INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00362 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505

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Ai Ministri del lavoro e della previdenza sociale e dell'industria, commercio ed artigianato. - Per conoscere - premesso che: gia' con l'atto ispettivo n. 4-03400 dal 15 luglio 1992, l'interrogante ha chiesto chiarimenti in ordine al trattamento di CIG applicato alla SECI SUD di Qualiano (Na) ed in ordine ad altri aspetti relativi a finanziamenti pubblici erogati alla societa' in questione; al solito, nonostante la delicatezza, importanza ed urgenza della questione sollevata, il Governo non ha dato alcuna risposta ancora; e' bene a questo punto riepilogare i termini del problema cosi' come storicamente sviluppatisi sino alla data odierna: la SECI SUD nasce come azienda elettronica nel 1972 col marchio BETA GERI, per effetto della legge n. 134 del 1971; l'atto costitutivo della societa' rappresento' per la GEPI uno dei primi interventi che essa attuo' in Campania a sostegno di una azienda in crisi; in venti anni di presenza GEPI tuttavia la societa' non ha mai conseguito il pareggio in bilancio mentre a sostegno di effimeri piani di ristrutturazione, gli anni che vanno dal 1981 al 1992 sono stati caratterizzati dalla C.I.G; la crisi esplose con virulenza nel 1988 quando la SECI SUD, in armonia con la proprieta' GEPI avvio' procedura di licenziamento per 14 lavoratori (provvedimento ritirato in seguito a dimissioni incentivate); dopo quattro anni di relativa calma, nel 1992, l'azienda a chiusura di un periodo di C.I.G.S. attivo' procedura di mobilita', ai sensi della legge n. 223 del 1991 che coinvolse 12 lavoratori; a sostegno di codesta "risoluzione" recessiva occupazionale, la GEPI, allo scopo di agevolare il richiesto esodo volontario, stanzio' un finanziamento straordinario per circa lire 600 milioni; a conclusione della procedura di mobilita', la GEPI, tramite i suoi funzionari Musotto e Salvati, si dichiaro' sostanzialmente soddisfatta per il risultato ottenuto, in quanto a suo dire, l'operazione di "alleggerimento" dell'organico si rendeva indispensabile ai fini della vendita della societa' cosi' risanata da carichi eccessivi; a trattativa di vendita oramai pressoche' conclusa, CGIL, CISL ed UIL, si dichiararono favorevoli alla vendita della SECI SUD; in quella occasione, le parti contraenti, (GEPI-BELFORTE), si impegnarono per iscritto a garantire per due anni, il rispetto dei livelli occupazionali indicando il preciso numero degli occupati in organico mentre la nuova proprieta' si impegno' col sindacato, a fornire in tempi brevi il piano dettagliato degli investimenti aziendali, non facendosi minimamente cenno ad ulteriore ricorso alla C.I.G.S. appunto perche' come detto, appena quattro mesi prima, si erano estinti 18 mesi di C.I.G.S. per ristrutturazione aziendale; senonche' a vendita effettuata la proprieta' subentrata ha immediatamente avviato procedura per la richiesta di C.I.G.S. a zero ore per tutte le 69 unita' lavorative!!! in palese violazione degli accordi stipulati in sede di compravendita. Per quanto incredibile il sindacato, pur non ricevendo affatto come era stato invece promesso il piano dettagliato degli investimenti, ma un vago capitolato di intenti senza impegni precisi, espresse parere favorevole!!! Inoltre alla vigilia dell'inizio della C.I.G.S. vennero sospesi ingiustificatamente i servizi mensa e trasporti aziendali. In tale occasione, fu concordato con la societa', rappresentata dal proprietario dottor Emilio Gabriele, una serie di concreti impegni che restava solo da formalizzare ma che erano gia' vincolanti, consentendo tra l'altro a tutti i lavoratori cassintegrati, di essere periodicamente presenti in fabbrica per effetto delle rotazioni, mai sinora effettuate. La societa' si ostina a procedere unilateralmente, prevaricando gli accordi stipulati con la GEPI, e mettendo in serio pericolo l'occupazione. L'azienda sta gia' procedendo alla individuazione delle funzioni da tagliare, tanto e' vero che ha scaricato in C.I.G.S. l'addetto all'ufficio del personale, affidando al contempo, il carico di lavoro ad un consulente esterno!!! Quanto precede e' stato portato dalla R.S.A. alla attenzione della GEPI chiedendone l'intervento ma irresponsabilmente questa ha ritenuto di "scaricare" i lavoratori dipendenti in violazione delle intese raggiunte con la BELFIORE e soprattutto del proprio ruolo istituzionale (atteggiamenti del resto gia' noti alla autorita' giudiziaria in altre gravissime circostanze nelle quali i responsabili della GEPI - in Calabria per esempio - hanno operato in pesantissima violazione delle leggi, secondo l'assunto della Magistratura stessa); infatti all'appello della R.S.A. della SECI SUD la GEPI ha cosi' risposto: "Riscontriamo la Vostra lettera del 4 marzo 1993 nella quale ribadite l'accettazione della avvenuta privatizzazione della SECI SUD. Cio' significa che il naturale interlocutore non puo' che essere l'attuale proprieta' come peraltro si evince dagli accordi tra azienda ed OO.SS. intervenuti negli ultimi tempi. Fermo restando il rispetto degli impegni cui la nuova proprieta' e' tenuta, risulta evidente che non ci e' possibile alcuna interferenza gestionale. Dottor Bruno Leonardi." -: quali fossero le condizioni di vendita della SECI SUD da parte della GEPI, sia quanto al valore pattuito dalle aziende sia quanto alla garanzia per l'occupazione e come mai, ove queste riguardassero la continuita' dell'occupazione per due anni, la GEPI non ritenga violato il contratto da parte della BELFIORE con un nuovo ricorso alla CIG che avrebbe dovuto aver chiaramente esaurito la sua funzione con la fase conclusasi prima della vendita; chi e perche' abbia autorizzato e sulla base di quali dettagliati e concreti piani, la procedura di C.I.G.S. che sembra mancare dei presupposti e delle condizioni tutte di cui alla legge n. 223 del 11991; se si intendano svolgere immediate indagini sugli evidenti torbidi aspetti dei rapporti GEPI-BELFIORE, sui doveri istituzionali della GEPI, sui comportamenti tenuti sinora dalla stessa, sulla regolarita' delle procedure di CIGS nella SECI SUD-BELFIORE in quanto ulteriore esempio delle modalita' e degli effetti perversi delle "privatizzazioni" decise e operate senza alcuna responsabilita' sociale solo per privilegiare interessi di mero profitto privato con danno degli interessi pubblici. Quanto precede anche in relazione all'atto ispettivo di uguale contenuto, restato privo di riscontro nella undicesima legislatura, n. 4-13078 del 20 aprile 1993. (4-00362)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00362 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940505 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 
RALLO MICHELE (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) 
PAMPO FEDELE (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) 
BASILE VINCENZO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) 
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4/00362 
PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) 

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MINISTRO MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE 
19951113 

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