RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00537 presentata da BRATTI ALESSANDRO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110329

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic7_00537_16 an entity of type: aic

Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00537 presentata da ALESSANDRO BRATTI martedi' 29 marzo 2011, seduta n.454 La VIII Commissione, premesso che: le infrastrutture di stoccaggio del gas svolgono un ruolo strategico per il Paese ai fini della garanzia della sicurezza delle forniture, sia in caso di eventi climatici eccezionali, sia in caso di rischi di interruzione delle importazioni; a tal fine la politica del Governo e' volta all'incentivazione della costruzione dei depositi sotterranei di gas, generalmente attraverso la reiniezione del gas nei giacimenti esauriti, con ristabilizzazione delle pressioni originarie; il progetto per la realizzazione del deposito di gas a Rivara, nella regione Emilia Romagna, diversamente da tutti gli altri casi di realizzazione di depositi sotterranei nel territorio nazionale, prevede lo stoccaggio di gas in un acquifero profondo con permeabilita' per fatturazione naturale, ad una profondita' di circa 2.500-2.800 metri; la regione Emilia-Romagna si e' dotata di un piano energetico regionale nel rispetto dei criteri stabiliti dall'Unione europea che punta sulla diversificazione delle fonti energetiche e che non prevede la realizzazione di un impianto di stoccaggio del gas a Rivara; il progetto e' stato presentato al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare gia' nel 2006, ai fini della procedura di valutazione di impatto ambientale, che si e' conclusa con un esito «interlocutorio negativo»; successivamente, nel 2009, il progetto e' stato ripresentato al Ministero, con una serie di integrazioni ai fini di una nuova valutazione, attualmente in corso di esame; sul progetto si sono espressi in senso contrario tutti gli enti locali competenti e la regione Emilia Romagna, la cui giunta ha formulato un parere negativo nell'ambito della procedura di valutazione di impatto ambientale nazionale; la posizione di contrarieta' suddetta e' frutto del lavoro di tavoli tecnici provinciali e regionali; le problematiche principali connesse all'esercizio degli stoccaggi in acquifero sono riconducibili al rischio di fughe di gas, in quanto non si puo' prescindere dal superamento delle pressioni iniziali della formazione; in particolare, le ragioni di tipo geologico che fanno ritenere non fattibile in sicurezza il deposito di gas a Rivara sono legate alla fessurazione delle rocce in cui si vuole immettere il gas, che raggiunge il piano di campagna o una quota prossima ad esso come dimostra la presenza di: a) acque salate (provenienti dalla struttura geologica profonda che si vuole utilizzare) in superficie nelle valli retrostanti il sito prescelto per l'impianto principale; b) gas ed acqua salata in un pozzo di ridotta profondita' (eseguito dall'amministrazione comunale nel 1948 a scopi idropotabili nel centro abitato di San Felice) circondato a distanza di qualche centinaio di metri da pozzi simili, ma con acqua dolce; c) venute in superficie addirittura di petrolio (segnalato dai geologi dell'800) fra Medolla e San Felice; d) anomalie geotermiche (ossia temperature anomale elevate) addirittura in superficie sempre fra Medolla e San Felice, che denotano anch'esse inequivocabilmente la risalita di acqua calda da grandi profondita' e quindi una intensa fessurazione della roccia; e) un'anomalia geotermica nel sottosuolo di una localita' prossima all'impianto d'immissione del gas nel sottosuolo che renderebbe piu' costosa la compressione del gas in un ambiente a temperature elevate, con conseguenti perdite di competitivita' sul mercato; f) scavernamenti nei terreni agricoli ascritti dall'universita' di Bologna a venute di gas in superficie con anomalie geochimiche nelle acque; g) una lunga frattura in superficie che parte dalla localita' Canalazzo in comune di Finale Emilia (ad est del sito scelto) e che giunge sino a Mirandola, rilevata negli anni '80 dall'universita' di Modena che, congiuntamente alle anomalie del punto precedente indica come la zona sia soggetta a movimenti; inoltre esistono una serie di ragioni di tipo sismologico che fanno ritenere non fattibile in sicurezza il deposito di gas a Rivara che, in particolare, sono dovute al fatto che: a) la struttura geologica in cui s'intende immettere il gas genera gia' spontaneamente frequenti terremoti sia alla sua estremita' orientale dove sono risultati addirittura catastrofici (nel 1500 la citta' di Ferrara fu semidistrutta), sia alla sua estremita' occidentale dove sono piuttosto energici (l'ultimo episodio risale ad una decina d'anni fa con epicentro nel basso reggiano), mentre nella parte centrale dove si vuole costruire il deposito, a pochi chilometri di distanza dal sito prescelto, si trovano gli ipocentri di sismi, uno di intensita' 5 o -6 o grado della scala Mercalli con ipocentro proprio a Rivara, nel 1987, altri d'intensita' piu' modesta, uno dei quali recentemente e' risultato posto alla profondita' in cui si vuole immagazzinare il gas; b) i depositi di gas generano sempre sismicita' indotta e non esistono attualmente al mondo modelli (supportati da basi sperimentali a scala reale e convalidati da una considerevole casistica storica) che prevedano l'intensita' dei terremoti, in una struttura che gia' spontaneamente genera terremoti, che possono essere provocati dalla compressione e dalla decompressione di miliardi di metri cubi di metano che in essa vengono iniettati ed estratti con frequenza semestrale; le suesposte ragioni si aggiungono ad altre ragioni di carattere ambientale, che aggravano le condizioni di inquinamento atmosferico ed acustico in un territorio ampiamente antropizzato e oramai saturo di inquinanti; in particolare, la centrale di pompaggio del metano consta di 4 compressori centrifughi, movimentati da turbine a gas che, bruciando 24 ore su 24, producono inquinanti come CO 2 (anidride carbonica), NO x (ossidi di azoto) e HC (acetilene) in una zona scarsamente ventilata e poco piovosa. Tali inquinanti si aggiungono a quelli rilasciati dal termocombustore, ove vengono bruciati in continuo tutti gli sfiati, i drenaggi, i vapori dei rigeneratori glicole, i gas dei degasatori e altro; il rumore prodotto durante l'iniezione del gas in estate dai turbo-compressori e dai raffreddatori ad aria (air cooler), durante l'estrazione del gas d'inverno dai rigeneratori glicole e disidratatori raggiunge livelli di circa 60 dB(A) a 500 metri, mentre il centro di Rivara e' a 1000 metri; come in tutto il mondo, anche nel nostro Paese esistono gia' da parecchio tempo giacimenti di idrocarburi esauriti od in via di esaurimento, che vengono attrezzati per essere riempiti nuovamente di gas e che risultano una valida e sicura alternativa al deposito di gas di Rivara; tale soluzione non farebbe correre i rischi sopra elencati perche' nei giacimenti esauriti o in via d'esaurimento si conoscono con grande precisione la situazione del sottosuolo nonche' le pressioni che aveva il metano nel giacimento allo stato naturale, per cui e' possibile ripristinare la situazione naturale preesistente allo svuotamento del giacimento che ha permesso la conservazione per milioni d'anni del metano nel sottosuolo, anche in condizioni sismiche probabilmente piu' energiche di quelle attuali; oltretutto in provincia di Modena esistono due grandissimi giacimenti rispettivamente a Spilamberto ed a Novi in via d'esaurimento, uno dei quali, quello di Novi, e' posto a solo una decina di chilometri da Rivara per cui, se la posizione Rivara e' ritenuta «strategica» per il Governo, lo e' altrettanto quella di Novi e non si discosta molto quella di Spilamberto; anche con riferimento alle ragioni di carattere economico, l'utilizzazione dei giacimenti esauriti ed in via d'esaurimento e' senz'altro piu' conveniente sotto il profilo economico rispetto alla costruzione ex novo del deposito di gas in acquifero perche' non richiede gli enormi costi dovuti soprattutto: a) alle prospezioni geologiche ante opera piu' prolungate nel tempo ed approfondite, per ottenere un grado accettabile di garanzia di tenuta del serbatoio, esente cioe' dal rischio di perdite verso la superficie (inquinamento degli acquiferi meno profondi per uso potabile o irriguo) con fuoriuscita del gas in atmosfera e/o verso le formazioni geologiche vicine, e ai controlli assidui durante l'esercizio; b) alla costruzione di nuovi metanodotti; c) alle indennita' per le servitu' e gli espropri con conseguente enorme riduzione dei tempi necessari per iniziare e quindi rendere produttivo l'impianto; d) alla perforazione di nuovi pozzi; e) al risarcimento dei danni provocati dai sismi indotti alle persone ed alle cose, essendo la sismicita' provocata dal riempimento e dallo svuotamento dei giacimenti esauriti talmente bassa da essere rilevata solo a livello strumentale e non dalla popolazione (quindi non si ha un deterioramento della qualita' della vita e un deprezzamento dei beni immobili); va tenuto conto degli eventi sismici che negli ultimi anni hanno interessato il territorio nazionale nonche' delle devastanti catastrofi naturali che negli ultimi giorni hanno colpito duramente in Giappone, impegna il Governo: ad assumere una posizione politica precisa sull'inopportunita' della scelta della realizzazione del deposito di gas a Rivara, allo scopo di evitare di sottoporre il territorio e i cittadini a rischi imprevedibili conseguenti alla mancanza di sicurezza sismica e geologica del sito che dovrebbe ospitare il deposito, oltre che per ragioni di criticita' ambientale come esposte in premessa; ad elaborare un piano energetico nazionale che coordini l'impegno delle regioni con lo scopo di rispettare gli impegni presi con la stipula del protocollo di Kyoto; ad investire con forza sulle energie alternative e rinnovabili; a non rilasciare titoli di concessione mineraria per l'impianto di stoccaggio di gas in acquifero a Rivara. (7-00537) «Bratti, Mariani, Benamati, Bocci, Braga, Esposito, Ginoble, Iannuzzi, Marantelli, Margiotta, Morassut, Motta, Realacci, Viola».
xsd:string RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00537 presentata da BRATTI ALESSANDRO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110329 
xsd:integer
20110329-20110525 
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00537 presentata da BRATTI ALESSANDRO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110329 
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 
BENAMATI GIANLUCA (PARTITO DEMOCRATICO) 
BOCCI GIANPIERO (PARTITO DEMOCRATICO) 
BRAGA CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO) 
ESPOSITO STEFANO (PARTITO DEMOCRATICO) 
GINOBLE TOMMASO (PARTITO DEMOCRATICO) 
IANNUZZI TINO (PARTITO DEMOCRATICO) 
MARANTELLI DANIELE (PARTITO DEMOCRATICO) 
MARGIOTTA SALVATORE (PARTITO DEMOCRATICO) 
MARIANI RAFFAELLA (PARTITO DEMOCRATICO) 
MORASSUT ROBERTO (PARTITO DEMOCRATICO) 
MOTTA CARMEN (PARTITO DEMOCRATICO) 
REALACCI ERMETE (PARTITO DEMOCRATICO) 
VIOLA RODOLFO GIULIANO (PARTITO DEMOCRATICO) 
xsd:dateTime 2014-05-15T03:13:44Z 
7/00537 
BRATTI ALESSANDRO (PARTITO DEMOCRATICO) 

data from the linked data cloud

DATA