INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/10150 presentata da CAPEZZONE DANIELE (MISTO-CONSERVATORI E RIFORMISTI) in data 20/12/2016

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Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-10150 presentato da CAPEZZONE Daniele testo di Martedì 20 dicembre 2016, seduta n. 716 CAPEZZONE . — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro dell'economia e delle finanze . — Per sapere – premesso che: nei giorni scorsi il Financial Times di Londra (ripreso da taluni organi di stampa italiani) ha reso nota la notizia secondo cui il dipartimento dei servizi finanziari dello Stato di New York ha disposto una consistente multa nei confronti di Intesa Sanpaolo per violazione della normativa sul « money laundering » a proposito di « transactions involving Iran ». In particolare, le autorità newyorkesi hanno inflitto una sanzione di 235 milioni di dollari a Intesa Sanpaolo per aver «aggirato controlli antiriciclaggio per un decennio» in alcune transazioni con clienti iraniani, in violazione delle sanzioni Usa; l'attenzione degli inquirenti sarebbe stata destata dalla «gestione di numerose transazioni sospette che coinvolgono società di comodo attraverso la filiale di New York». Intesa Sanpaolo avrebbe anche «deliberatamente nascosto informazioni ai regolatori bancari»; dall'indagine è emerso che tra il 2002 e il 2006, Intesa ha usato metodi e pratiche opache per condurre più di 2.700 transazioni di clearing in dollari americani per un ammontare di oltre 11 miliardi, per conto di clienti iraniani e altre entità potenzialmente soggette a sanzioni economiche statunitensi; in aggiunta, l'istituto avrebbe istruito i dipendenti a gestire operazioni riguardanti l'Iran in modo da non poter essere collegati a soggetti sotto sanzioni, nascondendo in modo deliberato informazioni agli ispettori; in una nota, l'istituto bancario ha spiegato che la multa è frutto di un accordo in via definitiva con le autorità di New York che mette fine a un procedimento di vigilanza avviato nel 2007–: se il Governo sia a conoscenza di questa e di analoghe attività di gruppi bancari italiani, in particolare rispetto all'Iran, che possano esporre i soggetti coinvolti ad analoghe sanzioni; se siano in corso, o siano state svolte, verifiche, per quanto di competenza, al fine di escludere che prima del gennaio 2016, vigenti le sanzioni alla Repubblica islamica dell'Iran, anche sul territorio italiano siano state poste in essere azioni volte ad aggirare i divieti internazionali; se il Governo non ritenga di dover porre fine alla campagna politica che, ad avviso dell'interrogante, ha indotto il precedente Esecutivo a incoraggiare operazioni commerciali con Teheran, pur in presenza di forti rischi «politici» e «geopolitici», e in particolare a esporre soggetti italiani a sanzioni e conseguenze giuridiche rilevanti. (5-10150)
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