RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00270 presentata da RAMPELLI FABIO (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE) in data 12/10/2016
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Atto Camera Risoluzione in Assemblea 6-00270 presentato da RAMPELLI Fabio testo di Mercoledì 12 ottobre 2016, seduta n. 691 La Camera, premesso che: all'ordine del giorno del prossimo Consiglio europeo ci sono il tema della migrazione, il futuro della politica commerciale dell'Unione e un dibattito sulle relazioni con la Russia; l'attenzione dedicata dalla politica europea alla nostra Nazione con specifico riferimento alla questione dei migranti irregolari si è dimostrata e si dimostra del tutto insufficiente, visto che nulla è stato intrapreso né per contrastare la rotta che porta i clandestini in Italia partendo dalla costa libica, né per affrontare i ricollocamenti dei migranti economici; secondo i programmi dell'Unione, quest'anno avrebbe dovuto segnare la svolta nelle politiche migratorie europee proprio attraverso il piano dei ricollocamenti, arrivando finalmente ad alleggerire anche la pressione migratoria che pesa sull'Italia, ma che sta miseramente fallendo nel segno di un «egoismo» delle singole Nazioni, assai lontano dal principio del burden sharing che dovrebbe invece, rappresentare uno dei capisaldi della politica comunitaria; se a questo si aggiungono la mancata revisione del regolamento di Dublino III e, quindi, la permanenza in capo al Paese di primo approdo della responsabilità dei migranti ivi pervenuti, e la sospensione dell'accordo di Schengen messa in atto da alcuni Stati membri, appare evidente come l'Italia sia ancora sola rispetto alle problematiche derivanti dall'afflusso dei migranti; in ambito nazionale il sistema dell'accoglienza, trasformato ormai più in un business che in un efficiente meccanismo per selezionare le persone degne di divenire titolari di misure di protezione internazionale, è travolto da scandali, inefficienze e disservizi, dei quali il Centro per richiedenti asilo, del quale quest'Aula si è recentemente occupata, è solo uno degli esempi; le normative vigenti in materia di concessione di protezione internazionale e le strutture preposte non riescono a garantire un tempestivo esame delle domande presentate, facendo sì che i soggetti richiedenti siano costretti ad aspettare in media un anno per ricevere una risposta, salvo poi presentare ricorso, con tutto quello che ne consegue in termini di costi per la collettività, sia monetari che sociali; in Italia continua a non funzionare il sistema di identificazione dei migranti irregolari che sbarcano sulle nostre coste, elemento che continua a rendere l'Italia un Paese privilegiato di approdo per i clandestini, e che ci ha già esposto a dure critiche in ambito europeo; tantomeno funzionano le espulsioni, problema che continua ad acuirsi a causa della oramai cronica assenza di risorse sul Fondo rimpatri dopo che lo stesso è stato completamente prosciugato nel 2013 per destinare le sue disponibilità proprio all'accoglienza dei migranti, e che il Governo si è sin qui guardato bene dal rifinanziare; sotto un diverso profilo, alcun risultato, altresì, si sta registrando nella lotta al traffico degli esseri umani, allo sfruttamento e alle violenze cui si trovano esposti i migranti nei loro viaggi verso l'Europa e che troppo spesso colpiscono i soggetti più vulnerabili come donne e bambini; nulla è stato fatto neanche per potenziare i confini esterni dell'Unione e la loro difesa, né rispetto a misure di politica estera, di cooperazione e di internazionalizzazione nei confronti degli Stati interessati da una più o meno massiccia pressione migratoria verso l'Unione; numerosi Stati membri dell'Unione hanno approntato delle liste di Paesi sicuri, al fine di poter operare una prima selezione semplicemente e tempestivamente sulla base della Nazione di provenienza del richiedente la misura di protezione internazionale; per quanto attiene alla politica commerciale occorre rilevare la necessità di un impegno convinto e concreto dell'Unione nella tutela delle produzioni nazionali, e l'attenzione che deve essere riservata al rispetto delle normative comunitarie, sia per quanto attiene la produzione che la commercializzazione dei beni, la difesa dei marchi di qualità e la tutela delle eccellenze dei singoli comparti produttivi nazionali; in questo quadro lo stop imposto ai negoziati con gli Stati Uniti per l'accordo di partenariato economico-finanziario denominato «Transatlantic trade and investment partnership» (TTIP) sembra finalmente accogliere le critiche più volte espresse anche in ambito parlamentare rispetto ai suoi contenuti; l'accordo, infatti, attraverso la consistente riduzione delle barriere non tariffarie avrebbe potuto danneggiare gravemente le economie degli Stati membri, che si sarebbero trovati, di fatto, esposti a una concorrenza sleale da parte dei prodotti provenienti da produzioni statunitensi; lo stesso accordo, inoltre, palesa il rischio che la ricerca di un'armonizzazione delle normative e un abbattimento delle regolamentazioni tra le due aree possano portare ad un appiattimento dei più rigidi regolamenti europei ai livelli di quelli statunitensi; per quanto attiene alla discussione sulla Russia essa va contestualizzata nell'ottica della imminente decisione in merito alla eventuale proroga delle sanzioni imposte dall'Unione a questo Paese e dei più recenti sviluppi di politica internazionale, che hanno visto un ruolo attivo della Russia in alcuni scenari di conflitto; l'embargo disposto dalla Russia in risposta alle sanzioni su svariate tipologie di prodotti agroalimentari provenienti dall'Unione europea sta danneggiando gravemente il mercato delle esportazioni italiano, il cui volume commerciale con tale Paese è a dir poco crollato in seguito all'adozione di queste misure, con una perdita che si attesta annualmente su alcune centinaia di milioni di euro; in merito, il mondo produttivo italiano, e in particolar modo le associazioni dei produttori del comparto agroalimentare, hanno lanciato ripetuti appelli chiedendo la fine delle sanzioni e denunciando anche come l'indebolimento della struttura della rete commerciale e della distribuzione stia causando la chiusura di aziende e la perdita di posti di lavoro, impegna il Governo: 1) ad assumere iniziative volte alla revisione delle normative in materia di concessione di misure di protezione internazionale, al fine di assicurare un esame delle domande in tempi brevi e prefissati, prevedendo speciali misure per garantire la protezione dei migranti donne e bambini, e ad operare nel senso di un progressivo smantellamento dei Centri per richiedenti asilo siti sul nostro territorio nazionale; 2) in tale ambito ad assumere iniziative affinché siano eliminate le possibilità di ricorrere avverso il provvedimento di diniego della protezione, strumento che si è rivelato inadeguato a garantire una rapida conclusione dei relativi procedimenti, e la previsione della protezione umanitaria, concessa unicamente dall'Italia e che incoraggia un afflusso massiccio di migranti irregolari nel nostro Paese; 3) ad assumere iniziative per definire in tempi rapidi una lista di Paesi sicuri, che permetta di velocizzare le procedure di richiesta di protezione internazionale attraverso una prima selezione da effettuarsi proprio sulla base del Paese di provenienza del richiedente; 4) ad adottare iniziative per migliorare la funzionalità e potenziare il sistema dei rimpatri, a tal fine rifinanziando il Fondo rimpatri, e procedendo alle espulsioni in tutti quei casi in cui le stesse siano previste a livello legislativo e regolamentare, ad apportare le opportune modifiche normative per garantire l'allontanamento dal territorio italiano dei soggetti colti in flagranza di reato e processati per direttissima; 5) a sollecitare la revisione del Regolamento di Dublino e a favorire la riforma dei meccanismi di gestione del fenomeno migratorio in ambito europeo, affinché la stessa sia affrontata secondo il principio del barden sharing ; 6) ad assumere iniziative per implementare le procedure volte alla identificazione dei soggetti che giungono sul nostro territorio nazionale attraverso la registrazione e il rilevamento delle impronte digitali in maniera sistematica e completa, adottando misure per poter allontanare dal territorio nazionale quei soggetti che si rifiutino di farsi identificare; 7) a proseguire nell'azione volta a realizzare accordi con le autorità libiche che possano ridurre considerevolmente le partenze di migranti dalle coste di quel Paese; 8) a sollecitare l'adozione di misure in ambito europeo volte al potenziamento dei controlli alle frontiere esterne dell'Unione anche attraverso la creazione di una apposita forza di sicurezza; 9) a sostenere la revisione dei contenuti del Transatlantic trade and investment partnership nel senso di una maggiore tutela delle nostre produzioni nazionali e dei consumatori; 10) a farsi promotore di una iniziativa finalizzata alla revoca immediata delle sanzioni imposte dall'Unione europea alla Russia e ad operare per il pieno rilancio delle sue relazioni commerciali con l'Italia, e a sostenere l'attività diplomatica volta ad integrare la Russia nell'azione internazionale dell'Unione europea. (6-00270) « Rampelli , Cirielli , La Russa , Maietta , Giorgia Meloni , Nastri , Petrenga , Rizzetto , Taglialatela , Totaro ».
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RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00270 presentata da RAMPELLI FABIO (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE) in data 12/10/2016
Camera dei Deputati
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RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA 6/00270 presentata da RAMPELLI FABIO (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE) in data 12/10/2016
RISOLUZIONE IN ASSEMBLEA
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LA RUSSA IGNAZIO (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
CIRIELLI EDMONDO (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
NASTRI GAETANO (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
MELONI GIORGIA (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
TAGLIALATELA MARCELLO (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
TOTARO ACHILLE (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
MAIETTA PASQUALE (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
PETRENGA GIOVANNA (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
RIZZETTO WALTER (FRATELLI D'ITALIA-ALLEANZA NAZIONALE)
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