INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/08258 presentata da LAZZARINI GIUSEPPE (FED.LIB.DEM) in data 19950307

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Ai Ministri di grazia e giustizia e dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: in seguito al ritrovamento di alcuni campioni di latte al consumo non conformi alle norme sanitarie, alla fine di febbraio del 1993 aveva inizio una serie di controlli disposti dalla magistratura nelle aziende agricole con stalle e bovini da latte della provincia di Viterbo; i NAS ed i Servizi Veterinari delle UU.SS.LL. e poi i Servizi di Igiene e Ambiente assieme ai Servizi Veterinari revocavano quasi tutte le autorizzazioni provvisorie alla produzione di latte alimentare (decreti ministeriali 184/91 e 185/91); gli stessi Servizi Veterinari (cinque nella provincia) intervenivano nei verbali di ispezione con prescrizioni tecniche molto diverse fra loro e in alcuni casi non attuabili; ricondotte le pretese degli organi ispettivi a prescrizioni piu' realizzabili anche se molto onerose per gli allevatori, con un documento del 4 agosto 1993 i dirigenti dei Servizi Veterinari e di Igiene Pubblica delle UU.SS.LL., di intesa fra loro elencavano una serie di requisiti minimi per l'allevamento dei bovini da latte (latte crudo per uso alimentare); requisiti per altro non ritenuti indispensabili dalle organizzazioni professionali agricole in quanto fondati su presupposti tecnici soggettivi e su interpretazioni restrittive di normative da ritenersi oramai obsolete o comunque desuete (cito come unico esempio il regio decreto n. 994 del 1929); si richiedevano agli allevatori studi idrogeologici per verificare se nei terreni sui quali erano smaltiti i reflui zootecnici vi fossero falde acquifere che potevano essere inquinate (tutti gli esami effettuati in conseguenza davano esito negativo e escludevano la possibilita' di rischi futuri); venivano effettuati in ogni stalla prelievi di campioni delle acque utilizzate per i lavaggi delle attrezzature impiegate nella fase di mungitura, onde accertarne la potabilita'; alla fine del 1993 gli accertamenti e le ispezioni si concretizzavano con piu' di 200 rinvii a giudizio per gli allevatori accusati di aver prodotto latte senza le autorizzazioni previste dal sopracitato regio decreto n. 994 del 1929, dalle leggi n. 283 del 1962 e n. 169 del 1989, nonche' dal decreto del Presidente della Repubblica n. 327 del 1980 e decreto ministeriale n. 184 del 1991; all'inizio dell'estate del 1994 pervenivano ulteriori rinvii a giudizio relativamente ai reati connessi alla legge n. 319 del 1976, "legge Merli", per lo smaltimento dei liquami e letame, nonche' per aver utilizzato acqua risultata alle analisi non potabile, e ancora oggi circa 400 fascicoli giacciono sul tavolo del magistrato in attesa di decisioni -: se risponda al vero che molti allevatori sono ancora in attesa di ottenere l'annullamento della revoca di autorizzazione, con un conseguente aggravamento della loro situazione economica; se risponda al vero che durante le fasi analitiche dell'esame dei campioni non e' stato comunicato agli allevatori l'inizio delle operazioni impedendo loro di farsi assistere da un tecnico di fiducia (sentenza della Corte costituzionale n. 434 del 10 ottobre 1990); quali provvedimenti intenda adottare per pervenire ad una interpretazione autentica della normativa vigente, in quanto la magistratura ritiene che gli allevatori devono essere in possesso della autorizzazione prevista dalla legge n. 319 del 1976, non tenendo conto che la delibera del Ministero dei lavori pubblici 4 febbraio del 1977, allegato 5 punto 2.3.2, oltre a ritenere lo spandimento di liquame e letame non uno scarico "bensi' una normale e ottimale pratica agronomica", prevede altresi' che gli allevamenti con una consistenza al di sotto dei 40 quintali di peso vivo per ettaro (totalita' dei casi nella provincia di Viterbo) sono considerati insediamenti civili, e in quanto tali, soggetti unicamente alla comunicazione al sindaco della propria esistenza; se non ritenga opportuno emanare una circolare allo scopo di distinguere definitivamente e con chiarezza l'attivita' di allevamento da quella di produzione. (4-08258)
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LAZZARINI GIUSEPPE (FED.LIB.DEM) 

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