INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00863 presentata da SUPERCHI ALVARO (PROG.FEDER.) in data 19940525

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Ai Ministri del lavoro e previdenza sociale e dell'industria, commercio e artigianato. - Per sapere - premesso che: l'A.R.E. (Apparecchi Radiologici ed Elettromedicali), azienda del gruppo Siemens spa sita in via Amedeo, 42 Milano, e' da diversi decenni - seppur con diverse ragioni sociali - all'avanguardia nella progettazione e produzione di apparecchi elettromedicali. Dal 1970, attraverso la fusione con la Siemens spa viene rivolta anche e soprattutto al mercato internazionale con un forte incremento occupazionale, ma soprattutto con una grande crescita di professionalita' e competenza di cui si giova l'indotto e il mercato italiano. Dal crollo del Muro di Berlino in poi, pero', le oggettive difficolta' della casa madre si sono riflesse sullo sviluppo dell'ARE, con la decisione di riportare la progettazione in Germania; nonostante l'atteggiamento collaborativo mostrato dalle maestranze di fronte alla ristrutturazione (60 posti di lavoro in meno) la Direzione nazionale non rispetta gli accordi del giugno 1993 e progetta di mantenere solo 80 posti di lavoro, a cui segue - addirittura - il 18 marzo 1994, la comunicazione dell'Amministratore Delegato della Siemens spa della chiusura dello stabilimento entro il 1995; le conseguenze determinerebbero: la perdita di 120 posti di lavoro; la scomparsa dal panorama italiano di una fabbrica leader nel settore, con relativa cancellazione di un centro di sviluppo perfettamente funzionale, raro in Italia; la perdita di un fatturato di 30 miliardi l'anno per l'esportazione di 8 miliardi per il mercato interno; la dispersione di un prestigioso patrimonio professionale e le ricadute sull'indotto (oltre 300 aziende collegate, nonche' un'ovvia perdita d'immagine per la stessa Multinazionale. Tutto questo a fronte di un fatturato sempre in crescita, di una maggiore flessibilita' nell'organizzazione del lavoro, di un migliore rapporto con il cambio e, soprattutto, di un eccellente esempio contro la deindustrializzazione italiana -: quali iniziative intendano assumere per dare una risposta a una situazione che appare paradossale data l'oggettiva alta produttivita' dello stabilimento, che pero' viene chiuso, con conseguente grave danno non solo per l'occupazione, ma anche per le uscite ulteriori del bilancio pubblico, che andrebbe a sostenere non solo le produzioni in crisi, ma anche quelle che non lo sono affatto. (4-00863)
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SUPERCHI ALVARO (PROG.FEDER.) 

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MINISTRO MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE 
19950503 

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