INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01124 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 18/09/2018
http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_01124_18 an entity of type: aic
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01124 presentato da BIGNAMI Galeazzo testo di Martedì 18 settembre 2018, seduta n. 46 BIGNAMI . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: nel 2016 ben 70.648 cittadini stranieri (16.232 provenienti da Paesi neo comunitari dell'Est Europa e 54.416 extracomunitari) hanno beneficiato di una prestazione assistenziale (fonte Sole 24 ore ); tali prestazioni assistenziali riguarderebbero assegni sociali o invalidità civili con benefici di importo medio annuo appena superiore ai 6 mila euro, per una spesa totale di 426,4 milioni di euro; l'ammontare della spesa sopracitata rappresenterebbe circa il 60 per cento dell'intera spesa pensionistica (887,8 milioni di euro) destinata a cittadini extracomunitari o neo comunitari che hanno lavorato nel nostro Paese fino alla maturazione di un requisito previdenziale pieno; l'anno prima, nel 2015, gli stranieri che avevano beneficiato di un assegno assistenziale erano stati 64.698 (49,852 extra e 14.846 neo comunitari); pertanto vi è stata, in un solo anno, una crescita del 9,2 per cento; la maggior parte dei beneficiari proviene dalla Romania (11.611), dall'Albania (15.566) e dal Marocco (10.021), mentre i filippini, una delle comunità di lavoratori stranieri storicamente più diffusi, sono 2 mila. I polacchi sono 1.974 e i bulgari 1.501; nel 2016, anno cui si riferiscono gli ultimi numeri sulle prestazioni assistenziali erogate a extracomunitari e neocomunitari, l'istituto ha erogato una spesa pari a 37,6 miliardi di euro per tutte le misure raccolte nella voce politiche sociali, diritti sociali e famiglia (bilancio sociale dell'Inps 2016 per missioni e programmi); nello stesso anno 40 miliardi di euro sono stati spesi in politiche per il lavoro e 255 miliardi di euro in pensioni e altre prestazioni previdenziali; il Governo, ad avviso dell'interrogante, dovrebbe porre in essere strumenti normativi volti a potenziare l'effettiva e continuativa residenza nel territorio italiano, introducendo, a cura del beneficiario dell'assistenza, l'obbligo di dimostrare la continuità residenziale; inoltre, sarebbe opportuno, a parere dell'interrogante, una revisione del requisito dei dieci anni di continuità residenziale sul territorio italiano. Per ottenere il trattamento assistenziale, infatti, basterebbe l'iscrizione continuativa nei registri anagrafici e non è detto che ciò corrisponda a residenza effettiva per tutto il periodo. Del resto, negli ultimi anni sono stati numerosi i casi di false residenze dichiarate da stranieri e scoperte attraverso indagini della Guardia di finanza; altra criticità è legata al ricongiungimento familiare. A titolo esemplificativo, il familiare di un immigrato può ottenere il permesso di soggiorno per ricongiungimento, rimanere iscritto 10 anni come residente senza versare contributi, usufruire dei servizi territoriali e a 67 anni ottenere un assegno sociale con il rischio, tra l'altro, di non riuscire a controllare efficacemente la sua presenza stabile sul territorio; tale situazione potrebbe generare disparità sociali, con particolare riferimento a pensionati italiani che vivono in condizioni di disagio sociale, pur avendo lavorato per tutta la vita –: se sia a conoscenza della situazione suesposta; se, nell'ambito della ricognizione che il Governo intende effettuare dei trattamenti assistenziali erogati dall'Inps, saranno comprese anche iniziative per un'approfondita revisione normativa e previdenziale relativa ai requisiti necessari affinché gli stranieri extracomunitari e neo comunitari possano accedere agli assegni sociali e di invalidità in un'ottica di razionalizzazione della spesa; se ritenga opportuno porre in essere iniziative normative volte a verificare l'effettiva e continuativa residenza nel territorio italiano prima e dopo il trattamento assistenziale, introducendo, a cura del beneficiario dell'assistenza, l'obbligo di dimostrare la continuità residenziale; se intenda adottare iniziative per effettuare una revisione del requisito dei dieci anni di continuità residenziale sul territorio facendola corrispondere alla residenza effettiva, introducendo un allungamento dei termini di residenzialità (20 anni) e, oltre alla condizione di permanenza sul territorio, anche l'obbligo di aver effettuato con continuità prestazioni lavorative. (4-01124)
xsd:string
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01124 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 18/09/2018
Camera dei Deputati
xsd:integer
0
20180918
20180918
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01124 presentata da BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE) in data 18/09/2018
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&tipoDoc=sicross&idlegislatura=18&ramo=camera&stile=9&idDocumento=4/01124
xsd:dateTime
2022-06-17T14:05:48Z
4/01124
BIGNAMI GALEAZZO (FORZA ITALIA - BERLUSCONI PRESIDENTE)
http://documenti.camera.it/apps/commonServices/getDocumento.ashx?sezione=lavori&tipoDoc=sicross&idlegislatura=18&ramo=camera&stile=6&idDocumento=4/01124