INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/27712 presentata da MALAVENDA ASSUNTA (MISTO) in data 20000104

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_27712_13 entità di tipo: aic

Ai Ministri dell'interno, della sanita' e per la solidarieta' sociale. - Per sapere - premesso che: a seguito delle denunce fatte da numerosi immigrati rinchiusi nel campo di Ponte Galeria a Fiumicino (Roma) all'associazione "3 febbraio" l'interrogante, in data 11 settembre 1999, effettuo' un sopralluogo in tale struttura constatando le inumane condizioni cui erano assoggettati gli immigrati; nel campo vi erano tra le 100 e le 150 persone, tra cui bambini in tenera eta', donne ed uomini costretti a vivere in condizioni penose. Molti di loro denunciarono di essere sottoposti a somministrazione giornaliera di valium e che gli espulsi venivano narcotizzati affinche' non dessero fastidio durante il viaggio di rimpatrio. Frequenti i casi di maltrattamenti e violenze riscontrabili dagli evidenti segni di percosse e tagli sui loro corpi, dai muri imbrattati da schizzi di sangue reggrumato. Evidente risultava il degrado della struttura dai servizi igienici inagibili ed allagati; dall'unica fontana senza nemmeno la valvola di chiusura, e dalle cosiddette "docce", consistenti in alcuni tubi fuoriuscenti da muro con sola acqua fredda di cui solo due funzionanti; dai materassi vecchi e sudici, pieni di parassiti poggiati su reti sgangherate, e con lenzuola nere di sporcizia; dalla presenza di pidocchi, pulci e cimici - tra l'altro inutilmente denunciata da tempo dagli "ospiti" ai responsabili del campo - e dalla conseguente diffusione di infezioni, piaghe ed eritemi sulla pelle della maggior parte degli immigrati, alcuni dei quali addirittura affetti da scabbia. Inoltre, alcune stanze vuote risultavano incredibilmente "murate per motivi sanitari", mentre quelle "agibili" erano prive di sedie, tavoli, armadietti, eccetera; detta situazione di degrado, violenza, disprezzo dei piu' elementari diritti umani in cui erano costretti a vivere gli immigrati all'interno del campo nel quale vigeva un vero e proprio regime carcerario, era denunciata alla procura della Repubblica dall'associazione "3 febbraio", una denuencia-querela inoltre sottoscritta da 41 immigrati rinchiusi nel campo: Sezrai Habibd (Marocco), Annaguazi Mohammed (Tunisia), Aounasser Mohammed, Samba Babian (Senegal), Adrafa Neredine (Palestina), Fadded Rani (Algeria), Kalid Riahai (Marocco), Mohammed Ali' (Tunisia), Oirtani Monir, Girmay Tzheaye (Eritrea), Ahar Mohammed (Marocco), Masi Hadid (Marocco), Mnari Salah, Boihali Sabri (Libia), Anis Atain (Tunisia), Ehada Abderrahim (Marocco), Mohammed Fezi (Tunisia), Bughanni Mohammed (Marocco), Omar Ben Haben (Tunisia), Fers Cesci (Tunisia), Ben Alif Murad (Algeria), Kerim Attya (Marocco), Mustafa' Ben Brahim (Marocco), Abasi Munir (Marocco), Jelel Baniy (Algeria), Medi Salhi (Tunisia), Ben Ali Abib (Tunisia), Abdel Hamid Said (Tunisia), Ali Nehdi (Tunisia), Chaker Abassi (Marocco), Charni Negib (Marocco), Adel Edei (Marocco), Nefti Abderr Ahmen (Tunisia), Harbaoui Jamal (Tunisia), Ahmed Kamel Karim (Egitto), Asmusi Tarik (Marocco), Bidhiafi Makram (Tunisia), Ouajnati Omar (Tunisia), Archach Abdelhak (Marocco), Sabiatorijal Abdel Hadi (Marocco), Julius Arui Kathiravan (Sry Lanka); i fatti su esposti sono stati inoltre oggetto di una interrogazione presentata dalla scrivente in data 14 settembre 1999 ai Ministri dell'interno, della giustizia, della sanita' e per la solidarieta' sociale; in relazione a tali gravissimi fatti il capo di gabinetto della prefettura di Roma, dottor De Meo, interpellato dalla scrivente, rispondeva con toni rassicuranti definendo il campo di Ponte Galeria "il piu' moderno ed attrezzato a livello europeo" mentre il responsabile romano della Croce Rossa, signor Ungaro, dichiarava a mezzo stampa che i contenuti dell'interrogazione "erano falsi"; in seguito alla denuncia ed all'interrogazione la procura della repubblica di Roma avvio' un'inchiesta; ciononostante, ad inchiesta in corso, la notte del 24 dicembre 1999, come riportata dalla stampa nazionale, il signor Mohamed Ben Said di 39 anni, tunisino, con moglie italiana, e rinchiuso illegittimamente nel campo dall'11 dicembre 1999, e' morto dopo essere stato sottoposto da personale del centro ad una dose eccessiva di farmaci calmanti, pare soffocato dalla sua stessa lingua -: quali iniziative intendano intraprendere per mettere fine alle inumane condizioni cui sono sottoposti i reclusi presenti all'interno del campo, ai maltrattamenti, ai soprusi ed alle violenze, probabili cause dell'inaccettabile ed inquietante morte del signor Mohamed Ben Said, tra l'altro illegittimamente rinchiuso; per far luce su una morte inquietante e per individuare eventuali responsabilita' e conseguentemente punire e rimuovere dagli incarichi quei responsabili istituzionali che eventualmente avessero coperto i fatti sopra denunciati; se intendano, alle luce dei gravissimi fatti riportati a Ponte Galeria e negli altri campi sparsi sull'intero territorio nazionale (a Trapani proprio in questi giorni sono morti bruciati 3 immigrati) disporre la completa ed immediata chiusura dei cosiddetti campi di accoglienza. (4-27712)
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