INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/20222 presentata da SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19931124

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_20222_11 an entity of type: aic

Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: dopo una pluriennale battaglia legale il Consorzio Intercomunale Mantovano per l'Ecologia (C.I.M.E.) ottenne di poter costruire a Monzambano una discarica per rifiuti urbani; la popolazione di Monzambano, che si era sempre opposta alla costruzione della discarica perche' progettata in zona non adatta, venne caricata dalla polizia il 29 aprile 1991; a meta' ottobre, durante i lavori di costruzione, affioro' una falda piu' alta del previsto e l'allora assessore provinciale all'ecologia, Oneda, lo rese noto e rivelo' anche la presenza di 20 mila tonnellate di rifiuti abusivi nella cava che veniva trasformata in discarica, chiedendo alla Regione la sospensione dei lavori; dopo qualche giorno il dottor Apicella, procuratore presso la Pretura di Mantova, invio' ad Oneda un avviso di garanzia per violazione dell'articolo 656 C.P. (diffusione di notizie false e tendenziose atte a creare tensione sociale). E' da notare che in seguito le notizie date dall'Assessore Oneda si riveleranno esatte, tant'e' vero che si dovette predisporre una variante al progetto per innalzare il fondo della discarica (variante del marzo '92); il 18 dicembre la Gazzetta di Mantova pubblico' una lettera del locale circolo della Lega per l'ambiente che chiedeva un'indagine della magistratura in merito ad irregolarita' nella conduzione del C.I.M.E. e nello svolgimento della gara d'appalto per lo smaltimento dei rifiuti "tossico nocivi e speciali" rinvenuti nella cava, nell'esatta quantita' indicata dall'Assessore Oneda, che per questo aveva ricevuto un avviso di garanzia; il 29 dicembre fu pubblicato un articolo sulla conferenza stampa tenuta dalla Lega Ambiente e da amministratori comunali di Monzambano in merito agli argomenti gia' sottolineati dalla lettera del 18 dicembre; il 23 gennaio la Gazzetta ed il Corriere della Sera pubblicarono la notizia che l'ingegner Rabitti della Lega Ambiente si era recato dal dottor Apicella per presentare un esposto in merito agli argomenti di cui sopra, ed in special modo rispetto ad una presunta turbativa d'asta relativa all'appalto per lo smaltimento dei rifiuti rinvenuti nella cava, appalto vinto in associazione di imprese dalla UNIECO di Reggio Emilia; il 24 giugno Gazzetta e Corriere pubblicarono la notizia di un altro esposto alla Magistratura presentato ancora dall'ingegner Rabitti della Lega Ambiente su una delibera del C.I.M.E. relativa alla sanatoria per una cifra di circa 4 miliardi di supero non autorizzato della spesa prevista (un miliardo) per lo smaltimento dei rifiuti trovati nella cava; come si legge in una richiesta di chiarimenti della Procura generale presso la Corte dei conti al C.I.M.E., protocollo n. 344749/MIM del 31 marzo 1993, il "procedimento penale svoltosi presso la Pretura circondariale di Mantova" fu archiviato in data 19 settembre 1992; dopo 3 giorni il dottor Apicella partecipo' ad un convegno a Gazoldo negli Ippoliti (Compatibilita' ambientale e consenso sociale) organizzato dal C.I.M.E., assieme al presidente, Maurizio Ottolini, gia' segretario dell'onorevole Tabacci, Carlo Buttasi, Vicepresidente, Dante Pinotti, sindaco di Magnacavallo, all'ingegner Luciano Babos, progettista e direttore dei lavori degli impianti C.I.M.E., ed a un sociologo, certo Cipolla; il 26 novembre la Gazzetta riporto' la notizia degli arresti (su indagini della Procura presso il Tribunale) del presidente Ottolini, del vicepresidente Buttasi, del tecnico del C.I.M.E. e di altre persone: "Sei arresti per il C.I.M.E."; successivamente l'indagine porto' alla luce una serie di tangenti legate anche agli episodi denunciati ma archiviati dalla Pretura (al signor Pinotti ed all'ingegner Bados vennero inviati avvisi di garanzia; Babos venne poi arrestato); infine, il 19 maggio 1993 la "Voce di Mantova" riporto' notizia di un nuovo ordine di custodia cautelare per Ottolini l'ex vicepresidente Gallerani, nonche' di altri 2 avvisi di garanzia, tra cui quello per l'ex assessore provinciale all'ecologia Attilio Grazioli, in merito all'appalto per lo smaltimento dei rifiuti gia' oggetto degli esposti della Lega Ambiente; gli enti locali mantovani hanno sempre sostenuto che i rifiuti sono stati trovati nella cava dopo l'inizio dei lavori di costruzione, ed hanno cercato di investire il comune di Monzambano della relativa responsabilita', tant'e' vero che a detto comune non e' stata versata nemmeno una lira di indennizzo (contrariamente a quanto avvenuto per Pieve di Coriano, titolare di una discarica gemella); risulta invece che, dopo sopralluogo del dottor Martellini dell'Amministrazione provinciale e dei vigili sanitari Pavesi e Malacarne del P.M.I.P. (Usl47) le analisi riferite al relativo campione di fango prelevato nella cava Tononi di Monzambano, successivamente sede della discarica, trasmesse nel febbraio 1986 dal P.M.I.P. alla Provincia dimostrassero la presenza di rifiuti tossico nocivi; su tale argomento il dottor Martellini relaziono' ai suoi superiori; l'allora assessore all'ecologia era il signor Attilio Grazioli, che, parecchio tempo prima della fine del mandato venne assunto dalla ditta UNIECO di Reggio Emilia, la vincitrice in associazione di imprese della gara d'appalto per lo smaltimento di questi rifiuti; i "tossico nocivi" sono stati smaltiti nella discarica di Baricalla ad un costo per l'UNIECO di circa 100 lire/chilogrammo, mentre il pubblico committente (C.I.M.E.) ne ha pagate lire 256; essendo state smaltite 1.000 tonnellate, risulta un guadagno di un miliardo e 200 milioni, solo per i tossico nocivi, conseguente ad una gara d'appalto oggetto, secondo l'esposto dell'ingegner Rabitti, di turbativa d'asta; il responsabile commerciale per Mantova dell'UNIECO era allora il signor Attilio Grazioli; nel gennaio 1987 i dottori Martellini e Micheli, dell'Amministrazione provinciale di Mantova, dopo sopralluogo in localita' Cavallara in comune di Volta Mantovana, rinvennero rifiuti simili a quelli trovati nella cava Tononi, e successivamente individuarono il produttore, la ditta ROTTAMFER di Castelnuovo del Garda, l'autotrasportatore, signor Quaini Elmo di Monzambano ed il proprietario del sito, signor Dal Molin di Monzambano, contro i quali hanno redatto verbali di contestazione; dopo la "scoperta" nel 1991 dei rifiuti nella cava, il dottor Martellini afferma di essersi recato dal Procuratore della Repubblica presso la Pretura, dottor Apicella, e di averlo informato di quanto aveva scoperto e del fatto che da molto tempo si sapeva della presenza dei rifiuti nella cava; dopo la costruzione del primo lotto della discarica il dottor Ottoni, responsabile dell'ufficio discariche dell'Amministrazione provinciale, deposito' un esposto al Procuratore dottor Apicella poiche' venivano smaltiti in discarica a Monzambano rifiuti provenienti da Milano in difformita' all'autorizzazione regionale che prevedeva smaltimento di rifiuti prodotti solo nel bacino provinciale; il dottor Ottoni afferma che qualche ora dopo il deposito dell'esposto venne raggiunto da un'irritata telefonata del vicepresidente del C.I.M.E., ingegner Buttasi (successivamente arrestato), che gli annunciava che il Procuratore avrebbe preso provvedimenti contro chi aveva promosso l'esposto -: se intenda verificare, mediante apposita indagine, il comportamento del Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Mantova, dottor Apicella e, nel caso vengano rilevati comportamenti poco corretti, prendere adeguati provvedimenti. (4-20222)
xsd:string INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/20222 presentata da SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19931124 
xsd:integer
19931124-19940303 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/20222 presentata da SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19931124 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 
MATTIOLI GIANNI FRANCESCO (FEDERAZIONE DEI VERDI) 
xsd:dateTime 2014-05-14T21:16:16Z 
4/20222 
SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) 

blank nodes

data from the linked data cloud

DATA