INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00161 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940421
http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_00161_12 an entity of type: aic
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per conoscere - premesso che: nella seduta del 13 aprile 1994 il CIPE ha deliberato in materia di "revisione e aggiornamento del programma triennale di interventi nella Regione Campania" di cui alla legge 18 aprile 1984 n. 80. Tale decisione fa seguito alla deliberazione del 28 dicembre 1993, con la quale erano stati adottati i criteri e le direttive per la riformulazione del suddetto Piano. I contenuti della deliberazione, assunta "in articulo mortis", possono essere cosi' sintetizzati: 1. Il programma triennale di interventi, provvisto di una risorsa di circa 862 miliardi, e' articolato in azioni di sviluppo nel cui ambito sono individuati specifici interventi, con vincolo di destinazione delle predette risorse per il cinquanta per cento a favore delle zone interne. Il programma triennale e' "progressivamente integrato sulla base della definizione dei progetti individuati", fino alla concorrenza del limite della disponibilita'. 2. Il soggetto individuato per l'esecuzione di ciascun intervento sulla base della propria competenza istituzionale ed idoneita' tecnica, provvede alla sua esecuzione e sovrintende all'attuazione dei conseguenti interventi. 3. Al programma triennale '94-'96 e' dato avvio per i sottoelencati progetti: a) l'Ente Ferrovie dello Stato provvede al progetto di razionalizzazione e sviluppo del sistema dei trasporti articolato nei subprogetti: funzionalizzazione della mobilita' nell'area metropolitana di Napoli; integrazione dei collegamenti nelle aree interne della Regione; b) la Federazione italiana dei consorzi ed enti di industrializzazione (FICEI) provvede al progetto delle azioni integrate di sostegno delle attivita' produttive insediate nei nuclei industriali delle aree interne della Campania; c) la Gepi s.p.a. provvede al progetto delle azioni integrate di sostegno dell'apparato industriale esistente nelle aree costiere della Campania, con particolare riferimento al polo aeronautico e aereospaziale, al polo trasportistico al distretto industriale del "sistema moda"; d) l'ILVA s.p.a. provvede al progetto delle azioni tecniche di bonifica dei siti industriali dismessi nella zona ad elevato rischio ambientale dell'area di crisi produttiva ed occupazionale di Bagnoli; e) l'Autorita' di Bacino del Volturno provvede al progetto di riordino per la gestione integrata del sistema delle reti idrico-potabili e del sistema della depurazione delle acque nell'area metropolitana di Napoli; f) la Insud spa provvede al progetto delle azioni di riqualificazione e sviluppo dell'offerta turistica in Campania. 4. I soggetti responsabili dei progetti per le azioni di sviluppo trasmettono al Ministro del Bilancio, entro trenta giorni dalla pubblicazione della delibera, i relativi programmi operativi. Per l'esecuzione di progetti il Presidente della Giunta Regionale della Campania, ai sensi dell'articolo 4 comma 3 della legge 80/84 stipula, entro 45 giorni, con i sopracitati soggetti apposite convenzioni. In caso di inosservanza del termine provvede in via sostitutiva il Ministro del Bilancio, ai sensi dell'articolo 44, comma 2 lettera c) del testo unico di cui al decreto legislativo 30 marzo 1990, n. 76. 5. E' data inoltre attuazione, mediante convenzioni che il Presidente della giunta regionale provvede a stipulare con i soggetti attuatori entro 30 giorni dall'ammissione a finanziamento disposta dal CIPE con le modalita' e procedure fissate ai punti 7, 8 e 9 della deliberazione 28 dicembre 1993, ai seguenti interventi: a) Comune di Napoli: completamento della linea metropolitana di Napoli da piazza Vanvitelli a piazza Dante, entro il limite di 51 miliardi di lire quale quota a carico dei fondi di cui alla legge 80/84; b) ferrovie dello Stato spa; adeguamento tecnologico della linea ferroviaria metropolitana da Pozzuoli a Gianturco in Napoli, per una spesa previsionale di 35 miliardi di lire; c) Consorzio idrico intercomunale dell'Alto Calore: opere di interconnessione delle reti idriche e sistema di serbatoi, per una spesa previsionale di 10 miliardi di lire; d) Fondazione IDIS: Citta' della Scienza in Napoli, per una spesa previsionale di 35 miliardi di lire. Tutto cio' premesso, appare opportuno rilevare che: 1. La deliberazione CIPE del 13 aprile 1994 non definisce un programma di interventi, bensi' individua alcune azioni e soggetti cui non corrispondono ancora veri e propri progetti. Cosi' e', ad esempio, per la FICEI, la GEPI, l'INSUD, l'ILVA, l'Autorita' di bacino del Volturno. Non sono resi noti i criteri e le procedure attraverso i quali sono stati individuati tali soggetti attuatori, per i quali, evidentemente, si e' dato corso a consultazioni "separate" in sede ministeriale. Allo stato, peraltro, non risultano compiute istruttorie formali per i programmi ammessi a finanziamento, ne' espletate procedure di pubblicizzazione che consentissero ad eventuali soggetti interessati di formulare proposte e presentare progetti. 2. Che la deliberazione CIPE non costituisca altro che un generico documento d'intenti - frutto della "necessita'" di una affrettata - e forse clientelare - chiusura di legislatura - e' dimostrato dalla mancanza di un piano di riparto delle risorse. Esiste, come abbiamo visto, un vincolo di destinazione per le aree interne (il cinquanta per cento del totale delle disponibilita'), ma non si comprende se il vincolo si eserciti in rapporto agli interventi individuati oppure in rapporto ad interventi da individuare in un prossimo futuro. E' chiaro che queste condizioni di indeterminazione rendono materialmente impossibile qualsiasi configurazione di programma. 3. I quattro interventi per i quali sono indicati con precisione i fabbisogni finanziari sembrano aver percorso una sorta di "corsia preferenziale". Non e' noto: se questi progetti siano stati selezionati da un "parco-progetti" preesistente; chi e come abbia espresso, in via formale, esteso parere di conformita' e corrispondenza degli interventi finanziati alle direttive e criteri definiti dal CIPE il 28 dicembre 1993; come si sia giunti alla individuazione di soggetti attuatori aventi natura esclusivamente privatistica (IDIS - Citta' della Scienza) al di fuori di qualsiasi procedura di messa a gara, valida per la redaizone progettuale, oltre che per la realizzazione delle opere materiali (in palese difformita' con tutta la normativa sovraordinata, nazionale e comunitaria). 4. Esiste, infine un problema di conformita' e di coerenza delle azioni e dei programmi ammessi al finanziamento con il quadro generale delle iniziative per il completamento degli interventi di ricostruzione nelle aree terremotate. Come e' noto, l'articolo 4 della legge 80/84 stabiliva che le regioni Campania e Basilicata predisponessero "entro quattro mesi" i rispettivi programmi triennali di intervento 1985-87 per l'attuazione dei propri progetti regionali di sviluppo-piani di assetto territoriale. La Regione Campania, diversamente dalla Basilicata, ha lasciato trascorrere inutilmente il predetto termine, talche', come previsto dalla legge stessa, e' subentrato il potere sostitutivo del Ministro per il Mezzogiorno, che ha pero' nella sostanza recepito il programma tardivamente redatto dalla Giunta Regionale, proponendolo al CIPE che lo ha approvato con delibera del 2 maggio 1985. Il programma, affidato per la realizzazione al Presidente della Giunta, nelle vesti e con i poteri di Commissario straordinario di governo, e' stato proposto, otto anni dopo, per una revisione e aggiornamento. Al 1993 restavano da "riprogrammare" risorse per circa 882 miliardi. Il Consiglio Regionale della Campania approvava, cosi', una proposta di revisione del programma che la Direzione Generale per l'attuazione della programmazione economica del Ministero del Bilancio giudicava non compatibile con le finalita' e i criteri dettati dalla normativa di riferimento. Si giungeva cosi' alla delibera CIPE del 28 dicembre 1993, che fissava le direttive per la riformulazione del programma triennale di interventi '94-'97. Intanto, la legge 23 gennaio 1992, n. 32 varava "disposizioni in ordine alla ricostruzione nei territori di cui al testo unico delle leggi per gli interventi nei territori della Campania, Basilicata, Puglia e Calabria colpiti dagli eventi sismici, approvato con decreto legislativo 30 marzo 1990, n. 76". La legge, cosi' come il decreto vincola prioritariamente, in linea di fatto come in linea di principio, l'impiego delle risorse disponibili alle esigenze abitative delle zone terremotate, subordinando a tale esigenza tutte le realizzazioni riferite ad interventi delle amministrazioni dello Stato nei medesimi territori, anche per quel che concerne la ricostruzione e ripartizione degli stabilimenti industriali e lo sviluppo industriale delle zone disastrate (articoli 27 e 39 del decreto-legge 76/90). Cio' detto, agli interroganti appare possibile svolgere alcune considerazioni: a) la legge 32/92, nello stabilire una scala di priorita', punta, evidentemente, a mobilitare le risorse disponibili soprattutto in direzione della risposta alle esigenze abitative nelle zone colpite dal sisma. E' facile prevedere che 4300 miliardi all'uopo stanziati si rivelino insufficienti, al punto da richiedere, in tempi brevi, una ulteriore integrazione finanziaria; b) la legge 80/84 nasce come complementare rispetto alla legge 219/81; e dunque, se il decreto-legge n. 76 del 1990 e la legge 32/92 costituiscono un "corpus" di riferimento in rapporto all'attualizzazione dell'insieme delle disposizioni in materia di ricostruzione delle aree terremotate, appare chiaro che la revisione dei programmi di cui alla legge 80 debba conformarsi ed adeguarsi al nuovo quadro normativo; c) gli interventi proposti nell'ambito della revisione del programma triennale di interventi non sembrano "accordati" ne' alla logica politica del completamento della ricostruzione, ne' alla filosofia di un credibile piano di sviluppo della Campania. Si e' in presenza di una sommatoria di idee progettuali riferite a criteri generalissimi e insoddisfacenti; ed esistono, infine, non pochi dubbi - come si e' detto - nel merito della legittimita' delle procedure seguite per definire le azioni e i soggetti attuatori -: considerato che il primo degli interroganti ha formulato richiesta di sospensione del procedimento di registrazione da parte della Corte dei Conti della deliberazione CIPE del 13 aprile 1994 avente ad oggetto "Revisione ed Aggiornamento del Programma Triennale di Interventi. Legge 18 aprile 1984, n. 80. Regione Campania", se non si ritenga, stante la evidente illegittimita' della deliberazione CIPE in questione, di revocarla. (4-00161)
xsd:string
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00161 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940421
xsd:integer
1
19940421-19950526
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00161 presentata da PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO) in data 19940421
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
LANDOLFI MARIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO)
MAZZONE ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO)
SIMEONE ALBERTO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO)
COLA SERGIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO)
CUSCUNA' NICOLO' ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO)
RASTRELLI - (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO)
xsd:dateTime
2014-05-14T19:16:42Z
4/00161
PARLATO ANTONIO (ALLENZA NAZIONALE - MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO)
blank nodes
SOTTOSEGRETARIO DI STATO MINISTERO DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
19950426