_:B09f7af7713edce95f83c6bd539b1e3d6 "La costruzione della discarica di Monzambano trae origine da una complessa vicenda che ha visto il comune dapprima consenziente alla sua costruzione e quindi nettamente contrario, dopo le elezioni e l'insediamento della nuova Giunta. Senonche' tale orientamento contrastava con atti autorizzativi gia' definitivi e confermati anche in sede giurisdizionale amministrativa. I lavori ebbero dunque inizio, seppure con la ferma opposizione della popolazione, e si verificarono anche episodi di contestazione e violenza. In tale situazione la Procura Circondariale della Repubblica di Mantova non poteva certo occuparsi della localizzazione della discarica, ma solo di eventuali pericoli ambientali, connessi alla non corretta realizzazione dell'opera. Nell'ottobre del 1990 iniziarono dunque i primi sondaggi preliminari alla costruzione ed il giorno 11 dello stesso mese la Procura fu informata dalla unita' chimica del Presidio multinazionale di igiene e profilassi (P.M.I.P.) dell'unita' sanitaria locale n. 47 di Mantova, che nella cava erano presenti rifiuti di natura da identificare. Venne quindi svolta una intensa attivita' istruttoria per acquisire informazioni in ordine alla natura dei rifiuti e per identificare gli autori dell'inquinamento, all'epoca, peraltro, rimasti ignoti. Iniziati dalla CIME i lavori di bonifica, il P.M.I.P. di Mantova segnalava alla Procura, in data 26.9.1991, che il sistema di smaltimento dei rifiuti ritrovati presso l'ex cava Tononi era inefficace, in quanto dalle analisi esperite, una parte di essi risultava di natura tossico-nociva con conseguente impossibilita' di smaltimento presso la discarica di Montecchi, non abilitata a tale ricezione. A seguito di quanto sopra il Procuratore circondariale ha invitato il presidente del C.I.M.E. a sospendere qualsiasi ulteriore prelievo di materiale dalla cava, tranne quello gia' selezionato e destinato a discarica di tipo C, avvisandolo che, in caso contrario, si sarebbe proceduto penalmente per violazione dell'articolo 26 del decreto del Presidente della Repubblica 10.9.1982 n. 915. il successivo 1.10.1991 venne indetta presso la Procura una riunione dei rappresentanti di tutti gli organi pubblici che si occupavano della vicenda per evitare, dato lo stato di tensione tra la popolazione di Monzambano, la diffusione di notizie imprecise o contraddittorie e per attivare altresi' il coordinamento fra i predetti organi al fine di giungere al piu' presto al risanamento ambientale della zona ed evitare ulteriori eventuali illeciti. A tale riunione ha partecipato anche l'Assessore all'Ambiente Ecologia della provincia, signor Davide Oneda, che tuttavia ritenne, in seguito, opportuno informare la stampa dell'asserita presenza nella zona di una falda acquifera piu' alta del previsto, creando con cio' una notevole turbativa. Nell'occasione il Procuratore circondariale ha avviato una indagine in merito alla possibile violazione da parte dell'Oneda, dell'articolo 656 C.P., anche in considerazione del fatto che la notizia era poi risultata inesatta, come accertato dal NOE di Roma. Il relativo procedimento, rubricato al n. 7537/91 R.G.N.R., venne inviato in data 23.10.1991, alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova per competenza, trattandosi di eventuale reato commesso a mezzo stampa e, quindi, archiviato dal GIP il 15.2.1992, su conforme richiesta del P.M., che aveva ravvisato nei fatti l'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero. Si aggiunge che in data 24.10.1991, nel corso delle indagini volte ad identificare gli autori dell'inquinamento dell'ex cava Tononi, si e' presentato in Procura il Signor Martellini Paolo, geometra dell'Ufficio Tecnico della provincia, il quale ha riferito che gia' nell'anno 1985 aveva potuto constatare la presenza in loco di materiale composto da residui di gomma piuma, tappetini per auto e materiale gommoso grossolanamente tritato. Il teste ha anche indicato sia la persona che aveva materialmente effettuato lo scarico sia la ditta committente. Solo a seguito di tale deposizione fu dunque possibile l'identificazione di tutti i soggetti a qualsiasi titolo implicati nella vicenda. Dopo l'interrogatorio degli indagati e disposti ulteriori accertamenti per appurare l'epoca di consumazione del reato, la Procura ritenne di chiedere l'archiviazione giacche', in difetto di prova dello smaltimento dei rifiuti in data successiva al 1985, i reati ipotizzabili, risultavano comunque prescritti. Il G.I.P. di Mantova ha quindi provveduto in conformita' con decreto dell'11.8.1992. In merito agli esposti dell'ingegner Paolo Rabbitti si fa presente quanto segue. L'esposto per presunta turbativa d'asta da parte del C.I.M.E., presentato il 31.12.1991 ed iscritto al n. 462/91 R.G.A.R., e' stato inviato il 31.1.1992 al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Mantova, ravvisandosi nei fatti esposti reati che esulavano dalla competenza pretoria. L'esposto presentato il 22.6.1992, in merito a presunti illeciti profitti da parte del C.I.M.E. nello smaltimento dei rifiuti, e' stato iscritto al n. 218/92 R.G.A.R. e quindi trasmesso per competenza alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Mantova. E' dunque evidente che nessuno dei detti esposti dell'ingegner Rabbitti e' stato archiviato dalla Procura Circondariale. In merito alla partecipazione del dottor Apicella ad un convegno svoltosi nel settembre 1992 a Gazoldo degli Ippoliti sul tema \"compatibilita' ambientale e consenso sociale\", il magistrato in questione ha riferito di esservi stato invitato dall'Assessore della regione Lombardia, dottor Giovanni Rossi, il quale ebbe a comunicargli solo il tema del convegno e non anche il nominativo dei correlatori. Il dottor Apicella ha aggiunto che la sua relazione conteneva, tra l'altro, il fermo invito a tutti gli operatori al piu' rigoroso rispetto della normativa concernente la tutela del territorio ed ha precisato di essersi reso conto della presenza al convegno del presidente del C.I.M.E. e del progettista degli impianti, solo all'inizio dei lavori e di aver comunque giudicato tale presenza del tutto logica in considerazione delle funzioni da loro svolte in ambito provinciale. Quanto, infine, all'asserita inerzia del Procuratore circondariale nella conduzione delle indagini relative all'irregolare smaltimento dei rifiuti della discarica, si fa presente che dagli atti della Procura risulta l'iscrizione in data 28.8.1992 del procedimento n. 9.207/92 R.G.N.R., a carico del titolare della ditta che effettuava il trasporto dei rifiuti anche per conto del C.I.M.E., in relazione all'ipotizzato reato di cui agli articoli 81 comma 2^ c.p., 16 lettera d) e 26 decreto del Presidente della Repubblica 10.9.1982 n. 915, procedimento affidato ad uno dei sostituti dell'ufficio e concluso con il rinvio a giudizio dell'indagato in data 7.12.1992. Il relativo dibattimento e' gia' stato fissato per l'udienza del 18.3 p.v.. Quanto poi alle misure cautelari che la Procura presso il Tribunale ha disposto nei confronti delle stesse persone per le quali la Procura Circondariale avrebbe archiviato le denunce ricevute, si fa presente che le predette misure coercitive sono scaturite da indagini collegate fra i due uffici di Procura, e, in particolare, da interrogatori e da documentazione e materiale informatico sequestrato dalla Procura Circondariale e trasmesso alla Procura presso il Tribunale. Inoltre, la Procura Circondariale ha instaurato il 28.9.1992 due procedimenti a carico del Presidente del C.I.M.E., per violazione dell'articolo 21 commi 1^ e 3^ della legge 10.5.1976 n. 319, in relazione a possibili sversamenti nel sottosuolo, del percolato prodotto nella discarica di Pieve di Coriano. Le indagini si sono concluse il 17.7.1993 con richiesta di rinvio a giudizio dei due indagati. La stessa Procura ha anche avviato un secondo procedimento iscritto al n. 13181/92 R.G.N.R per reati della medesima natura in relazione a possibili sversamenti nel sottosuolo, del percolato prodotto nella discarica di Monzambano (n. 13181/92 R.G.N.R.). Le indagini sono ancora in corso, ma saranno concluse al piu' presto. Per quanto sopra illustrato deve essere esclusa ogni supposta inerzia od omissione della Procura Circondariale di Mantova nell'attivita' intesa alla repressione di illeciti in materia ambientale e non si ravvisano neppure elementi di responsabilita' disciplinare a carico del magistrato citato dagli Onorevoli interroganti. Il Ministro di grazia e giustizia: Conso." . _:B09f7af7713edce95f83c6bd539b1e3d6 "19940223" . _:B09f7af7713edce95f83c6bd539b1e3d6 "MINISTRO MINISTERO DI GRAZIA E GIUSTIZIA" . _:B09f7af7713edce95f83c6bd539b1e3d6 . . . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA" . "4/20222" . "MATTIOLI GIANNI FRANCESCO (FEDERAZIONE DEI VERDI)" . "19931124-19940303" . _:B09f7af7713edce95f83c6bd539b1e3d6 . . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/20222 presentata da SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19931124"^^ . . "2014-05-14T21:16:16Z"^^ . . . "Al Ministro di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: dopo una pluriennale battaglia legale il Consorzio Intercomunale Mantovano per l'Ecologia (C.I.M.E.) ottenne di poter costruire a Monzambano una discarica per rifiuti urbani; la popolazione di Monzambano, che si era sempre opposta alla costruzione della discarica perche' progettata in zona non adatta, venne caricata dalla polizia il 29 aprile 1991; a meta' ottobre, durante i lavori di costruzione, affioro' una falda piu' alta del previsto e l'allora assessore provinciale all'ecologia, Oneda, lo rese noto e rivelo' anche la presenza di 20 mila tonnellate di rifiuti abusivi nella cava che veniva trasformata in discarica, chiedendo alla Regione la sospensione dei lavori; dopo qualche giorno il dottor Apicella, procuratore presso la Pretura di Mantova, invio' ad Oneda un avviso di garanzia per violazione dell'articolo 656 C.P. (diffusione di notizie false e tendenziose atte a creare tensione sociale). E' da notare che in seguito le notizie date dall'Assessore Oneda si riveleranno esatte, tant'e' vero che si dovette predisporre una variante al progetto per innalzare il fondo della discarica (variante del marzo '92); il 18 dicembre la Gazzetta di Mantova pubblico' una lettera del locale circolo della Lega per l'ambiente che chiedeva un'indagine della magistratura in merito ad irregolarita' nella conduzione del C.I.M.E. e nello svolgimento della gara d'appalto per lo smaltimento dei rifiuti \"tossico nocivi e speciali\" rinvenuti nella cava, nell'esatta quantita' indicata dall'Assessore Oneda, che per questo aveva ricevuto un avviso di garanzia; il 29 dicembre fu pubblicato un articolo sulla conferenza stampa tenuta dalla Lega Ambiente e da amministratori comunali di Monzambano in merito agli argomenti gia' sottolineati dalla lettera del 18 dicembre; il 23 gennaio la Gazzetta ed il Corriere della Sera pubblicarono la notizia che l'ingegner Rabitti della Lega Ambiente si era recato dal dottor Apicella per presentare un esposto in merito agli argomenti di cui sopra, ed in special modo rispetto ad una presunta turbativa d'asta relativa all'appalto per lo smaltimento dei rifiuti rinvenuti nella cava, appalto vinto in associazione di imprese dalla UNIECO di Reggio Emilia; il 24 giugno Gazzetta e Corriere pubblicarono la notizia di un altro esposto alla Magistratura presentato ancora dall'ingegner Rabitti della Lega Ambiente su una delibera del C.I.M.E. relativa alla sanatoria per una cifra di circa 4 miliardi di supero non autorizzato della spesa prevista (un miliardo) per lo smaltimento dei rifiuti trovati nella cava; come si legge in una richiesta di chiarimenti della Procura generale presso la Corte dei conti al C.I.M.E., protocollo n. 344749/MIM del 31 marzo 1993, il \"procedimento penale svoltosi presso la Pretura circondariale di Mantova\" fu archiviato in data 19 settembre 1992; dopo 3 giorni il dottor Apicella partecipo' ad un convegno a Gazoldo negli Ippoliti (Compatibilita' ambientale e consenso sociale) organizzato dal C.I.M.E., assieme al presidente, Maurizio Ottolini, gia' segretario dell'onorevole Tabacci, Carlo Buttasi, Vicepresidente, Dante Pinotti, sindaco di Magnacavallo, all'ingegner Luciano Babos, progettista e direttore dei lavori degli impianti C.I.M.E., ed a un sociologo, certo Cipolla; il 26 novembre la Gazzetta riporto' la notizia degli arresti (su indagini della Procura presso il Tribunale) del presidente Ottolini, del vicepresidente Buttasi, del tecnico del C.I.M.E. e di altre persone: \"Sei arresti per il C.I.M.E.\"; successivamente l'indagine porto' alla luce una serie di tangenti legate anche agli episodi denunciati ma archiviati dalla Pretura (al signor Pinotti ed all'ingegner Bados vennero inviati avvisi di garanzia; Babos venne poi arrestato); infine, il 19 maggio 1993 la \"Voce di Mantova\" riporto' notizia di un nuovo ordine di custodia cautelare per Ottolini l'ex vicepresidente Gallerani, nonche' di altri 2 avvisi di garanzia, tra cui quello per l'ex assessore provinciale all'ecologia Attilio Grazioli, in merito all'appalto per lo smaltimento dei rifiuti gia' oggetto degli esposti della Lega Ambiente; gli enti locali mantovani hanno sempre sostenuto che i rifiuti sono stati trovati nella cava dopo l'inizio dei lavori di costruzione, ed hanno cercato di investire il comune di Monzambano della relativa responsabilita', tant'e' vero che a detto comune non e' stata versata nemmeno una lira di indennizzo (contrariamente a quanto avvenuto per Pieve di Coriano, titolare di una discarica gemella); risulta invece che, dopo sopralluogo del dottor Martellini dell'Amministrazione provinciale e dei vigili sanitari Pavesi e Malacarne del P.M.I.P. (Usl47) le analisi riferite al relativo campione di fango prelevato nella cava Tononi di Monzambano, successivamente sede della discarica, trasmesse nel febbraio 1986 dal P.M.I.P. alla Provincia dimostrassero la presenza di rifiuti tossico nocivi; su tale argomento il dottor Martellini relaziono' ai suoi superiori; l'allora assessore all'ecologia era il signor Attilio Grazioli, che, parecchio tempo prima della fine del mandato venne assunto dalla ditta UNIECO di Reggio Emilia, la vincitrice in associazione di imprese della gara d'appalto per lo smaltimento di questi rifiuti; i \"tossico nocivi\" sono stati smaltiti nella discarica di Baricalla ad un costo per l'UNIECO di circa 100 lire/chilogrammo, mentre il pubblico committente (C.I.M.E.) ne ha pagate lire 256; essendo state smaltite 1.000 tonnellate, risulta un guadagno di un miliardo e 200 milioni, solo per i tossico nocivi, conseguente ad una gara d'appalto oggetto, secondo l'esposto dell'ingegner Rabitti, di turbativa d'asta; il responsabile commerciale per Mantova dell'UNIECO era allora il signor Attilio Grazioli; nel gennaio 1987 i dottori Martellini e Micheli, dell'Amministrazione provinciale di Mantova, dopo sopralluogo in localita' Cavallara in comune di Volta Mantovana, rinvennero rifiuti simili a quelli trovati nella cava Tononi, e successivamente individuarono il produttore, la ditta ROTTAMFER di Castelnuovo del Garda, l'autotrasportatore, signor Quaini Elmo di Monzambano ed il proprietario del sito, signor Dal Molin di Monzambano, contro i quali hanno redatto verbali di contestazione; dopo la \"scoperta\" nel 1991 dei rifiuti nella cava, il dottor Martellini afferma di essersi recato dal Procuratore della Repubblica presso la Pretura, dottor Apicella, e di averlo informato di quanto aveva scoperto e del fatto che da molto tempo si sapeva della presenza dei rifiuti nella cava; dopo la costruzione del primo lotto della discarica il dottor Ottoni, responsabile dell'ufficio discariche dell'Amministrazione provinciale, deposito' un esposto al Procuratore dottor Apicella poiche' venivano smaltiti in discarica a Monzambano rifiuti provenienti da Milano in difformita' all'autorizzazione regionale che prevedeva smaltimento di rifiuti prodotti solo nel bacino provinciale; il dottor Ottoni afferma che qualche ora dopo il deposito dell'esposto venne raggiunto da un'irritata telefonata del vicepresidente del C.I.M.E., ingegner Buttasi (successivamente arrestato), che gli annunciava che il Procuratore avrebbe preso provvedimenti contro chi aveva promosso l'esposto -: se intenda verificare, mediante apposita indagine, il comportamento del Procuratore della Repubblica presso la Pretura di Mantova, dottor Apicella e, nel caso vengano rilevati comportamenti poco corretti, prendere adeguati provvedimenti. (4-20222)" . "1"^^ . . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/20222 presentata da SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI) in data 19931124" . "SCALIA MASSIMO (FEDERAZIONE DEI VERDI)" .