INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/07537 presentata da SAVINO ELVIRA (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20120725

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-07537 presentata da ELVIRA SAVINO mercoledi' 25 luglio 2012, seduta n.672 SAVINO e GOLFO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la legge 12 luglio 2011, n. 120, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 174 del 28 luglio 2011, e' intervenuta in materia di parita' di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati; la legge, che deriva dai testo unificato delle proposte di legge C. 2426 Golfo e C. 2956 Mosca, e' stata approvata in prima lettura dalla Commissione finanze della Camera, in sede legislativa, all'unanimita', ed e' stata approvata definitivamente dall'Assemblea della Camera a larghissima maggioranza - con 438 voti favorevoli, 27 voti contrari e 64 astenuti -, si pone l'obiettivo di promuovere le pari opportunita', attraverso il bilanciamento della rappresentanza tra generi in seno agli organi di amministrazione e di controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati, nonche' delle societa', costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni, non quotate in mercati regolamentati; in particolare, la legge n. 120 stabilisce che, qualora la composizione del consiglio di amministrazione risultante dall'elezione non rispetti il criterio di riparto previsto dalla legge, la CONSOB diffida la societa' interessata affinche' si adegui a tale criterio entro il termine massimo di quattro mesi dalla diffida; in caso di inottemperanza alla diffida, la CONSOB applica una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100,000 a euro 1.000.000, secondo criteri e modalita' stabiliti con proprio regolamento e fissa un nuovo termine di tre mesi ad adempiere; in caso di ulteriore inottemperanza a tale nuova diffida, i componenti eletti decadono dalla carica; le disposizioni della legge n. 120 si applicano a decorrere dal primo rinnovo degli organi di amministrazione e degli organi di controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati successivo ad un anno dalla data di entrata in vigore della legge stessa; in base alla previsione dell'articolo 3, comma 1, della legge, il predetto criterio di riparto tra i generi si estende anche alle societa', costituite in Italia, controllate da pubbliche amministrazioni ai sensi dell'articolo 2359, commi primo e secondo, del codice civile, non quotate in mercati regolamentati; ai sensi dell'articolo 3, comma 2, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della legge avrebbe dovuto essere adottato un regolamento governativo volto a stabilire termini e modalita' di attuazione della norma per quanto riguarda le predette societa' pubbliche, al fine di disciplinare in maniera uniforme per tutte le societa' interessate la vigilanza sull'applicazione della stessa, le forme e i termini dei provvedimenti previsti e le modalita' di sostituzione dei componenti decaduti; la CONSOB, l'8 febbraio 2012, ha modificato, con delibera n. 18098, il regolamento emittenti, dando in tal modo attuazione alla legge per gli aspetti di sua competenza, mentre, allo stato, non e' stato ancora adottato provvedimento di competenza del Ministero dell'economia e delle finanze, sebbene i relativi termini siano gia' scaduti da circa dieci mesi; la questione e' stata oggetto di numerosi atti di sindacato ispettivo, dapprima dell'interrogazione a risposta immediata in Commissione n. 5-05406, a firma dei deputati Bernardo e Golfo, svolta il 28 settembre 2011 presso la Commissione finanze, in risposta alla quale il Governo rispose che erano «in corso gli - approfondimenti necessari per la predisposizione del Regolamento» (...) «relativamente alle societa' controllate da pubbliche amministrazioni», quindi, dell'interrogazione a risposta in Commissione n. 5-06190, presentata il 16 febbraio 2012 dai deputati Mosca e Golfo; essendo trascorso circa un anno dalla data di entrata in vigore della legge, appare del tutto incomprensibile il motivo per il quale il Governo non intende concludere doverosamente il procedimento di definizione della disciplina attuativa della legge n. 120, in tal modo eludendo la chiara volonta' del legislatore; cio' appare ancor piu' grave ove si consideri che non risulta attuata proprio la parte delle legge che riguarda il settore pubblico, il quale avrebbe dovuto per primo attenersi alle previsioni della nuova normativa, dando un esempio positivo al settore privato rispetto all'esigenza di innovare questo aspetto della governance economica del Paese -: quali siano le ragioni del grave ritardo nella definizione da parte del Governo del regolamento di attuazione propedeutico all'applicazione della legge n. 120 del 2011 alle societa' controllate da pubbliche amministrazioni, e quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di prevenire all'emanazione in tempi brevissimi del predetto regolamento. (5-07537)
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