INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12662 presentata da MANCINI GIANMARCO (LEGA NORD) in data 19930330

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_12662_11 entità di tipo: aic

Ai Ministri dei trasporti, della marina mercantile e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: secondo voci ricorrenti in ambito aziendale, la gestione degli ultimi anni della Toremar SpA, societa' del gruppo IRI-Finmare, presenterebbe numerosi punti oscuri; i vertici della societa' affermano che la sopravvivenza della stessa e' condizionata all'erogazione da parte dello Stato di crescenti contributi e sovvenzioni di esercizio sotto forma di un "tutto compreso" in base alle miglia percorse; il penultimo amministratore della societa' recentemente scomparso, il dottor Fioretti, vicino all'area socialista, proprio per dare un taglio a questi contributi sempre crescenti, arrivo' nel 1991 a programmare e stabilire in anticipo d'accordo con il Ministero, un piano di contributi/sovvenzioni a scalare in diminuzione per i prossimi anni; a fronte di questa serie di entrate si registrerebbe una discutibile gestione dei fondi; risulta all'interrogante che durante la gestione Fioretti (1989-1991), ad esempio, sarebbero stati spesi 500 milioni per ogni nave (sono 5) allo scopo di dotarle di un sistema avveniristico di manovra chiamato "Joistyck", atto a sostituire la tradizionale barra del timone, usata da secoli nelle operazioni di manovra; e da notizie provenienti dal personale navigante sembrerebbe che a tutt'oggi tali dispositivi non si riescano ancora a tarare con precisione, tanto e' vero che i comandi delle navi non li usano mai: sulla motonave Planasia il congegno sarebbe addirittura rotto ed inutilizzato da tempo; sempre durante la gestione Fioretti sarebbero stati acquistati dei sofisticati congegni atti a distribuire i liquori nel bar di bordo, costati decine di milioni ma del tutto ingiustificati su navi traghetto che viaggiano per un'ora per ogni tratta; circa 100 milioni sarebbero stati spesi per acquistare parti di rispetto e ricambi vari per la motonave Capo Bianco, poco prima di mettere in disarmo la stessa; la stessa motonave Capo Bianco non sarebbe stata ceduta ai primi candidati all'acquisto che offrivano cifre aggirantesi intorno agli 800 milioni, ma sarebbe stata venduta dopo oltre un anno di posteggio a La Spezia per una cifra intorno ai 400 milioni; e nel frattempo a bordo si alternava personale navigante della societa' con relative spese di "guardianaggio"; risulta all'interrogante che con l'attuale gestione amministrativa sono stati avviati i lavori di restauro del salone del bar della motonave Oglasa, con una spesa prevista di almeno 500-600 milioni, a solo due anni dagli ultimi lavori di rifacimento; nonostante l'odierna avanzata tecnologia le motonavi Toremar continuano a ricorrere all'officina di bordo quasi tutti i giorni e, per non intralciare, i lavori vengono svolti sempre di notte con un notevolissimo aggravio di spesa; nonostante il fatto che i motori principali Fincantieri abbiano dei filtri che si sporcano spesso, la societa' continua, da almeno un decennio, ad applicare questi discutibili motori anche sulle sue piu' recenti costruzioni; i costi di officina si aggirano intorno ai 200-300 milioni al mese -: se il Governo non ritenga che sia il caso di indagare sulla gestione della societa'; se non si ritenga opportuno rivedere la procedura con cui sono state tracciate con anni di anticipo previsioni di bilancio per una societa' di navigazione che trae la quasi totalita' delle sue entrate non dal traffico commerciale ma dal turismo stagionale. (4-12662)
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MANCINI GIANMARCO (LEGA NORD) 

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