RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00161 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE ANDREA (FRATELLI D'ITALIA) in data 24/01/2019
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Atto Camera Risoluzione in commissione 7-00161 presentato da DELMASTRO DELLE VEDOVE Andrea testo presentato Giovedì 24 gennaio 2019 modificato Mercoledì 20 febbraio 2019, seduta n. 130 La III Commissione, premesso che: il 10 gennaio 2019, il dittatore comunista Nicolas Maduro ha assunto il secondo mandato presidenziale in Venezuela per un periodo di 6 anni, sino al 2025; la seconda elezione di Maduro è stata ampiamente contestata ed è ritenuta illegittima sia dalla comunità venezuelana che da quella internazionale; le contestazioni principali vertono sull'assenza di garanzie democratiche e sulla presenza di irregolarità nelle operazioni di voto svoltesi il 20 maggio 2018; il 20 dicembre 2018 il Gruppo di Lima, organizzazione formata da 14 nazioni americane (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Costa Rica, Guatemala, Guyana, Honduras, Messico, Panama, Paraguay, Perù e Santa Lucia), ha reso noto di non voler riconoscere i risultati delle ultime elezioni presidenziali in Venezuela e di non legittimare il nuovo mandato del presidente venezuelano. Tale decisione è stata ufficializzata nella riunione del 4 gennaio 2018, a sei giorni dal nuovo insediamento di Maduro a Caracas; l'Unione europea ha mutato il suo orientamento sul Venezuela, dimostrando, ad avviso del firmatario del presente atto, di anteporre gli interessi economici particolari al rispetto dei valori democratici e dei diritti umani; la posizione comunitaria inizialmente presa, ossia il non riconoscimento da parte dei ventotto Stati europei della nuova assemblea costituente poiché finalizzata ad esautorare il Parlamento nazionale, si è appiattita, sempre per il firmatario del presente atto, su quella magistralmente illustrata dal Ministro degli esteri della Spagna, Josep Borrel, ossia che l'Unione riconosce la legittimità del secondo mandato di Nicolas Maduro a partire dal 10 gennaio 2019, sebbene questo nuovo mandato poggi sulla base di elezioni che non si possono riconoscere; tale posizione, a giudizio del firmatario del presente atto schizofrenica, è stata confermata nella riunione del Consiglio degli «Affari esteri» dell'Unione europea dell'11 dicembre 2018. I Ministri degli esteri, infatti, hanno ribadito che il voto del 20 maggio 2018 e il suo risultato sono stati carenti di qualsiasi credibilità, poiché il processo elettorale non ha assicurato le necessarie garanzie per elezioni inclusive e democratiche; i responsabili della diplomazia comunitaria si sono accordati anche per definire un approccio comune dell'Unione europea in vista dell'inizio del secondo mandato del presidente Maduro; il gruppo di Fratelli d'Italia ha già espresso in sede parlamentare la necessità di non riconoscere l'esito delle elezioni presidenziali; a ciò si aggiunga che l'8 febbraio 2018, secondo quanto dichiarato in una nota dal procuratore capo Fatou Bensouda, la Corte penale internazionale ha annunciato l'apertura dell'esame preliminare sulla denuncia nei confronti del Venezuela, sulla base delle evidenze ricevute tramite la procedura prevista dall'articolo 15 dello statuto di Roma della corte penale internazionale; l'analisi preliminare della situazione in Venezuela, secondo quanto dichiarato dal procuratore capo Fatou Bensouda, mira a fare chiarezza sui crimini commessi nel corso delle manifestazioni anti-regime. In particolare, le forze di sicurezza sono state accusate di aver usato frequentemente ed eccessivamente la forza per disperdere i manifestanti e sopprimere il dissenso; migliaia di persone sarebbero state arrestate, perché parte o sospettate di far parte dell'opposizione; numerosi arrestati sono stati sottoposti ad abusi e violenze durante la detenzione e alcuni, addirittura, infortunati o uccisi; il 27 settembre 2018, la Corte penale internazionale ha ricevuto anche una segnalazione contro il Venezuela ai sensi dell'articolo 14 dello statuto di Roma da parte di Argentina, Canada, Cile, Colombia, Paraguay e Perù per i crimini contro l'umanità commessi dal regime del dittatore comunista Nicolas Maduro; i presidenti Mauricio Macri (Argentina), Sebastiàn Pinera (Cile), Ivan Duque (Colombia), Mario Abdo Benitez (Paraguay), Martin Vizcarra (Perù) e il primo ministro Justin Trudeau (Canada) hanno firmato una segnalazione affinché la Corte indaghi sui crimini contro l'umanità commessi in Venezuela dal 12 febbraio 2014; il passo compiuto da Argentina, Canada, Cile, Colombia, Paraguay e Perù non ha precedenti: uno Stato non era mai stato denunciato da un altro Stato davanti alla Corte de L'Aia; la corte penale internazionale ha giurisdizione su genocidi, crimini contro l'umanità e crimini di guerra eventualmente commessi sul territorio degli Stati aderenti a partire dalla data di entrata in vigore dello Statuto nel Paese, il 1° luglio 2002 nel caso del Venezuela; ad aggravare la situazione, in data 21 gennaio 2019 il Tribunale supremo di giustizia ha gravemente dichiarato nulli tutti gli atti dell'Assemblea nazionale e del Presidente Juan Guaidò; l'elezione dell'Assemblea nazionale e di Juan Guaidò si è svolta correttamente e senza contestazioni da parte della comunità internazionale e costituisce un unico contrappeso alla dittatura di Maduro; nella giornata del 23 gennaio 2019, a seguito di imponenti manifestazioni di piazza del popolo venezuelano, Juan Guaidò si è proclamato «Presidente ad interim » annunciando nuove e finalmente libere elezioni; gli Stati Uniti d'America, il Brasile, l'Argentina, il Cile, la Colombia, il Costa Rica, il Paraguay, il Perù e il Canada hanno già riconosciuto, al fine di concludere la transizione della feroce dittatura di Maduro, il leader Guaidò quale Presidente del Venezuela, impegna il Governo a riconoscere ufficialmente il Presidente Juan Guaidò quale legittimo Presidente ad interim del Venezuela per facilitare la transizione dal feroce regime di Maduro ad una compiuta democrazia. (7-00161) « Delmastro Delle Vedove ».
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