RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00305 presentata da MONAI CARLO (ITALIA DEI VALORI) in data 20100330

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Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00305 presentata da CARLO MONAI martedi' 30 marzo 2010, seduta n.302 Le Commissioni riunite VIII e IX, premesso che: la voce trasporto, di cui quello urbano compone una fetta molto significativa, rappresenta in Italia circa un terzo delle emissioni totali di gas-serra. Una quantita' di veleni ancor piu' impressionante e si considera che per grossa parte viene prodotta e respirata nelle grandi citta', ovvero nelle zone piu' densamente abitate del nostro Paese. Un problema questo che rende fondamentale il potenziamento del trasporto pubblico e la riduzione progressiva del trasporto privato a vantaggio di una mobilita' alternativa, dal trasporto collettivo, a quello pedonale e ciclabile, a quello privilegiato per vetture elettriche o ibride, al fine di favorire il decongestionamento e la riduzione dei gas inquinanti nelle nostre citta'; i temi dell'inquinamento atmosferico e della mobilita' sostenibile, sono da tempo al centro dell'attenzione della stessa Unione europea; il 16 dicembre 2008 la Commissione europea ha presentato, in seguito ad un ampio processo di consultazione delle parti interessate, un piano d'azione (COM(2008)886) corredato di una proposta di direttiva (COM(2008)887) destinati a favorire l'applicazione in tutta l'Unione europea delle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni (ITS) al trasporto su strada e alle sue interconnessioni con altre modalita' di trasporto (cosiddetti «sistemi di trasporto intelligenti»). Nell'ambito del piano europeo per il rilancio dell'economia, approvato dal Consiglio europeo nel dicembre 2008, e' stata lanciata l'iniziativa «auto verdi» (green cars) intesa a finanziare, attraverso la collaborazione tra settore pubblico e privato, i progressi nell'uso di fonti di energia non-inquinanti e rinnovabili per il trasporto stradale; le iniziative messe in campo in questo ambito dall'Unione europea, sono - tra l'altro - intese: a) a contenere l'impatto della notevole crescita del traffico su strada prevista entro il 2020 - stimata al 36 per cento per il trasporto passeggeri e al 55 per cento per il trasporto merci - mediante una gestione ottimale della mobilita' e della domanda di trasporto; b) alla promozione di un sistema di trasporto maggiormente rispettoso dell'ambiente considerato che allo stato attuale il trasporto su strada produce il 79 delle emissioni di CO 2 di tutto il comparto dei trasporti; c) al miglioramento dell'efficienza del sistema di trasporto e alla riduzione della congestione del trasporto stradale il cui costo e' stimato tra lo 0,9 e 1'1,5 per cento del prodotto interno lordo dell'Unione europea; l'11 dicembre 2009 la Commissione ambiente della Camera dei deputati ha approvato il documento finale sul Libro bianco in materia di adattamento ai cambiamenti climatici e verso un quadro d'azione europeo (COM2009)147), con il quale - tra l'altro - ha ribadito la necessita' di introdurre misure volte a favorire la diffusione di veicoli elettrici e ibridi nel trasporto pubblico e privato, soprattutto nei grandi centri urbani; di promuovere sistemi di mobilita' alternativi, come tramvie e piste ciclabili; di mettere in atto efficaci politiche di incentivazione del trasporto pubblico rispetto al trasporto privato, attuando al contempo politiche della mobilita' in grado di favorire - soprattutto nel settore del trasporto merci - il trasporto su rotaia rispetto a quello su gomma; la situazione delle grandi aree urbane del nostro Paese e' sempre piu' critica, con un preoccupante livello di inquinamento, e con i residenti costretti a convivere in perenne emergenza smog, e con livelli fuori controllo di polveri sottili ben oltre la soglia consentita (biossido di azoto, metalli pesanti e altri), il tutto con evidenti ricadute pesantissime sulla stessa salute dei cittadini; l'Organizzazione mondiale della sanita' ha stimato in oltre 8 mila ogni anno i decessi a seguito degli elevati livelli di Pm 10 e di ozono, e a livello globale in 800 mila le morti per lo smog; l'Unione europea ha recentemente aperto nei confronti del nostro Paese una procedura di infrazione, in quanto la Commissione europea ha ritenuto l'Italia inadempiente agli obblighi di cui all'articolo 5, paragrafo 1, della direttiva 1999/30/CE, sul contenimento dell'inquinamento da Pm 10 entro i valori limite previsti; in occasione dell'iniziativa del 28 febbraio 2010 in 169 comuni del centro-nord, con il blocco del traffico per le auto inquinanti, e' stato dato vita a un coordinamento di tutti gli amministratori comunali del nord, per portare avanti iniziative condivise contro l'inquinamento e al tempo stesso sottoporre proposte a Governo, regioni e province per stabilire interventi strutturali e reperire le necessarie risorse finanziarie. Fra queste, si legge nel documento di costituzione del comitato di coordinamento, la richiesta al Governo di permettere ai comuni di investire risorse escludendo dall'atto di stabilita' gli investimenti per la lotta ai cambiamenti climatici e per riduzione delle emissioni inquinanti; puntare su sistemi di mobilita' piu' efficienti e sostenibili ormai una scelta ineludibile sia, lo nella lotta all'inquinamento globale sia nel migliorare la qualita' della vita di milioni di cittadini; per quanto riguarda il trasporto pubblico nelle aree urbane piu' grandi, dove il problema congestione e inquinamento rappresenta una vera e propria emergenza quotidiana, e' necessario incentivare la mobilita' pubblica, agendo in particolare a favore del suo svecchiamento dell'introduzione graduale di autobus a metano ed elettrici; per quanto concerne invece il trasporto privato, da un lato va incentivata la diffusione e la commercializzazione delle auto elettriche e a metano, non solo con incentivi fiscali mirati, ma anche e soprattutto attraverso la realizzazione capillare sul territorio di reti di distribuzione (colonnine per la ricarica elettrica e stazioni di rifornimento per il metano), attualmente praticamente inesistenti, dall'altro va favorito lo sviluppo della mobilita' ciclistica attraverso un incremento delle piste ciclabili e dei percorsi protetti e l'estensione delle zone a traffico limitato; si ricorda per esempio, come a Madrid l'amministrazione ha gia' messo in cantiere - con l'obiettivo di renderla operativa in due anni - la trasformazione delle vecchie cabine telefoniche (ormai soppiantate dalla telefonia mobile) in altrettanti punti di ricarica per le vetture elettriche, ossia vetture ad emissioni zero; va' altresi' sottolineato che il Fondo per la mobilita' sostenibile, istituito dalla legge finanziaria per il 2007, non e' stato piu' rifinanziato. Va' evidenziato che detto Fondo, strumento efficace e fondamentale per le politiche di mobilita' urbana ecosostenibile, finanzia una serie di interventi tra i quali: a) il potenziamento ed aumento dell'efficienza dei mezzi pubblici, con particolare riguardo a quelli meno inquinanti e a favore dei comuni a maggiore crisi ambientale; h) 1'incentivazione dell'intermodalita'; c) la valorizzazione degli strumenti del mobility management e del car sharing; d) la riorganizzazione e razionalizzazione del settore di trasporto e consegna delle merci, attraverso la realizzazione di centri direzionali di smistamento che permetta una migliore organizzazione logistica, nonche' il progressivo obbligo di utilizzo di veicoli a basso impatto ambientale; e) la realizzazione e potenziamento della rete di distribuzione del gas metano del gpl e dell'idrogeno; f) la promozione di reti urbane di percorsi destinati alla mobilita' ciclistica; se nelle aree urbane il traffico su gomma rappresenta il primo responsabile della presenza nociva delle polveri sottili e degli altri inquinanti, il secondo responsabile e' il riscaldamento; in una grande citta' il pm10 viene principalmente per circa il 48 per cento dal traffico veicolare, per ben il 28 per cento dagli impianti di riscaldamento, per il 9 per cento da porti e aeroporti, per il 10 per cento dall'industria; poco o nulla pero' si sta facendo per favorire l'efficienza energetica e l'utilizzo delle fonti rinnovabili per gli edifici pubblici e privati, in grado entrambi di ridurre sensibilmente l'inquinamento prodotto dal riscaldamento degli edifici; al contrario, si continua a rimandare l'attuazione di quanto previsto dalla legge finanziaria per il 2008, che aveva disposto che dal 1 o gennaio 2009, per gli edifici di nuova costruzione, i regolamenti edilizi comunali dovevano subordinare il rilascio del permesso di costruire all'installazione sugli edifici stessi di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili; finora si e' scelto di prorogare questa data per due volte, prima con il decreto-legge n. 207 del 2008, portandola dal 1 o gennaio 2009 al 1 o gennaio 2010, quindi recentemente con il decreto-legge n. 194 del 2009, in materia di proroga termini, che ha ulteriormente spostato al 2011 l'obbligo per le nuove costruzioni dell'utilizzo di energia rinnovabile, impegnano il Governo: a far proprie le proposte del coordinamento degli amministratori comunali del nord in materia di lotta all'inquinamento, con particolare riferimento alla proposta di consentire ai comuni di poter investire risorse escludendo dal patto di stabilita' gli investimenti per la lotta ai cambiamenti climatici e per la riduzione delle emissioni inquinanti; ad assumere iniziative per lo stanziamento delle necessarie risorse finanziarie, anche con il ricorso ai finanziamenti europei, per l'individuazione di interventi strutturali da coordinare con gli enti locali, e finalizzati alla riduzione dell'inquinamento atmosferico nelle aree urbane e allo sviluppo della mobilita' sostenibile e del trasporto pubblico, individuando anche opportuni meccanismi premiali nei confronti delle amministrazioni piu' virtuose; a incentivare l'utilizzo delle fonti rinnovabili negli edifici con particolare riferimento a quelli pubblici, prevedendo contestualmente, in collaborazione con le amministrazioni locali, un programma di graduale sostituzione degli impianti termici piu' inquinanti; a mettere in atto una piu' efficace politica fiscale di incentivi/disincentivi, in grado di orientare il mercato verso le tecnologie piu' efficienti dal punto di vista dell'ecosostenibilita'; a sostenere la crescita del settore dei veicoli elettrici o comunque a ridottissimo impatto ambientale, che oltre ad avere una evidente valenza ambientale, rappresenta una concreta opportunita' di crescita industriale e occupazionale, per una mobilita' urbana alternativa agli attuali modelli alimentati da combustibili fossili; a dare un forte impulso, anche attraverso appositi accordi di programma con gli enti locali coinvolti e le associazioni e le categorie interessate, allo sviluppo della rete di distribuzione sul territorio nazionale di carburanti a minore impatto ambientale, con specifico riferimento al metano per autotrazione; a individuare le opportune risorse e iniziative, in collaborazione con gli enti locali, volte a sostenere la realizzazione di una rete di punti di ricarica, al fine di favorire lo sviluppo del mercato dei veicoli a propulsione elettrica, quale premessa indispensabile per la crescita del medesimo mercato; a valutare l'opportunita' di assumere iniziative normative volte a rifinanziare il Fondo per la mobilita' sostenibile, quale fondamentale strumento a disposizione delle grandi aree urbane per interventi finalizzati alla riduzione inquinamento atmosferico e per lo sviluppo della mobilita' urbana a minore impatto ambientale. (7-00305) «Monai, Piffari».
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PIFFARI SERGIO MICHELE (ITALIA DEI VALORI) 
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