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        dc:date         "1919-1921" ;
        dc:description  "<div class=\"txtRegolamenti\">Preparata da una intensa discussione parlamentare, la legge 15  agosto 1919, n. 1401, successivamente rifluita nel Testo unico 2  settembre 1919, n. 1495, introdusse il sistema proporzionale nella  legislazione elettorale italiana, dopo che la legge 16 dicembre 1918, n.  1495, aveva introdotto il suffragio universale maschile, dichiarando  elettori tutti i cittadini maschi di almeno 21 anni di età.<br /><br />La  riforma elettorale proporzionale, affermatasi con larga maggioranza sia  alla Camera che al Senato, corrispondeva ad una profonda evoluzione del  quadro politico, con l'ormai avvenuta affermazione dei grandi partiti di  massa (socialisti e cattolici) all'indomani della Prima guerra  mondiale.<br /><br />In base alla nuova legge elettorale, l'elettore era  chiamato ad esprimere la propria preferenza di lista su schede a stampa  obbligatorie che riportavano i contrassegni dei partiti, presentate, in  ogni collegio da un numero di elettori variabile tra i 300 ed i 500.  L'elettore poteva esprimere da uno a quattro voti di preferenza per i  candidati della lista votata o, con il cosiddetto \"voto aggiunto\", anche  per candidati di altre liste. Il \"voto aggiunto\", introdotto per  mitigare gli effetti del passaggio dal collegio uninominale alla  proporzionale, era tuttavia sottoposto ad una serie di limitazioni:  poteva essere espresso solo in alternativa al voto di preferenza, entro  un certo numero di voti (1 se i deputati da eleggere erano 5; 2 se erano  da 6 a 10; 3 se erano da 11 a 15).<br /><br />Ai fini della formazione  della rappresentanza, il territorio del Regno d'Italia fu diviso (r.d.  10 settembre 1919, n. 1576) in 54 collegi. La ripartizione dei seggi  avveniva con il metodo d'Hondt o delle divisioni successive, che  prevedeva la divisione della cifra elettorale ottenuta dalle singole  liste per i numeri naturali sono alla concorrenza del numero dei  deputati da eleggere e l'assegnazione dei seggi disponibili in base ai  risultati in ordine decrescente dei quozienti così ottenuti.<br /><br />Dopo  aver ripartito i seggi spettanti a ciascuna lista nell'ambito del  collegio, i seggi venivano assegnati, nell'ambito delle liste, ai  candidati che avevano la cifra individuale più altra, risultante dalla  somma dei voti di lista con i voti di preferenza e gli eventuali voti  aggiunti.<br /><br />La nuova legge elettorale proporzionale fu applicata  per la prima volta nelle consultazioni elettorali del 16 novembre 1919,  che segnarono il ridimensionamento delle forze politiche di area  liberale e l'affermazione del Partito socialista e del Partito popolare.  Strettamente connessa alla nuova legislazione elettorale fu una  profonda modifica del Regolamento della Camera (1920-1922), con la  previsione dei gruppi parlamentari e del sistema delle commissioni  permanenti, composte di membri designati proporzionalmente dei gruppi,  che, all'interno del processo legislativo, sostituì il vecchio sistema  degli uffici.</div>" ;
        dc:title        "Proporzionale" ;
        bibo:abstract   "<p><span>Dopo l'introduzione, nel 1918, del suffragio universale maschile,  il sistema elettorale fu interessato nel 1919 da una complessiva  riforma, con il passaggio ad un sistema proporzionale con scrutinio di  lista, parzialmente corretto dalla possibilità del \"panachage\" (voto  aggiunto per candidati di liste diverse da quella votata). Strettamente  connessa alla nuova legislazione elettorale fu una profonda modifica del  Regolamento della Camera (1920-1922), con la previsione dei gruppi  parlamentari e del sistema delle commissioni permanenti</span></p>" .
