INTERPELLANZA 2/00800 presentata da CALINI CANAVESI EMILIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930608

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I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri del lavoro e previdenza sociale, dell'industria, commercio e artigianato, del bilancio e programmazione economica e dell'interno, per sapere - premesso che: per anni il vertice FIAT e tutto il padronato hanno parlato di qualita' totale, di libero mercato come unico agente imparziale di progresso. Ma la realta' che appare dalle inchieste giudiziarie su tangentopoli vede invece una politica ed un'economia basata sulle mazzette e su gruppi di affari; ora con la richiesta della FIAT dello stato di crisi e della cassa integrazione straordinaria la casa torinese si appresta ad un altro pesante attacco ai lavoratori; dopo che si e' introdotto il turno di notte a Mirafiori e condizioni di lavoro peggiori nelle nuove fabbriche al Sud, con la complicita' sindacale, ora si appresta alla chiusura dell'Alfa di Arese e al ridimensionamento degli stabilimenti torinesi; l'accelerazione della crisi FIAT e' determinata dall'esaurimento della cassa integrazione ordinaria e dal calo del 30 per cento delle vendite di auto sui mercati europei e coincide con il pesante coinvolgimento del vertice FIAT nello scandalo delle tangenti; negli ultimi anni decine di migliaia di miliardi di lire sono stati trasferiti dalle casse pubbliche alla FIAT la quale non ha creato nuovi posti di lavoro ne' mantenuto i livelli occupazionali, mentre ha chiuso gli stabilimenti della Maserati di Milano, dell'Autobianchi di Desio, della Lancia di Chivasso; ancora oggi la direzione FIAT sta smantellando interi stabilimenti come quello dell'Alfa Romeo di Arese e quello di Verrone in Piemonte, e mantiene il lavoro a Pomigliano molto al di sotto delle capacita' produttive dello stabilimento campano; continua come se niente fosse la trattativa sindacale per stabilire condizioni salariali e diritti "inferiori" per gli operai meridionali a Melfi, stabilimento per il quale la FIAT ha ricevuto 3.200 miliardi a fondo perduto ed altri prestiti a tassi agevolati; la vendita dell'Afa Romeo alla FIAT, e' stata la prima grossa privatizzazione fatta in Italia senza alcun beneficio per lo Stato. Una vera e propria svendita sulla quale ancora oggi non si e' fatta piena luce; negli stabilimenti FIAT si respira un clima di caserma e la FIAT ha tentato di instaurare un pesante autoritarismo nei confronti di sindacati e lavoratori. In particolare ad Arese ha tentato di licenziare i lavoratori comunisti. Infatti sei lavoratori sono tutt'ora fuori dalla fabbrica, alcuni licenziati per la secomda volta altri per la quinta e per due di loro (Canavesi e Delle Donne) si tratta del nono licenziamento nonostanze una sentenza di merito della pretura di Milano a loro favorevole, la FIAT non procede al reintegro sul posto di lavoro -: qual'e', a loro conoscenza, l'esatta situazione e le prospettive produttive, finanziarie ed occupazionali del gruppo FIAT, delle sue principali societa' e degli stabilimenti piu' importanti; a quanto ammonta l'insieme dei trasferimenti finanziari dello Stato e di altre strutture pubbliche al gruppo FIAT negli ultimi 10 anni; come il governo intenda garantire il reddito e l'occupazione dei lavoratori del gruppo ed in particolare se intenda evitare che siano messi lavoratori in CIGS a zero ore; quale politica industriale intenda perseguire il governo per il settore auto al fine di garantire l'occupazione, diversificare le produzioni rendendole compatibili con le esigenze ambientali; se non intende procedere ad una riduzione dell'orario di lavoro a partire dai settori industriali in crisi; quali iniziative intende mettere in essere verso la direzione del gruppo affinche' sia posta fine alla persecuzione contro i licenziati politici dello stabilimento Alfa Romeo di Arese, affinche' la direzione della FIAT applichi la legge come un qualsiasi altro cittadino. (2-00800)
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INTERPELLANZA 2/00800 presentata da CALINI CANAVESI EMILIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) in data 19930608 
INTERPELLANZA 
ALBERTINI RENATO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
AZZOLINA ANGELO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
BACCIARDI GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
BARZANTI NEDO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
BENEDETTI GIANFILIPPO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
BERGONZI PIERGIORGIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
BOGHETTA UGO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
BOLOGNESI MARIDA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
BRUNETTI MARIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
CANGEMI LUCA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
CAPRILI MILZIADE (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
CARCARINO ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
CRUCIANELLI FAMIANO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
DOLINO GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
DORIGO MARTINO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
FISCHETTI ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
GALANTE SEVERINO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
GARAVINI ANDREA SERGIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
GORACCI ORFEO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
GUERRA MAURO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
LENTO FEDERICO GUGLIELMO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
MAGRI LUCIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
MANISCO LUCIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
MANTOVANI RAMON (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
MARINO LUIGI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
MITA PIETRO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
MUZIO ANGELO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
RUSSO SPENA GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
SPERANZA FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
TRIPODI GIROLAMO (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
VENDOLA NICOLA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
SESTERO GIANOTTI MARIA GRAZIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 
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2/00800 
CALINI CANAVESI EMILIA (RIFONDAZIONE COMUNISTA) 

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