INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02525 presentata da DOZZO GIANPAOLO (LEGA NORD PADANIA) in data 20121009

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02525 presentata da GIANPAOLO DOZZO martedi' 9 ottobre 2012, seduta n.699 DOZZO, MARONI, BOSSI, LUSSANA, FOGLIATO, MONTAGNOLI, FEDRIGA, FUGATTI, ALESSANDRI, ALLASIA, BITONCI, BONINO, BRAGANTINI, BUONANNO, CALLEGARI, CAPARINI, CAVALLOTTO, CHIAPPORI, COMAROLI, CONSIGLIO, CROSIO, D'AMICO, DAL LAGO, DESIDERATI, DI VIZIA, DUSSIN, FABI, FAVA, FOLLEGOT, FORCOLIN, GIDONI, GIANCARLO GIORGETTI, GOISIS, GRIMOLDI, ISIDORI, LANZARIN, MAGGIONI, MARTINI, MERONI, MOLGORA, LAURA MOLTENI, NICOLA MOLTENI, MUNERATO, NEGRO, PAOLINI, PASTORE, PINI, POLLEDRI, RAINIERI, REGUZZONI, RIVOLTA, RONDINI, SIMONETTI, STEFANI, STUCCHI, TOGNI, TORAZZI, VANALLI e VOLPI. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: l'azione intrapresa nel corso degli ultimi mesi da parte del Governo italiano e finalizzata ad abbassare gli elevati livelli di spesa della pubblica amministrazione si e' concentrata principalmente sugli enti locali, e sui comuni in particolare, attraverso la finalizzazione di disposizioni normative che hanno previsto riduzioni di trasferimenti secondo un approccio lineare, ovvero non considerando gli enti che nel corso degli anni hanno adottato politiche di gestione finanziaria efficienti ed in grado di garantire spese di funzionamento inferiori alla media nazionale e senza, altresi', valutare adeguatamente come il concorso degli enti locali alla creazione del deficit dell'amministrazione pubblica nazionale sia molto inferiore rispetto a quello evidenziato dai livelli di governo centrale; l'attuale situazione della finanza pubblica locale e' particolarmente grave, sia alla luce della pesante riduzione di risorse operata attraverso la rideterminazione del fondo sperimentale di riequilibrio, sia per il fatto che numerose amministrazioni, proprio per sopperire a tali deficit, dovranno quasi certamente ricorrere all'aumento delle imposte locali, a partire dall'imu, e che la difficolta' degli enti e' ulteriormente acuita dal fatto che gli amministratori locali si stanno muovendo in quadro normativo estremamente incerto ed instabile, il quale ha portato piu' volte al differimento dei termini per l'approvazione dei bilanci preventivi 2012; oltre alla mancanza di risorse, i comuni devono, altresi', far fronte alle difficolta' legate al rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilita' interno e che impone agli enti medesimi, fatti salvi le amministrazioni che, cosi' come individuate ai sensi dell'articolo 20 del decreto-legge n. 98 del 2011, e successive modificazioni, rientrano nella classe dei enti virtuosi, il raggiungimento di un obbiettivo di saldo finanziario per il concorso dell'ente stesso al contenimento dei saldi di finanza pubblica; il procedimento per la determinazione di tale saldo, definito attualmente dalla legge di stabilita' per il 2012 (legge 12 novembre 2011, n. 183), oltre che particolarmente complesso dal punto di vista metodologico, risulta in numerosi casi assolutamente gravoso, anche per il fatto che in taluni casi la causa e' da rintracciarsi in investimenti pregressi rispetto all'esercizio in corso, determinando cosi' un aumento costante negli ultimi anni degli enti inadempienti al rispetto del patto, giunti nel 2011 ad un totale di 120, ovvero piu' che raddoppiati rispetto al 2010, quando i trasgressori furono una cinquantina; le attuali modalita' di applicazione del patto di stabilita' interno hanno negative ricadute anche, e soprattutto, sulle spese di investimento, dal momento che queste subiscono, a causa dei limiti oggi imposti, gravi ritardi nei tempi di finalizzazione, in quanto l'utilizzo del principio di competenza mista obbliga gli enti a posticipare queste spese cosi' da riuscire a garantire il saldo prefissato, con l'ovvia conseguenza di una drastica riduzione delle medesime spese di investimento, tanto che gli stessi comuni sono stati costretti a ridurre negli ultimi anni, per una media del 30 per cento, dette voci di spesa, sebbene queste rappresentino voci tra le piu' importanti per il rilancio dell'economia locale (pro-ciclicita'); i vincoli del patto di stabilita', infatti, cosi' come attualmente previsti, aggravano ulteriormente la difficilissima situazione economica, che mette in difficolta', soprattutto, le piccole e medie imprese, ovvero quella classe imprenditoriale che gestisce un'attivita' ma che non e' garantita dagli ammortizzatori sociali, pur intrattenendo quotidianamente rapporti di lavoro con gli enti locali, eseguendo lavori di manutenzione, ovvero piccole forniture, e partecipando a gare per lavori pubblici di piccolo importo, e che e' comunque diffusa su tutto il territorio italiano. I vincoli del patto di stabilita' interno potrebbero rallentare e bloccare le attivita' delle piccole e medie imprese, determinando, percio', l'effetto contrario alle necessita di rilancio dell'economia, col rischio concreto di affossare definitivamente queste realta' lavorative. Appare, percio', oltremodo miope impedire a quegli enti locali, che ancora hanno la possibilita' di investire anche piccole somme in opere e servizi che soddisfano le esigenze della popolazione, di sostenere in questo modo, soprattutto, le imprese insediate sul proprio territorio; dal 1 o gennaio 2013, cosi' come stabilito dal comma 1 dell'articolo 31 della legge di stabilita' per il 2012, l'applicazione dei vincoli di finanza pubblica verra' allargata anche ai comuni con una popolazione tra i 1.000 e i 5.000 abitanti, cosi' che agli attuali 2.300 enti circa soggetti al patto di stabilita' interno si aggiungeranno almeno altri 3.800 enti di dimensioni ridotte, dove gli stringenti vincoli del patto potrebbero diventare velocemente una restrizione ancora piu' serrata per lo sviluppo e gli investimenti all'interno delle amministrazioni; a partire dal 2012, e in virtu' delle modifiche apportate dal comma 12-bis dell'articolo 4 del decreto-legge n. 16 del 2012 (cosiddetto decreto fiscale), l'attuale tetto del 3 per cento delle entrate correnti come tetto massimo ai fini delle sanzioni economiche verra' abolito e la sanzione economica da versare allo Stato da parte di chi non riuscira' a centrare gli obbiettivi di finanza pubblica, che si aggiunge alle altre attualmente previste, come la fissazione di un limite all'indebitamento piuttosto che la riduzione delle indennita' degli amministratori, sara' pari all'intera somma sforata dall'ente -: se non si ritenga opportuno adottare, in virtu' della grave situazione della finanza pubblica locale, gli opportuni provvedimenti al fine di differire la data dell'entrata in vigore della norma, oggi prevista per il 1 o gennaio 2013, per l'applicazione dei vincoli del patto di stabilita' interno per gli enti locali con una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, in vista di una successiva revisione dell'intero impianto dei vincoli di finanza pubblica per gli enti locali finalizzata all'allentamento degli stessi vincoli in chiave di rilancio delle attivita' economiche.(3-02525)
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20121009-20121010 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02525 presentata da DOZZO GIANPAOLO (LEGA NORD PADANIA) in data 20121009 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 
BOSSI UMBERTO (LEGA NORD PADANIA) 
CAPARINI DAVIDE (LEGA NORD PADANIA) 
CHIAPPORI GIACOMO (LEGA NORD PADANIA) 
DUSSIN GUIDO (LEGA NORD PADANIA) 
GIORGETTI GIANCARLO (LEGA NORD PADANIA) 
LUSSANA CAROLINA (LEGA NORD PADANIA) 
MARONI ROBERTO (LEGA NORD PADANIA) 
MARTINI FRANCESCA (LEGA NORD PADANIA) 
MOLGORA DANIELE (LEGA NORD PADANIA) 
POLLEDRI MASSIMO (LEGA NORD PADANIA) 
STEFANI STEFANO (LEGA NORD PADANIA) 
STUCCHI GIACOMO (LEGA NORD PADANIA) 
ALESSANDRI ANGELO (LEGA NORD PADANIA) 
ALLASIA STEFANO (LEGA NORD PADANIA) 
BITONCI MASSIMO (LEGA NORD PADANIA) 
BONINO GUIDO (LEGA NORD PADANIA) 
BRAGANTINI MATTEO (LEGA NORD PADANIA) 
BUONANNO GIANLUCA (LEGA NORD PADANIA) 
CALLEGARI CORRADO (LEGA NORD PADANIA) 
CAVALLOTTO DAVIDE (LEGA NORD PADANIA) 
COMAROLI SILVANA ANDREINA (LEGA NORD PADANIA) 
CONSIGLIO NUNZIANTE (LEGA NORD PADANIA) 
CROSIO JONNY (LEGA NORD PADANIA) 
D'AMICO CLAUDIO (LEGA NORD PADANIA) 
DAL LAGO MANUELA (LEGA NORD PADANIA) 
DESIDERATI MARCO (LEGA NORD PADANIA) 
DI VIZIA GIAN CARLO (LEGA NORD PADANIA) 
FABI SABINA (LEGA NORD PADANIA) 
FAVA GIOVANNI (LEGA NORD PADANIA) 
FEDRIGA MASSIMILIANO (LEGA NORD PADANIA) 
FOGLIATO SEBASTIANO (LEGA NORD PADANIA) 
FOLLEGOT FULVIO (LEGA NORD PADANIA) 
FORCOLIN GIANLUCA (LEGA NORD PADANIA) 
FUGATTI MAURIZIO (LEGA NORD PADANIA) 
GIDONI FRANCO (LEGA NORD PADANIA) 
GOISIS PAOLA (LEGA NORD PADANIA) 
GRIMOLDI PAOLO (LEGA NORD PADANIA) 
ISIDORI ERALDO (LEGA NORD PADANIA) 
LANZARIN MANUELA (LEGA NORD PADANIA) 
MAGGIONI MARCO (LEGA NORD PADANIA) 
MERONI FABIO (LEGA NORD PADANIA) 
MOLTENI LAURA (LEGA NORD PADANIA) 
MOLTENI NICOLA (LEGA NORD PADANIA) 
MONTAGNOLI ALESSANDRO (LEGA NORD PADANIA) 
MUNERATO EMANUELA (LEGA NORD PADANIA) 
NEGRO GIOVANNA (LEGA NORD PADANIA) 
PAOLINI LUCA RODOLFO (LEGA NORD PADANIA) 
PASTORE MARIA PIERA (LEGA NORD PADANIA) 
PINI GIANLUCA (LEGA NORD PADANIA) 
RAINIERI FABIO (LEGA NORD PADANIA) 
REGUZZONI MARCO GIOVANNI (LEGA NORD PADANIA) 
RIVOLTA ERICA (LEGA NORD PADANIA) 
RONDINI MARCO (LEGA NORD PADANIA) 
SIMONETTI ROBERTO (LEGA NORD PADANIA) 
TOGNI RENATO WALTER (LEGA NORD PADANIA) 
TORAZZI ALBERTO (LEGA NORD PADANIA) 
VANALLI PIERGUIDO (LEGA NORD PADANIA) 
VOLPI RAFFAELE (LEGA NORD PADANIA) 
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3/02525 
DOZZO GIANPAOLO (LEGA NORD PADANIA) 

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MINISTRO SENZA PORTAFOGLIO RAPPORTI CON IL PARLAMENTO 
20121010 

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