di assistenza alle fasce più deboli della popolazione nella regione Sicilia si inseriscono nel quadro di una situazione estremamente critica del comparto dell'assistenza sociale su tutto il territorio nazionale, situazione che necessita di un'azione concertata tra lo Stato e le regioni–: se il Governo intenda assumere iniziative volte ad avviare un'interlocuzione con le regioni, anche attraverso un immediato ricorso alla conferenza Stato-regioni, per affrontare le criticità di cui in premessa e, in particolare, promuovere un efficace processo di riforma delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. (3-01969)
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BERRETTA GIUSEPPE (PARTITO DEMOCRATICO) 
CAPODICASA ANGELO (PARTITO DEMOCRATICO) 
CARDINALE DANIELA (PARTITO DEMOCRATICO) 
BURTONE GIOVANNI MARIO SALVINO (PARTITO DEMOCRATICO) 
ALBANELLA LUISELLA (PARTITO DEMOCRATICO) 
AMODDIO SOFIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
CULOTTA MAGDA (PARTITO DEMOCRATICO) 
GRECO MARIA GAETANA (PARTITO DEMOCRATICO) 
LAURICELLA GIUSEPPE (PARTITO DEMOCRATICO) 
PICCIONE TERESA (PARTITO DEMOCRATICO) 
RACITI FAUSTO (PARTITO DEMOCRATICO) 
RIBAUDO FRANCESCO (PARTITO DEMOCRATICO) 
ZAPPULLA GIUSEPPE (PARTITO DEMOCRATICO) 
SCHIRO' GEA (PARTITO DEMOCRATICO) 
CURRO' TOMMASO (PARTITO DEMOCRATICO) 
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