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        dc:creator              "SPADONI MARIA EDERA (MOVIMENTO 5 STELLE)" ;
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        dc:description          "Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00784 presentato da SPADONI Maria Edera testo di Giovedì 24 settembre 2015, seduta n. 489  La III Commissione, premesso che: il 20 maggio 2015 in seduta plenaria a Strasburgo il Parlamento europeo ha emendato la «Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce un sistema europeo di autocertificazione dell'esercizio del dovere di diligenza nella catena di approvvigionamento per gli importatori responsabili di stagno, tungsteno, tantalio, dei loro minerali e di oro, originari di zone di conflitto e ad alto rischio (COM(2014)0111 - C7-0092/2014 - 2014/0059(COD); la proposta modificata dal Parlamento europeo comporta la tracciabilità obbligatoria dei minerali insanguinati lungo tutta la catena; il 14 luglio 2015 il Parlamento europeo ha ottenuto dalla Commissione parlamentare per il commercio internazionale, competente nel merito, il mandato per avviare il negoziato tra Commissione europea, Parlamento europeo e Consiglio dell'Unione europea; la citata proposta dovrà essere «mediata» con le posizioni della Commissione e del Consiglio dell'Unione europea, che sembrano propendere per una tracciabilità volontaria e quindi inefficace; il Parlamento italiano è l'unico insieme a quello ceco a essersi espresso sulla questione; la proposta non crea obblighi gravosi per le piccole e le medie imprese, ma obbliga le grandi ditte informatiche, tecnologiche e automobilistiche a fare i conti con la loro catena di fornitura; lo sviluppo delle telecomunicazioni, dell'elettronica di punta e della telefonia mobile ha reso indispensabili molti minerali «sporchi di sangue», ossia provenienti da Paesi in guerra, dove le estrazioni minerarie finanziano i signori della guerra e i gruppi armati: un esempio è costituito dal coltan, una sabbia nera, leggermente radioattiva, formata dai minerali colombite e tantalite, da cui si estrae il tantalio, metallo raro che viene usato nell'industria della telefonia mobile, nella componentistica dei computer e in quella degli aerei; il coltan viene estratto nella parte orientale della Repubblica democratica del Congo, la zona del Kivu, che confina con Ruanda, Burundi e Uganda, che è di gran lunga la zona più ricca in assoluto di minerali e risorse di tutto il territorio congolese; la distanza dalla capitale ha reso il Kivu terra di nessuno, consentendo ai Lords of war (i cosiddetti signori della guerra) di diventare i principali interlocutori delle multinazionali; chi compra il coltan non si preoccupa della provenienza o se il mercato è clandestino e senza controlli: chi lo estrae, adulti ma anche bambini, lo fa spesso scavando a mani nude, con conseguenti frane e incidenti quotidiani. Ogni giorno decine di bambini muoiono e non esiste alcun censimento. La loro età si abbassa di anno in anno e progressivamente sviluppano, a causa della radioattività, malattie del sistema linfatico che ne causano la morte; le guerre sviluppate attorno all'accaparramento del coltan ha portato milioni di morti e migliaia di bambini soldato che quando non combattono scavano la terra alla ricerca del minerale; le norme relative al «Dovere di diligenza dell'UE nella catena di approvvigionamento» saranno basate sulle linee guida dell'OCSE relative al dovere di diligenza, progettate per aiutare le aziende a rispettare i diritti umani e a evitare di contribuire all'insorgere di conflitti attraverso i loro acquisti di minerali provenienti da zone colpite da conflitti e ad alto rischio; un piccolo passo è stato fatto con il Kimberley Process (KPCS), un accordo di certificazione del 2000 ma che riguarda i diamanti questo è volto a garantire che i profitti ricavati dal commercio di diamanti non vengano usati per finanziare guerre civili, impegna il Governo: a sostenere in seno al Consiglio dell'Unione europea la tracciabilità obbligatoria dei minerali, ovvero, nel quadro del suddetto regolamento e conformemente alle linee guida dell'OCSE, ad assumere iniziative per obbligare le imprese ad adottare a valle tutte le misure ragionevoli per identificare e affrontare i rischi nella loro catena di approvvigionamento dei minerali e dei metalli contemplati dallo stesso, anche tramite l'obbligo d'informazione sulle loro prassi di diligenza ragionevole per un approvvigionamento responsabile; a sostenere un monitoraggio del regolamento tramite una revisione che avvenga due anni dopo la sua applicazione e successivamente ogni tre anni, anziché dopo tre e sei anni rispettivamente, come proposto dalla Commissione europea. (7-00784) « Spadoni , Battelli , Manlio Di Stefano , Grande , Del Grosso , Sibilia , Scagliusi , Di Battista »." ;
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