INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/18628 presentata da FOTI LUIGI (DEMOCRATICO CRISTIANO) in data 19931012

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_18628_11 an entity of type: aic

Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'ambiente, dell'industria, commercio e artigianato e incaricato per le funzioni connesse al riordinamento delle partecipazioni statali. - Per sapere - premesso: che in data 30 novembre 1990 il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell'ambiente ha approvato la delibera di dichiarazione di area ad elevato rischio ambientale, fra le altre, di parte del territorio della provincia di Siracusa; che con decreto ministeriale 4 giugno 1992 e' stato costituito il Comitato Stato-regione-Enti locali; che e' stato affidato al Consorsio Augusta Priolo Gela Ambiente il compito di redigere il Piano di Risanamento ambientale del territorio di Augusta Priolo Melilli Siracusa; che e' stato presentato in sede di Comitato Stato regione Enti locali il Rapporto conclusivo fase A) contenente la fase conoscitiva sullo stato di degrado e di inquinamento del territorio interessato -: perche' la fase conoscitiva propedeutica alla redazione del Piano sia basata su rilevazioni vecchie, in qualche caso, di almeno un decennio tali da non rispecchiare lo stato reale dell'inquinamento e del degrado ambientale; perche' non siano state considerate indagini recentissime di enti pubblici, istituti universitari, enti privati da cui si constata un andamento in costante miglioramento dell'inquinamento e del mare e dell'aria; perche' non siano state fatte indagini dirette per verificare i fabbisogni idrici sia industriali che civili e agricoli e lo stato dei problemi relativi alla gestione delle acque superficiali e di quelle profonde nonche' lo stato e l'utilizzazione degli impianti di depurazione esistenti e di quelli progettati; perche' non si siano accertati, a data prossima, i reali problemi posti dalla effettiva produzione di rifiuti tossici e nocivi, di rifiuti speciali e di rifiuti urbani ed assimilati; se risulti perche' il Direttore del Servizio Inquinamento Atmosferico Acustico e le industrie a rischio del Ministero dell'ambiente, dottor Corrado Clini, abbia, in diverse occasioni, sostenuto che la zona industriale di Siracusa, in cui si lavora quasi il 40 per cento del greggio trattato in Italia e da cui lo Stato ricava in media 32 mila miliardi l'anno di imposte di fabbricazione, e' zona "satura" di impianti a rischio, quando questi impianti sono sparsi in un'area di circa 100 km2 e il Ministero dell'ambiente non ha provveduto ancora a svolgere le istruttorie sulle notifiche di cui all'articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 175/88, tempestivamente presentate dalle aziende; se risulti perche' lo stesso dottor Clini abbia in diverse occasioni dichiarato che l'impianto di gassificazione e cogenerazione di energia elettrica, progettato dall'ISAB S.p.A., non debba essere costruito nella zona di Siracusa, pur avendo tale impianto caratteristiche positive per la salvaguardia dell'ambiente e pur comportando una mole di investimenti ed un impegno occupazionale tale da compensare le attuali gravi difficolta' e tensioni della provincia, legate alla nota crisi dell'Enichem; se risulti perche' il dottor Clini, a seguito dell'incendio del 19 agosto verificatosi all'ISAB, dichiarato alla stampa ed alla TV, senza peraltro conoscere le cause e la dinamica dell'evento ne' l'eta' dell'impianto interessato, che lo stesso era imputabile al sisma del 1990; se risulti perche' il dottor Clini ritenga e dichiara che nella zona di Siracusa le distillerie di petrolio siano affastellate al punto di ipotizzare un "effetto domino" in caso di incidente, creando allarme fra le popolazioni e moltiplicando le preoccupazioni derivate da episodi di inquinamento dell'aria che, peraltro, l'Assessorato regionale al Territorio e all'Ambiente sta gestendo con interventi normativi mirati e specifici; perche' nelle riunioni del Comitato Stato regione Enti locali risulta che si sia puntata l'attenzione quasi esclusivamente sui temi dell'inquinamento atmosferico, che per l'applicazione delle leggi vigenti subisce un controllo la cui efficacia risulta crescente, ed invece non vengono considerati prioritari i temi infrastrutturali riguardanti le opere indicate dai comuni interessati; quelle relative alla regolamentazione e distribuzione delle acque di superficie; al riutilizzo dei reflui depurati civili ed industriali, che consentirebbero di eliminare il ricorso allo sfruttamento delle falde; alla movimentazione all'interno dell'area industriale dei prodotti liquidi e gassosi pericolosi; alla viabilita'; alla gestione e riutilizzo dei rifiuti urbani e industriali; perche' alle riunioni del Comitato Stato-regione partecipano oltre ai soggetti indicati nel Decreto costitutivo, numerosi "invitati" che interferiscono con i lavori, invece di fare ricorso al sistema, piu' efficace, delle audizioni; perche' alle suddette riunioni sono invitati solo alcuni parlamentari aventi precise posizioni sul tema dell'ambiente, e non tutta la deputazione della provincia; perche' infine non si tenga conto delle gravi tensioni sociali esistenti nella provincia, a causa dei massicci ricorsi alla CIG ordinaria e straordinaria, e si aggravano le preoccupazioni dei lavoratori derivanti dalla crisi delle industrie pubbliche, fortemente presenti nel sito, affermando in ogni occasione la necessita' di chiudere le fabbriche "ferrivecchi", di depotenziare le attivita' produttive, di delocalizzare in altre province interi stabilimenti. Sarebbe certamente piu' utile, ad ogni fine, basare ogni intervento a maggiore prudenza, considerato che un accrescimento delle tensioni sociali risulterebbe dannoso anche alla soluzione dei difficili problemi di tutela dell'ambiente; poiche' si ritiene, alla luce delle conoscenze sulle condizioni reali del sito, che favorire lo sviluppo produttivo compatibile con l'ambiente, cogliendo l'occasione rappresentata dal Piano di Risanamento, e' cosa fattibile e conveniente, senza neanche ventilare ipotesi di blocco delle attivita' industriali e dismissioni forzate delle stesse, per quale motivo il rappresentante del Ministero dell'ambiente continui a suscitare allarmi e preoccupazioni sostenendo le tesi dell'ambientalismo piu' estremista ed irrazionale; se non si ritenga utile e conveniente svolgere una indagine di verifica sui temi rassegnati ed in particolare sull'unica ipotesi di delocalizzazione, da armi prospettata dalla popolazione di Priolo, relativa al serbatoi di ammoniaca dell'Enichem attualmente localizzati in prossimita' del centro abitato. (4-18628)
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