RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00617 presentata da SIANI PAOLO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 17/03/2021

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Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00617 presentato da SIANI Paolo testo presentato Mercoledì 17 marzo 2021 modificato Venerdì 19 marzo 2021, seduta n. 471 La XII Commissione, premesso che: oggi, a causa della pandemia, il 99 per cento dei bambini e degli adolescenti nel mondo stanno sperimentando varie forme di limitazione della propria autonomia di movimento, compresa la sospensione della frequenza scolastica; il 60 per cento vive in Paesi con lockdown parziale o totale. Varie ricerche indicano che alti livelli di stress e isolamento possono influenzare lo sviluppo psico-fisico di bambini e adolescenti, anche a lungo termine, pesando maggiormente su coloro che si trovano in situazioni di povertà economica, sociale, educativa; dall'indagine sull'impatto psicologico della pandemia Covid-19 nelle famiglie in Italia promossa dall'Irccs Giannina Gaslini di Genova e pubblicata a giugno 2020 è emerso che durante l'isolamento a casa per l'emergenza da coronavirus i disturbi del sonno, attacchi d'ansia, aumento dell'irritabilità sono i sintomi più frequenti di cui hanno sofferto le bambine, i bambini e gli adolescenti nel nostro Paese; anche il recente Rapporto dell'Istituto superiore di sanità sulla promozione della salute mentale infantile in tempo di Covid-19 (Iss 2020) ha raccolto le evidenze scientifiche sul tema, dalle quali si evince chiaramente l'esistenza di un rischio per la salute fisica e mentale per alcune fasce di popolazione, tra cui bambini e adolescenti (non necessariamente affetti da pre-esistenti difficoltà adattive), dovuto a fattori stressogeni, quali l'isolamento in ambiente domestico, la chiusura prolungata della scuola, la mancanza di contatti fisici tra pari; l'assenza di attività scolastiche, ricreative, ludiche e sportive ha costretto alla permanenza forzata in casa di migliaia di ragazzi e ragazze, con ripercussioni ancora difficilmente quantificabili. A ciò si è aggiunta la riduzione di attività ambulatoriali e consulenziali dedicate ai minori con malattie croniche o con malattie acute non Covid-19; giorno dopo giorno emerge sempre più drammaticamente la realtà della pandemia da Covid-19 e dei gravi danni alla salute mentale di bambini e di adolescenti che questa comporta (sintomi somatici, paura estrema di ammalarsi, ridotta concentrazione, umore deflesso, mancanza di energia, rabbia e aggressività, abuso di alcol, tabacco e sostanze, insorgenza di disturbi psichiatrici come il disturbo post-traumatico da stress, disturbi ansiosi, fobie, disturbi dell'umore, suicidalità e disturbi del pensiero); danni che potrebbero durare per anni qualora, per carenza dei servizi dedicati sia territoriali che ospedalieri, non si possa avere una rapida e reale presa in carico a livello preventivo e quando necessario terapeutico; alcuni vivono le regole di questa chiusura con aggressività, impazienza, intolleranza; spesso diventano aggressivi verso i familiari o rivolgono verso sé stessi l'aggressività, superando, a volte, la soglia dell'autolesionismo non pericoloso e tenta il suicidio. Un altro gruppo si isola, restando chiusi nella propria stanza; probabilmente queste rappresentano soltanto la punta dell' iceberg , sono quelle situazioni eclatanti e chiaramente «visibili» che si riesce a intercettare; sono sempre più numerosi i neuropsichiatri infantili che lanciano quotidianamente un grido di allarme sulle situazioni di emergenza «para-Covid» che stanno vivendo i pochi reparti di neuropsichiatria infantile esistenti in Italia e sull'incremento delle richieste che ricevono di aiuto e di ricovero per tentativi anticonservativi di adolescenti (in particolare ragazze); sebbene sia ancora prematuro tracciare un quadro preciso delle reali conseguenze della pandemia sul benessere mentale dei più piccoli e degli adolescenti, è ormai evidente che è necessario prevedere, accanto ad interventi finalizzati a porre fine alla pandemia da Covid-19 e alla tutela della salute pubblica, anche interventi mirati a tutela della salute mentale dei nostri giovani e giovanissimi, elemento questo imprescindibile se effettivamente si vuole gestire la situazione di emergenza; sono, quindi, necessarie, misure rivolte anche alla promozione della salute mentale di tutta la popolazione, in particolare per quelle fasce della popolazione, come i bambini e gli adolescenti, che hanno visto, da un anno a questa parte, ridursi drasticamente le loro possibilità di socializzazione con la chiusura delle scuole, dei luoghi di ritrovo, dello sport amatoriale e altro; come afferma il dottor Stefano Vicari, responsabile di neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza dell'Ospedale Bambin Gesù di Roma, «In questo periodo di isolamento, che sia il lockdown o la dad, il non avere un confronto reale con i coetanei porta i ragazzi a non aver mediazione rispetto alle loro pulsioni e ai loro pensieri e a vivere moltissimo la noia. La noia rinforza alcuni pensieri e circuiti viziosi, facilita l'umore depresso. Su questo la scuola in quanto luogo di socialità dà al ragazzo la possibilità di incontrare un altro, di raccontare quel che gli passa per la testa, c'è una mediazione tra il suo pensiero interiore e la realtà. I compagni e gli insegnanti diventano un ammortizzatore di alcuni pensieri». Ed ancora, «almeno il 20 per cento di adolescenti ha un disturbo mentale, che è la stessa percentuale che si ritrova nella popolazione generale, mentre nell'infanzia siamo al 10 per cento»; è noto che la disponibilità di servizi di salute mentale per i bambini e per gli adolescenti non era neanche lontanamente sufficiente a soddisfare i loro bisogni prima ancora che si entrasse in pandemia; attualmente in Italia sono solo 92 i posti letto dedicati nei reparti di neuropsichiatria infantile, oltretutto non uniformemente distribuiti su tutto il territorio visto che ci sono regioni, quali Abruzzo, Umbria e Calabria, che non dispongono di alcun posto letto. Ciò ha comportato e continua a comportare che, in questo periodo, per tale mancanza, i pazienti adolescenti affetti da disturbi psichiatrici sono ricoverati nei reparti di pediatria, in una sorta di accoglienza e di sostegno ma non sempre con un reale progetto di cura e di presa in carico; in alcuni casi estremi, sono ricoverati nei reparti di diagnosi e cura dedicati ai pazienti adulti (Spdc); si stima che un bambino su sei in Italia abbia un probabile problema di salute mentale e il numero di bambini indirizzati ad un aiuto assistenziale è sempre più in aumento e che una minoranza di questi riceve adeguate risposte assistenziali in un ambito di sanità pubblica; è importante sottolineare che sottovalutare l'impatto del Covid-19 tra i più giovani, in una situazione già molto critica in termini di personale, servizi e organizzazione assistenziale per i problemi neuropsichiatrici dell'infanzia e adolescenza, rischia di trasformare un'emergenza sanitaria come quella che si sta vivendo in una crisi dei diritti delle bambine e dei bambini e delle ragazze e dei ragazzi; è necessario, senza perdere ulteriore tempo, definire interventi capaci di mitigare il più possibile tutti gli effetti negativi fin qui riscontrati e quelli, ad oggi, solo ipotizzabili, impegna il Governo: ad adottare iniziative nel quadro delle misure per contrastare l'epidemia da Covid-19, per definire scelte di indirizzo che mettano la salute fisica e mentale dell'infanzia e dell'adolescenza al centro delle politiche socio-sanitarie del Paese e dei singoli territori, coinvolgendo i neuropsichiatri infantili, gli psicologi, i servizi educativi e quelli sociali, il terzo settore, oltre ai pediatri, prendendo come linea guida il messaggio, del maggio 2020 del World Economic Forum , in ordine ai bisogni dei bambini e degli adolescenti secondo lo slogan: «Non per noi ma con noi»; ad adottare le iniziative di competenza per rafforzare la medicina territoriale, in particolare quella neuropsichiatrica e quella preventiva, a partire dagli ambulatori dei pediatra di famiglia, elementi necessari per una individuazione precoce ed a una presa in carico rapida del minore e della sua famiglia; ad adottare iniziative per sviluppare reti di connessioni e di servizi di sostegno con le scuole attraverso figure formate di psicologi e di servizi sociali integrati in una rete funzionale con i singoli ambiti distrettuali; ad adottare le iniziative di competenza, in raccordo con le regioni, per incrementare il numero di posti letto dedicati alla neuropsichiatria infantile al fine di potenziare la risposta all'acuzie grave di tipo neuropsichiatrico con la possibilità di ricovero in centri specialistici; ad adottare iniziative per l'istituzione di un gruppo multidisciplinare di coordinamento centrale che possa orientare gli interventi di salute mentale, predisponendo progetti e programmi coerentemente ai bisogni della popolazione e all'andamento della diffusione dell'epidemia sul territorio nazionale; ad adottare le iniziative di competenza, in raccordo con le regioni, per prevedere la figura dello psicologo, all'interno dei reparti di pediatria e neonatologia degli ospedali del Servizio Sanitario Nazionale, con l'obiettivo di tutelare il benessere psicologico dei degenti (bambini e adolescenti) e delle loro famiglie, con particolare riferimento alle condizioni di cronicità e/o di disagio psico-sociale; ad adottare le iniziative per implementare la telepsichiatria e telesupporto psicologico al fine di raggiungere, specie in questo periodo di pandemia, più persone possibili che, altrimenti, avrebbero difficoltà ad accedere ai servizi e a mantenere con continuità e costanza il rapporto e il dialogo specialista-paziente; ad istituire un osservatorio sulla condizione della salute mentale dell'adolescente e del minore a seguito delle misure prese per contrastare l'emergenza sanitaria in atto; ad adottare le iniziative di competenza per potenziare le attività sia delle comunità educative che accolgono minorenni con disagio psichico che delle strutture semiresidenziali e residenziali terapeutiche; a promuovere, per quanto di competenza, condizioni territoriali di incontro e confronto, valorizzando relazioni pro-attive con il terzo settore, volontariato, oratori, scout , quali risorse importanti per tessere una rete di inclusione e di aiuto per i minori più fragili e isolati dal contesto sociale. (7-00617) « Siani , Carnevali , Lorenzin , De Filippo , Rizzo Nervo , Lepri , Pini , Serracchiani , Lattanzio , Gribaudo , Ciampi , Quartapelle Procopio , Viscomi , Carla Cantone , Pezzopane , Sensi , Rossi , Bonomo , Madia , Pellicani , Di Giorgi , Morani ».
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MADIA MARIA ANNA (PARTITO DEMOCRATICO) 
BONOMO FRANCESCA (PARTITO DEMOCRATICO) 
CARNEVALI ELENA (PARTITO DEMOCRATICO) 
DI GIORGI ROSA MARIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
GRIBAUDO CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO) 
LEPRI STEFANO (PARTITO DEMOCRATICO) 
MORANI ALESSIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
PINI GIUDITTA (PARTITO DEMOCRATICO) 
QUARTAPELLE PROCOPIO LIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
SERRACCHIANI DEBORA (PARTITO DEMOCRATICO) 
CIAMPI LUCIA (PARTITO DEMOCRATICO) 
ROSSI ANDREA (PARTITO DEMOCRATICO) 
RIZZO NERVO LUCA (PARTITO DEMOCRATICO) 
CANTONE CARLA (PARTITO DEMOCRATICO) 
VISCOMI ANTONIO (PARTITO DEMOCRATICO) 
PELLICANI NICOLA (PARTITO DEMOCRATICO) 
SENSI FILIPPO (PARTITO DEMOCRATICO) 
DE FILIPPO VITO (PARTITO DEMOCRATICO) 
LORENZIN BEATRICE (PARTITO DEMOCRATICO) 
LATTANZIO PAOLO (PARTITO DEMOCRATICO) 
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