RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00235 presentata da BERGAMINI DEBORAH (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20091201

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Atto Camera Risoluzione in Commissione 7-00235 presentata da DEBORAH BERGAMINI martedi' 1 dicembre 2009, seduta n.254 La IX Commissione, premesso che: lo sviluppo della banda larga, attraverso infrastrutture adeguate, come le reti di nuova generazione in fibra ottica (NGN), e tecnologie innovative e' un elemento essenziale per la crescita sociale ed economica del Paese; l'accesso a Internet va infatti ormai annoverato tra i servizi di natura «universale», da erogarsi all'intera collettivita' nazionale, alla stregua di servizi come poste, luce o gas nel secolo scorso. È infatti inaccettabile che in futuro ci siano persone o intere comunita' prive della possibilita' di connettersi ad Internet, ormai indispensabile per permettere ai cittadini e alle imprese di fruire di una gamma estremamente vasta di servizi, sia di carattere commerciale che a rilevanza sociale, tra cui, in particolare, molti servizi forniti dalla pubblica amministrazione; appare pertanto ormai indifferibile imprimere un deciso impulso alla crescita della banda larga in Italia, che presenta livelli di penetrazione inferiori alla media dell'Unione europea (17 per cento rispetto al 23 per cento) e senza la quale il nostro Paese si troverebbe in una posizione di svantaggio competitivo e di arretratezza sociale e culturale; questa consapevolezza ha indotto la IX Commissione (trasporti, poste e telecomunicazioni) a svolgere, gia' nei primi mesi della legislatura, un'ampia indagine conoscitiva sull'assetto e le prospettive delle nuovi reti del sistema delle comunicazioni elettroniche; il documento conclusivo dell'indagine, approvato nella seduta del 2 dicembre 2008, ha sottolineato la necessita' «di concentrare le risorse finanziarie nella modernizzazione della rete e nello sviluppo della banda larga, che deve essere considerata come infrastruttura di base per la competitivita', l'innovazione e la crescita del Paese»; il documento conclusivo ha evidenziato le situazioni di digital divide infrastrutturale e sociale che gia' oggi penalizzano il nostro Paese, l'inadeguatezza della rete esistente e il sensibile ritardo, destinato ad aggravarsi in futuro, sulle reti a banda larga di seconda generazione (ADSL2) e sulla banda larghissima; e' stata altresi' evidenziata l'esigenza di portare a termine un censimento generale delle reti esistenti, che rappresenta una condizione essenziale per valutare il grado effettivo di infrastrutturazione del Paese e promuovere l'integrazione tra le reti che gia' adesso risultano disponibili; rispetto a tale obiettivo sarebbe necessario realizzare un archivio unico delle infrastrutture presenti nel sottosuolo relative a tutti i servizi di pubblica utilita' potenzialmente impiegabili per le nuove reti ottiche; risulta necessario, inoltre, sostenere, con un eventuale coinvolgimento dei soggetti pubblici, la modernizzazione della rete medesima, attraverso la realizzazione di una infrastrutturazione adeguata alle reti di nuova generazione; un piano strategico di interventi a sostegno dello sviluppo delle reti di nuova generazione, quale quello auspicato nelle conclusioni dell'indagine conoscitiva sopra richiamata, appare tanto piu' urgente in quanto tutti i principali Paesi europei si stanno muovendo in questa direzione; in Italia, nella situazione attuale, un simile piano, seppure delineato nelle linee fondamentali, non e' stato ancora precisato quanto ai tempi di attuazione, al ruolo degli attori coinvolti ed al modello di sviluppo; ai sensi dell'articolo 1 della legge 18 giugno 2009, n. 69, e' stato previsto lo stanziamento di un importo di 800 milioni di euro come contributo del Governo al superamento del digital divide. Tale importo risulta peraltro notevolmente inferiore all'ammontare necessario per dotare il Paese delle necessarie infrastrutture in fibra ottica. Restano inoltre indeterminati i criteri da seguire per l'attribuzione delle risorse stanziate dal Governo e i soggetti che potranno esserne beneficiari; l'impiego dei fondi di cui al citato articolo 1 della legge n. 69 del 2009 non e' stato portato all'approvazione del CIPE, attesa per il 6 novembre scorso, per ragioni riconducibili all'esigenza di avere disponibilita' adeguate per interventi straordinari volti a fronteggiare la crisi economica e finanziaria; recenti dichiarazioni del Ministro per lo sviluppo economico hanno fatto intendere che il Governo avrebbe stanziato dei fondi per la diffusione della banda larga in tutta Italia entro la fine dell'anno, all'interno della manovra di finanza pubblica per il 2010; le risorse da reperire nell'ambito della manovra di bilancio per il 2010 potrebbero rappresentare una leva per aumentare il livello di competitivita' del Paese, associando il loro impiego ad un piano ben definito e articolato di interventi ai quali le risorse medesime possano essere tempestivamente destinate; in particolare si dovrebbe tenere conto dell'esigenza di sviluppare moderne infrastrutture di nuova generazione, con un'alta capacita' di trasmissione, nelle aree che scontano un forte divario di connettivita' e che potrebbero beneficiare immediatamente del potenziale innovativo dei nuovi servizi che la banda larga renderebbe disponibili ai cittadini ed alle imprese; a tal fine dovrebbero essere prese in considerazione le aree caratterizzate da un'elevata concentrazione di piccole e medie imprese nelle quali si collocano i distretti industriali; i distretti industriali, infatti, essendo piu' esposti alla logica dei costi e della competitivita' internazionale, potrebbero sviluppare rapidamente una domanda di servizi innovativi che necessitano di reti di nuova generazione a banda «ultralarga», per contrastare l'erosione della propria competitivita' attraverso innovazioni di processo; nell'ambito del piano di sviluppo delle reti di nuova generazione dovrebbe pertanto essere considerato prioritario il reperimento di finanziamenti adeguati a permettere l'interconnessione - mediante un'infrastruttura di rete di nuova generazione - alle 100 mila piccole e medie imprese che si trovano in una situazione di emergenza infrastrutturale, essendo collocate in aree caratterizzate da broadband divide e per di piu' ad alta densita' di aziende; in ogni caso occorre che le risorse siano destinate ad interventi immediatamente «cantierabili», che possano in tempi rapidi produrre effetti di sviluppo; piu' in generale appare necessaria, nell'ambito del piano per lo sviluppo della banda larga, altresi', una programmazione temporale degli interventi in correlazione con le risorse effettivamente disponibili, impegna il Governo: a rendere immediatamente disponibili, mediante delibera del CIPE, gli 800 milioni di cui all'articolo 1 della legge 18 giugno 2009, n. 69 stanziati come contributo del Governo al superamento del digital divide, necessari all'avvio del piano di interventi per lo sviluppo della banda larga; a rendere effettive le procedure indicate nella legge di cui al punto 1), che individuano le modalita' di utilizzo del finanziamento nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria nonche' la parita' di accesso a tali infrastrutture da parte di tutti gli operatori cosi' come delineato dallo stesso articolo 1 della legge n. 69 del 2009; anche in relazione alla finalita' di assicurare il controllo sull'impiego delle risorse di cui al punto 1) per interventi infrastrutturali di interesse generale, ad adottare le opportune iniziative per definire un percorso procedurale che preveda il coinvolgimento del Parlamento; a definire un piano relativo allo sviluppo delle reti di telecomunicazione di nuova generazione (NGN) mediante la realizzazione di un'infrastruttura a livello nazionale che consenta agli utenti di accedere alla rete, permettendo cosi' al Paese di fronteggiare le sfide dell'innovazione; ad individuare le risorse necessarie per avviare la realizzazione del piano, mediante interventi immediatamente «cantierabili», e, contestualmente, a definire una programmazione finanziaria nel medio periodo correlata alle ulteriori fasi di implementazione del piano; a strutturare il piano in fasi che consentano un'efficace ridefinizione negli anni in funzione anche di significativi cambiamenti della pianificazione e della effettiva disponibilita' delle risorse e tale da permettere la scalabilita' della banda, vale a dire a supportare gli ulteriori sviluppi della banda, in modo da far fronte, nel medio e lungo periodo, alle crescenti esigenze di nuovi e piu' evoluti servizi nel settore dell'informatica e delle telecomunicazioni; ad assumere le appropriate iniziative necessarie ad assicurare il mantenimento in buono stato di funzionalita' e il potenziamento delle reti esistenti; nella definizione del piano relativo allo sviluppo delle reti di nuova generazione, a considerare come prioritaria la finalita' di assicurare un'adeguata capacita' di trasmissione ai distretti industriali che ancora scontano un forte divario di connettivita'. (7-00235) «Bergamini, Garofalo, Toto».
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