INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05364 presentata da CANGEMI LUCA ANTONIO (MISTO) in data 19981117

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic5_05364_13 entità di tipo: aic

Ai Ministri del tesoro, del bilancio e della programmazione economica e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: il gruppo banca popolare di Lodi ha acquistato in Sicilia sette istituti di credito: Banca del sud, Banco di credito siciliano, Banca popolare di Belpasso, Banca popolare di Bronte, Banca di credito e servizi di Vittoria, Banca commerciale di Mazara, Banca popolare di Carini; nel maggio 1997 la Banca del sud viene ceduta dal gruppo di Banco di Sicilia al gruppo Banca popolare di Lodi; durante la procedura di incorporazione l'azienda disdetta unilateralmente il contratto integrativo aziendale, la previdenza integrativa, la Cassa assistenza del personale e di tutti i trattamenti derivanti da accordi aziendali; il 10 luglio 1997 e' stipulato un accordo con i sindacati maggiormente rappresentativi in cui l'azienda si impegna a mantenere i livelli occupazionali e in cambio si ripristina in maniera ridotta il premio di rendimento, la previdenza integrativa, la Cassa assistenza con l'impegno di riprendere dopo un anno la contrattazione di II livello per omogeneizzare i trattamenti a quelli della capo-gruppo Banca popolare di Lodi; dopo 4 mesi nel dicembre 1997 l'azienda avvia le procedure ex articolo 150 del Contratto collettivo nazionale di lavoro dichiarando che a seguito della ristrutturazione si rilevano tensioni occupazionali per 116 dipendenti; per chiudere la procedura l'azienda chiede ulteriori riduzioni del costo del lavoro (mediante contratti di solidarieta', contenimento dei costi su straordinario e mobilita', distacchi su Lodi eccetera); dopo mesi di trattative non si raggiunge nessun accordo; in data 4 novembre 1998 si trasmette alle organizzazioni sindacali una informativa dove si comunica la fusione di incorporazione del Banco di credito siciliano nella ex Banca del sud ora Banca mercantile italiana; tale informativa contiene elementi di forte preoccupazione per i dipendenti delle banche siciliane del gruppo Banca popolare di Lodi; l'azienda dichiara infatti che i risultati economici sono "tali da far dubitare non solo della possibilita' di sviluppo delle due realta', ma perfino della loro stessa sopravvivenza nel breve termine" e che "emerge l'esistenza di una situazione di eccedenze complessive di personale, sia per effetto del processo di fusione che per una preesistente situazione conseguente ad altri processi di riorganizzazione non ancora assorbiti, di oltre 200 unita'"; viene comunicato inoltre che la nuova direzione generale sara' ubicati a Palermo con conseguenti gravi problemi di mobilita' territoriale per i 152 dipendenti della ex DG Banca del sud a Messina e per gli 88 dipendenti della DG di Canicatti', oltre ad un ovvio depauperamento del territorio di Messina e di Canicatti' dovuto anche alle conseguenze occupazionali che si determineranno nell'indotto delle due direzioni generali (pulizie, elettricisti, corrieri eccetera); l'azienda nel suddetto documento ritiene che i maggiori costi determinati dagli esuberi possono essere contenuti "con un'unica drastica operazione di riduzione degli organici - con tutte le conseguenze, anche sul piano sociale, che questa comporta in applicazione delle vigenti disposizioni normative"; il documento aziendale dichiara che: "volendo limitare il ricorso all'applicazione della legge n. 223 del 1991 in materia di licenziamenti collettivi si propone l'adozione di una serie di misure nei confronti di tutti i lavoratori": queste misure riguardano, oltre alla sospensione per tre anni della contrattazione di II livello, contratti di solidarieta', deroghe al contratto nazionale di lavoro, sospensione di previdenza e assistenza integrativa e altresi' dei risparmi derivanti dal rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro; siamo dunque in presenza di un'iniziativa non solo gravissima sul piano sociale ma evidentemente del tutto strumentale; in caso contrario ci troveremmo di fronte al dichiarato fallimento di un progetto imprenditoriale ad appena un anno dalla sua nascita; vi e' il chiaro tentativo di imporre tacitamente ai lavoratori siciliani dell'azienda un meccanismo di gabbie salariali, altrimenti non potrebbe infatti definirsi il proposito di ridurre ulteriormente le retribuzioni a fronte di una situazione in cui il costo medio del lavoro per addetto e' gia' sotto la media di sistema, ed inferiore a quello della capogruppo Banca popolare di Lodi, secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda -: quali iniziative immediate intendano assumere, per salvaguardare i diritti dei lavoratori ed impedire un ulteriore impoverimento del tessuto creditizio siciliano. (5-05364)
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