MOZIONE 1/00131 presentata da CICCHITTO FABRIZIO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20090309

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Atto Camera Mozione 1-00131 presentata da FABRIZIO CICCHITTO testo di lunedi' 9 marzo 2009, seduta n.142 La Camera, premesso che: il Governo, anticipando la manovra finanziaria, ha voluto «mettere in sicurezza» il bilancio dello Stato per il triennio 2009-2011; tale scelta - sempre confermata nei successivi provvedimenti - si e' rivelata corretta alla luce della gravissima crisi che ha colpito l'economia internazionale; le previsioni riguardanti le performance dell'economia e i saldi di finanza pubblica sono state sostanzialmente rispettate; tale risultato e' molto importante per garantire la stabilita' dei conti pubblici, in ragione della forte esposizione del debito e dell'incidenza degli interessi passivi sul prodotto interno lordo, che avrebbero reso assolutamente improponibile un ulteriore allargamento del deficit; in tale contesto di relativa stabilita' dei conti pubblici, l'Unione europea ha valutato positivamente i provvedimenti assunti dal Governo italiano per contrastare la crisi, mentre ha dovuto avviare la procedura d'infrazione nei confronti di altri Paesi europei, i cui piani - oltre a cedere a suggestioni protezioniste - non hanno tenuto in debita considerazione i vincoli comunitari; l'Italia si e' resa protagonista di azioni coordinate con altri Paesi per moltiplicare il messaggio di fiducia alle societa' e per questo obiettivo ha convocato per il 29 marzo 2009 a Roma un vertice del G8 - allargato a Cina, India, Brasile, Messico, Sud Africa ed Egitto - dedicato alla dimensione sociale della crisi; il Governo ha affrontato l'emergenza economica e sociale indotta dalla crisi globale dei mercati finanziari secondo tre linee d'azione, rivolte a sostenere il circolo virtuoso della fiducia: stabilita' (della finanza pubblica e degli intermediari creditizi), liquidita' (delle banche, delle imprese e delle famiglie), occupabilita' (delle persone); tali linee d'azione hanno consentito, anche in conseguenza della maggiore capacita' di coordinamento a livello europeo ed internazionale nel garantire i risparmiatori, di bloccare sul nascere un possibile «effetto domino» della crisi del sistema bancario, che avrebbe determinato situazioni ancora piu' gravi nel contesto di una crisi caratterizzata da fattori inediti e non sempre capaci di reagire alle terapie, mentre in Italia il sistema bancario ha tenuto; il Governo ha adottato misure di sostegno per le persone e le famiglie in maggiori difficolta' economiche (social card, «bonus famiglia», rinegoziazione dei mutui immobiliari, potenziamento dei canali di ingresso nel mondo del lavoro attraverso una riattivazione della «legge Biagi» ed altro); sul piano della difesa del reddito, il Governo ha dato corso al rinnovo dei contratti del pubblico impiego, ha istituito in via sperimentale e confermato, su richiesta delle parti sociali, un regime di agevolazioni fiscali per le quote retributive erogate nelle imprese, come contropartita di misure a favore della produttivita' e della efficienza, realizzando per questa via le premesse per accompagnare quella svolta nelle relazioni industriali prefigurata nell'accordo quadro sulla riforma della contrattazione del 22 gennaio 2009; sul piano del sostegno ai livelli occupazionali, il Governo ha adottato una strategia che, al tempo stesso, tutela le persone e aiuta il sistema delle imprese a conservare la propria potenziale capacita' produttiva, della quale il capitale umano e' componente primaria, incentivando cioe' il ricorso ad ammortizzatori sociali che non siano automatici e deresponsabilizzanti. La strategia perseguita dal Governo e' stata piuttosto quella di incentivare la continuita' del rapporto di lavoro con le imprese in difficolta', attraverso l'istituto della sospensione e tipologie di sostegno al reddito su base negoziale, come la cassa integrazione guadagni, in modo da incoraggiare e aiutare le imprese a non licenziare in attesa della ripresa; l'intervento sugli ammortizzatori sociali, avviato con il decreto legislativo n. 185 del 2008, garantisce ora una copertura a tutti i settori esclusi dagli strumenti ordinari di protezione del reddito e a tutti i rapporti di lavoro dipendente, compresi gli apprendisti e gli interinali, ma anche per la prima volta, nella forma dell'una tantum, i collaboratori coordinati e continuativi in regime di monocommittenza, condizionando il godimento dei sussidi ad adeguati percorsi di formazione e riqualificazione professionale dei lavoratori; l'accordo del 12 febbraio 2009 tra Stato e regioni ha confermato pienamente l'impostazione del Governo. L'accordo e' di particolare importanza perche' ha consentito di mobilitare risorse (8 miliardi in un biennio per un ammontare, su base annua, pari ad almeno dieci volte gli stanziamenti previsti per il 2008) per estendere l'integrazione salariale ai settori, alle categorie e ai lavoratori che ne sono privi (cosi' un problema aperto da almeno quattro legislature si avvia a soluzione), incoraggiando la sussidiarieta' verticale (tra Stato e regioni, appunto) nel campo degli ammortizzatori sociali, con una forte riconversione da interventi assistenziali e di sostegno al reddito a misure coerenti e funzionali con politiche attive del lavoro, tali da valorizzare il piu' possibile il ricorso ai contratti di solidarieta'; l'intervento sugli ammortizzatori sociali, avviato con il decreto legislativo n. 185 del 2008, consente, peraltro, di consolidare, attraverso una rete diffusa ed articolata di enti bilaterali, un ruolo importante delle parti sociali, in una logica di sussidiarieta' orizzontale, nell'individuare nuovi strumenti di welfare e assunzioni di maggiori responsabilita' della societa' civile e del mondo del lavoro nell'assicurare un reddito e un processo formativo adeguato ai lavoratori in cassa integrazione; le risorse necessarie per garantire ai lavoratori subordinati licenziati o sospesi dal rapporto di lavoro adeguati trattamenti di integrazione del reddito combinati con apprendimento devono essere il risultato della combinazione di piu' fonti: il bilancio dello Stato, i fondi europei di competenza dello Stato e delle regioni, i bilanci delle regioni e province autonome, i fondi interprofessionali per la formazione continua e il relativo prelievo dello 0,30 per cento sul monte salari delle imprese, gli enti bilaterali promossi dalle parti sociali, le ulteriori liberalita' del settore privato o privato-sociale; il Governo ha avviato un piano di sostegno dei settori in crisi attraverso la rimessa in moto dei mercati di beni di consumo durevoli e ha finanziato un piano di grandi opere e di infrastrutture per 16,6 miliardi, nella convinzione che la miglior tutela del reddito risiede nella difesa e nella creazione di posti di lavoro; con l'approvazione della «legge delega Brunetta» sul riordino del pubblico impiego si aprono prospettive per il recupero di importanti margini di competitivita' del Paese, oltre a garantire un piu' qualificato standard di servizi per i cittadini, impegna il Governo: a dare piena attuazione alle linee guida elaborate dal ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali per una tutela attiva della disoccupazione, incoraggiando le imprese, attraverso azioni tempestive e mirate, a perseguire condotte responsabili rispetto ai loro collaboratori; a dare piena e tempestiva attuazione all'accordo del 12 febbraio 2009 con le regioni; a favorire la piena e tempestiva attuazione del decreto ministeriale del 25 febbraio 2009, relativamente alla sottoscrizione, da parte del ministero dell'economia e delle finanze, di obbligazioni emesse dalle banche italiane, nonche' a concordare con il sistema del credito, anche attraverso l'eventuale stipula di un'apposita convezione con Abi, la sospensione del pagamento della rata di mutuo «per almeno 12 mesi» per i lavoratori in cassa integrazione e per coloro che percepiscono il sussidio di disoccupazione, nonche' la sospensione fino al 31 dicembre 2009 del rimborso della parte capitale dei mutui contratti dalle imprese attualmente in crisi, limitando in tale periodo i pagamenti dovuti alla sola parte interessi e spostando alla scadenza del periodo di rateizzazione gia' pattuito le rate della parte capitale del sopra citato periodo di sospensione; ad evitare, come successo in passato, di creare attraverso gli ammortizzatori sociali un bacino di nuovi assistiti, dei quali risulti difficile, anche nel contesto del dopo crisi, il reimpiego; ad evitare, alla luce del debito pubblico accumulato, un uso irresponsabile, da parte dei lavoratori e delle imprese, degli strumenti di tutela del reddito che porti a un livello insostenibile di spesa pubblica; a favorire lo sviluppo di un quadro di rapporti sociali in cui prenda forza ogni possibile forma di negoziato collaborativo e di protagonismo partecipativo delle istituzioni e delle parti sociali, in modo da realizzare sul versante occupazionale: a) la piu' compiuta integrazione delle risorse, competenze e capacita' dello Stato, delle regioni e delle parti sociali, a partire dal necessario filtro delle richieste di protezione per lavoratori ritenuti in esubero congiunturale o strutturale; b) il ricorso a soluzioni tali da mantenere la piu' ampia base occupazionale, distribuendo su molti lavoratori il minore monte di ore lavorate (contratti di solidarieta', cassa integrazione a rotazione e/o ad orario ridotto, settimana corta ed altro) o riconducendo anche lavoratori disoccupati in contesti produttivi attraverso una definizione piu' flessibile della «congruita'» delle alternative occupazionali o mediante forme di tirocinio e formazione; c) una drastica semplificazione dei tempi e delle procedure di erogazione di tutte le tipologie di ammortizzatori sociali; d) adeguate forme di sostegno a chi, specie se assunto su base temporanea o con contratti atipici, perde un lavoro, integrando, anche attraverso il ricorso alle tecnologie informatiche, la rete dei servizi pubblici e privati per il lavoro; e) un'offerta formativa di maggiore qualita' coerente con le esigenze del sistema produttivo, in modo da rimuovere ogni odiosa autoreferenzialita' dei soggetti formatori e da garantire un effettivo innalzamento delle competenze dei lavoratori che ne beneficiano; f) integrazione del reddito e attivita' di apprendimento; g) la piena effettivita' della dichiarazione preventiva di disponibilita' a un percorso di formazione e riqualificazione professionale o, a seconda delle diverse tipologie di sussidio, a un lavoro come strumento di responsabilizzazione dei lavoratori mediante la messa a disposizione da parte dell'Inps di una banca dati informatizzata, aggiornata in tempo reale, contenente tutti i dati disponibili relativi ai lavoratori percettori di trattamento di sostegno al reddito, liberamente accessibile, via internet, a tutti i servizi per il lavoro, pubblici e privati, nel rispetto delle norme previste dalla legge in materia di sicurezza e trasferimento dei dati; h) un piu' effettivo sistema di sanzioni da applicare a coloro che rifiutano un'offerta «congrua» di lavoro o un'offerta di formazione e riqualificazione professionale; a dare corso, sul versante delle riforme: a) alla sollecita predisposizione del decreto interministeriale di attuazione dell'articolo 19 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2; b) alla sollecita predisposizione dei decreti delegati di attuazione della «legge delega Brunetta»; c) al varo del Libro bianco sul welfare, coniugando in una visione integrata misure di welfare to work e innovativi interventi di tutela sociale, attenti ai nuovi bisogni e ai diritti delle persone, come quadro di riferimento per le riforme sociali della legislatura, a partire da un riordino in senso universalistico degli ammortizzatori sociali. (1-00131) «Cicchitto, Cota, Lo Monte, Cazzola, Della Vedova, Giancarlo Giorgetti, Baldelli, Stradella, Armosino».
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MOZIONE 1/00131 presentata da CICCHITTO FABRIZIO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20090309 
MOZIONE 
COTA ROBERTO (LEGA NORD PADANIA) 
GIORGETTI GIANCARLO (LEGA NORD PADANIA) 
ARMOSINO MARIA TERESA (POPOLO DELLA LIBERTA') 
BALDELLI SIMONE (POPOLO DELLA LIBERTA') 
CAZZOLA GIULIANO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
DELLA VEDOVA BENEDETTO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
LO MONTE CARMELO (MISTO-MOVIMENTO PER L'AUTONOMIA) 
STRADELLA FRANCO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
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CICCHITTO FABRIZIO (POPOLO DELLA LIBERTA') 

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