RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00170 presentata da SAGLIA STEFANO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20120411

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Atto Camera Risoluzione in Commissione 8-00170 presentata da STEFANO SAGLIA mercoledi' 11 aprile 2012 pubblicata nel bollettino n.636 La X Commissione, premesso che: l'Italia, con un consumo di alluminio di oltre 1.600.000 tonnellate/annue e' il secondo Paese consumatore del metallo leggero in Europa, e dispone di una industria di trasformazione (laminazione ed estrusi) ancora importante e relativamente competitiva, tanto che l'import di alluminio assomma a circa 764.000 tonnellate/annue, pari al 47 per cento del fabbisogno; la produzione nazionale di alluminio primario e' pari a circa 190.000 tonnellate/annue, e copre quindi solo il 12 per cento del fabbisogno interno, il valore piu' basso tra i Paesi industrializzati, mentre la produzione di alluminio secondario, derivante dal riciclo dell'alluminio, assomma a 700.000 tonnellate/annue, pari al 43 per cento dell'intera domanda; nel 2011 le quotazioni dell'alluminio sono calate del 12 per cento mentre quelle del Brent sono salite del 20 per cento, facendo impennare i costi dell'energia che rappresentano il 30-40 per cento di quelli che gravano sulle fonderie; Alcoa Inc., multinazionale americana terza nel mondo come produttrice di alluminio, che opera in Italia con sei stabilimenti in Sardegna, Veneto, Lazio, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, ha chiuso il quarto trimestre del 2011 con ricavi pari a 6 miliardi di dollari, in calo del 7 per cento rispetto ai 6,4 miliardi del trimestre precedente, ma in rialzo del 6 per cento rispetto ad un anno fa quando si erano attestati a 5,7 miliardi; l'industria dell'alluminio primario e' ad alta intensita' di capitale con investimenti ad elevata durata di vita economica, e', per sua natura, un'industria energy intensive; l'energia elettrica e' la vera materia prima del processo produttivo incidendo per oltre il 30 per cento sui costi operativi; la disponibilita' energetica a prezzi sostenibili e', quindi, il principale fattore di sopravvivenza economica degli impianti esistenti, ed e' elemento chiave per la localizzazione dei nuovi impianti di produzione primaria (i cosiddetti smelters); il processo di liberalizzazione del mercato dell'energia in Europa e' lontano dall'avere realizzato gli obiettivi di ampliamento della base produttiva, di competitivita' e di riduzione di prezzo attesi; il mercato al momento non e' equilibrato, funziona ancora in un regime di oligopolio, non e' affatto trasparente e, conseguentemente, non e' competitivo per i clienti energy intensive, quali i produttori di alluminio; la carenza di riserva di generazione elettrica ed i vincoli di varia natura alla trasmissione dell'energia pongono un evidente limite strutturale ad uno sviluppo equilibrato dello stesso; e' indispensabile che le attuali distorsioni del mercato dell'energia vengano corrette al fine di ristabilire un bilanciamento tra fornitori e consumatori energy intensive creando un mercato competitivo che renda attraente per i produttori negoziare contratti competitivi a lungo termine con utenti «baseload»; secondo i dati riportati dalla Commissione europea emerge che i prezzi all'ingrosso dell'elettricita' in Italia sono fra i piu' elevati in Europa, e i prezzi in Sardegna sono fra i piu' elevati in Italia; con il decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, sono state adottate misure che hanno consentito la riduzione del prezzo dell'energia per i clienti energivori delle isole maggiori, penalizzate dalla mancanza di collegamenti elettrici adeguati con il resto della penisola; grazie in particolare ai contratti di interrompibilita' delle forniture di energia, si e' realizzato uno sconto significativo sulla bolletta energetica per Alcoa con un prezzo a megawatt/ora intorno ai 35 euro; di conseguenza il 18 maggio 2010, dopo una intensa attivita' del tavolo tecnico istituito alla Presidenza del Consiglio, si e' chiuso positivamente un accordo tra azienda, Governo, istituzioni locali, regioni e provincia con il quale Alcoa si impegnava a rimanere fino al 31 dicembre 2012, in attesa di individuare soluzioni ulteriori; l'accordo prevede garanzie aziendali sul fronte occupazionale, l'impegno ad effettuare investimenti per 94,6 milioni di euro nel triennio, incontri annuali tra le parti per la verifica delle questioni nazionali e semestrali per quelle locali, mentre il Ministero dello sviluppo economico si e' impegnato a monitorare l'attuazione del piano industriale e ad operare, in accordo con gli interessati, per favorire il consolidamento in Italia delle attivita' produttive dell'Alcoa; in gran parte dei Paesi europei i contratti bilaterali costituiscono la soluzione adottata per affrontare degli elevati costi energetici a carico del settore industriale il problema: in Svezia Francia e Finlandia i consorzi che investono in nuove centrali (anche nucleari), hanno diritti di prelievo ad un prezzo basato sui costi di produzione; in Germania si applica uno sconto del 35-50 per cento sui costi di trasmissione, piu' una riduzione degli oneri connessi alle energie rinnovabili per i grandi utenti industriali; in Spagna sussistono tariffe regolamentate; in Belgio sono incentivati i consorzi di acquisto; la decisione della Commissione europea del 29 novembre 2011 (C 38/A/2004 e C36/B/2006), con la quale si e' stabilito che gli aiuti erogati ad Alcoa per i suoi stabilimenti in Veneto e in Sardegna sotto forma di tariffe elettriche agevolate, rappresentavano una violazione della normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato, comporta che lo Stato italiano deve recuperare le somme indebitamente impegnate, valutate, ad oggi, in circa 300 milioni di euro; al Governo e' affidato il compito di creare le condizioni piu' favorevoli per la realizzazione in tempi brevi del gasdotto, Algeria-Sardegna, al fine di conseguire non solo un ulteriore miglioramento delle condizioni di prezzo dell'energia, ma anche il raggiungimento dell'obiettivo di dotare tutta la Sardegna dell'approvvigionamento di metano; piu' in generale, devono essere attivate misure infrastrutturali, tali da rendere appetibile la permanenza o la collocazione di nuove industrie nel territorio italiano ed in particolare in Sardegna, con particolare riguardo a quelle portuali ed in generali alle infrastrutture in grado di abbattere i costi energetici e dell'approvvigionamento della materia prima; nel corso del 2010 e' stato raggiunto un accordo tra Governo italiano, enti locali, regione, provincia, sindacati e Alcoa, con il quale quest'ultima si impegnava a continuare la produzione fino al 31 dicembre 2012, a fronte dell'impegno da parte del Governo di varare un provvedimento che ha consentito la interrompibilita' delle forniture di energia; Alcoa nel contesto della propria politica industriale, che prevede un taglio del 12 per cento della produzione mondiale, il 9 gennaio 2012 ha annunciato che intende fermare le proprie produzioni in tre stabilimenti di alluminio primario in Europa nel quadro di una ristrutturazione gia' annunciata nella globale attivita' primaria; nel corso dell'incontro sulla vertenza Alcoa, svoltosi il 13 gennaio 2012, tra Ministero dello sviluppo economico, regione Sardegna, provincia, enti locali, sindacati e azienda, la multinazionale statunitense ha ribadito la volonta' di chiudere nei prossimi 6 mesi lo stabilimento di Portovesme, rifiutando la proposta del Governo di bloccare l'avvio della procedura di mobilita'; il 27 marzo 2012, presso il Ministero dello sviluppo economico, e' stato raggiunto un accordo tra Alcoa, sindacati, regione Sardegna, provincia del Sulcis-Iglesiente e Governo per la gestione della complessa situazione di crisi venutasi a creare in seguito alla dichiarata volonta' di chiusura dello stabilimento di Portovesme; l'azienda, in seguito all'intesa raggiunta, ha accettato di chiudere la procedura di mobilita' e ha acconsentito a mantenere attivo lo stabilimento fino al 31 dicembre 2012, in presenza di manifestazioni di interesse (l'attivita' cessera' invece il 31 ottobre in assenza di tali manifestazioni); in entrambi i casi, scattera' la cassa integrazione per tutti i dipendenti. Per almeno un anno l'impianto sara' poi mantenuto in condizioni di efficienza, cosi' da garantire - nel caso del subentro di nuovi azionisti - una pronta ripresa della produzione; l'accordo prevede, inoltre, un impegno straordinario del Governo per trovare soluzione al problema del costo dell'energia elettrica, oltre a un impegno delle istituzioni regionali e locali a migliorare la dotazione infrastrutturale del territorio; la chiusura degli impianti Alcoa di Portovesme potrebbe determinare, a catena, il fermo di tutta la filiera dell'alluminio coinvolgendo le altre realta' produttive dell'area, come Euroallumina e Ila, con la conseguenza drammatica della perdita di posti di lavoro per migliaia di dipendenti e l'inasprimento del disagio economico e sociale in cui si trova il territorio del Sulcis che gia' sconta purtroppo gli effetti devastanti della crisi mondiale, impegna il Governo: 1. a confermare la valenza strategica nazionale del settore dell'alluminio e, conseguentemente, dello stabilimento di Portovesme e ad avviare le opportune azioni, a livello nazionale per individuare le soluzioni strutturali necessarie per la continuita' produttiva dell'impianto di Portovesme; 2. a proporre alla Commissione europea, al fine di elaborare un piano strategico di rilancio dell'industria dell'alluminio primario in Italia, un vertice dei Ministri competenti per definire con sollecitudine una strategia che scongiuri la delocalizzazione dall'Europa dell'industria primaria di alluminio, attivando le azioni indispensabili per favorire il mantenimento degli asset produttivi in Europa; 3. a promuovere, compatibilmente con le attuali condizioni di finanza pubblica, un apposito contratto di programma per la filiera dell'alluminio primario con un ammontare adeguato a consentire la razionalizzazione del processo produttivo per quanto riguarda sia la produzione elettrica sia la ripresa produttiva dello stabilimento Eurallumina; 4. a verificare la fattibilita' di una proroga, per un periodo contenuto, delle misure finalizzate alla sicurezza di approvvigionamento di energia elettrica nelle isole maggiori, tenendo conto delle esigenze di sicurezza del sistema elettrico e aprendo a tal fine un'interlocuzione anche a livello europeo; 5. ad assumere al piu' presto iniziative normative per la ridefinizione delle tariffe elettriche applicate alle attivita' produttive, con particolare riguardo alle imprese energivore; 6. a promuovere, attraverso opportune iniziative con le societa' di produzione elettrica, il contenimento dei costi dell'energia al fine di riequilibrare il mercato che risulta distorto da posizioni dominanti e monopoliste; 7. a valutare se sussistano le condizioni tecniche per riconoscere in un'unica rete interna di utenza la centrale elettrica e lo stabilimento Alcoa in modo da esentare l'acquirente dal pagamento degli oneri di sistema; 8. a contribuire, insieme alla regione Sardegna, alla realizzazione delle infrastrutture necessarie, in particolare quelle portuali, per superare i costi dell'approvvigionamento della materia prima, intervenendo velocemente affinche' inizino i lavori dell'infrastruttura del gasdotto Algeria-Italia; 9. a esercitare tutte le iniziative necessarie a garantire la continuita' produttiva del sito di Portovesme, anche individuando una nuova compagine imprenditoriale che prosegua e consolidi l'attivita' produttiva; 10. ad assumere le iniziative di competenza affinche' Alcoa provveda al ripristino ambientale e al pagamento della sanzione di 300 milioni di euro comminata dall'Unione europea, nell'eventualita' in cui l'azienda, nonostante gli impegni assunti per risolvere il problema del costo dell'energia e delle infrastrutture, dovesse confermare la chiusura dello stabilimento; 11. ad adoperarsi, con il concorso dell'Autorita' per l'energia elettrica ed il gas e Terna, per la piena operativita' degli strumenti introdotti dalla legge n. 99 del 2009 i cui meccanismi che possono contribuire a ridurre il costo dell'energia per gli utenti energivori produttori. (8-00170) «Saglia, Cicu, Testoni, Porcu, Vella, Murgia, Fadda, Mereu, Calvisi, Marrocu, Melis, Arturo Mario Luigi Parisi, Pes, Sanga, Schirru, Soro, Lulli, Froner, Vico, Zunino, Garagnani, Pili, Gibiino, Nizzi, Mazzocchi, De Corato».
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RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVA DI DIBATTITO 8/00170 presentata da SAGLIA STEFANO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20120411 
RISOLUZIONE CONCLUSIVA 
CALVISI GIULIO (PARTITO DEMOCRATICO) 
CICU SALVATORE (POPOLO DELLA LIBERTA') 
DE CORATO RICCARDO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
FADDA PAOLO (PARTITO DEMOCRATICO) 
FRONER LAURA (PARTITO DEMOCRATICO) 
GARAGNANI FABIO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
GIBIINO VINCENZO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
LULLI ANDREA (PARTITO DEMOCRATICO) 
MARROCU SIRO (PARTITO DEMOCRATICO) 
MAZZOCCHI ANTONIO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
MELIS GUIDO (PARTITO DEMOCRATICO) 
MEREU ANTONIO (UNIONE DI CENTRO PER IL TERZO POLO) 
MURGIA BRUNO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
NIZZI SETTIMO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
PARISI ARTURO MARIO LUIGI (PARTITO DEMOCRATICO) 
PES CATERINA (PARTITO DEMOCRATICO) 
PILI MAURO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
PORCU CARMELO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
SANGA GIOVANNI (PARTITO DEMOCRATICO) 
SCHIRRU AMALIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
SORO ANTONELLO (PARTITO DEMOCRATICO) 
TESTONI PIERO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
VICO LUDOVICO (PARTITO DEMOCRATICO) 
ZUNINO MASSIMO (PARTITO DEMOCRATICO) 
VELLA PAOLO (POPOLO DELLA LIBERTA') 
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SAGLIA STEFANO (POPOLO DELLA LIBERTA') 

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