INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/07826 presentata da DI VITA GIULIA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 17/02/2016

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-07826 presentato da DI VITA Giulia testo di Mercoledì 17 febbraio 2016, seduta n. 571 DI VITA , GRILLO , SILVIA GIORDANO , MANTERO , LOREFICE , BARONI , COLONNESE e DALL'OSSO . — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali . — Per sapere – premesso che: in Italia esistono ancora molte strutture che accolgono le persone con disabilità, attraverso le quali, almeno sulla carta, dovrebbero essere erogate prestazioni socio-sanitarie, riabilitative ed educative; invero la realtà dei fatti è spesso ben altra, come è emerso da alcuni recenti avvenimenti di cronaca, succedutisi peraltro nell'arco di pochissimi giorni; da ultimo il 15 febbraio 2016 è assurto agli onori della cronaca il caso dei 14 operatori impiegati presso l'Aias di Decimomannu (Cagliari), che sono stati sospesi per sei mesi dal pubblico servizio dopo che la registrazione delle telecamere di immagini inequivocabili di violenze perpetrate a danno di alcune persone con disabilità. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari, iniziate nel 2014, i 14 operatori avrebbero maltrattato alcuni ospiti, tutti adulti, della struttura sanitaria dove si trovano a causa delle loro gravi condizioni di disabilità psicofisiche. Tra le accuse, oltre ai maltrattamenti, percosse, lesioni personali e omissione di referto; quello descritto purtroppo non costituisce un singolo caso isolato, ma si inserisce a pieno titolo nel quadro di un fenomeno invero più diffuso di quanto si riesca a immaginare, dovuto in particolare alla pressoché generalizzata assenza di controlli in tale settore. Realtà tristemente simili emergono infatti sempre più di frequente dalle cronache giornalistiche, basti pensare ai casi recenti di Licata in provincia di Agrigento del 18 gennaio e di Grottaferrata in provincia di Roma dell'8 febbraio 2016; con la legge 3 marzo 2009, n.18, il Parlamento ha autorizzato la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità e del relativo protocollo opzionale, sottoscritta dall'Italia il 30 marzo 2007. Scopo della Convenzione, è quello di promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed uguale godimento di tutti i diritti e di tutte le libertà da parte delle persone con disabilità, e in particolare gli articoli 12, 14, 15, 16 e 33 garantiscono loro la capacità giuridica e la piena tutela dell'integrità psicofisica; inoltre, l'articolo 14 della legge 8 novembre 2000, n.328 «Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali», stabilisce che i comuni devono predispone su richiesta dell'interessato un progetto individuale per realizzare la piena integrazione delle persone disabili nell'ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell'istruzione scolastica o professionale e del lavoro, che punta ad una visione in chiave unitaria dei bisogni della persona con disabilità, riconducibile al concetto di adattamento ragionevole, espresso dagli articoli 19 e 25 della citata Convenzione per i diritti umani per la persona disabile nonché al modello bio-psico-sociale dell'ICF (« International Classification of Functioning »), pubblicato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) nel marzo 2002; questo è quanto dovrebbe fare il progetto di vita individuale, realizzato secondo l'articolo 14 della legge 328 del 2000, ma ancor oggi pressoché disatteso in sede di attuazione a livello locale; in tale ottica il Parlamento ha il compito e il dovere di promuovere ed elaborare proposte di modifica della normativa esistente, volte a rimuovere ogni situazione segregante e di istituzionalizzazione delle persone con disabilità a favore di soluzione abitative che realizzino il diritto alla vita indipendente e alla permanenza e inclusione della persona con disabilità nella propria comunità di origine e, dove possibile, nella propria abitazione, come peraltro indicato nell'articolo 19 della convezione ONU; in tal senso stupisce dover segnalare, non senza preoccupazione, come il Governo non abbia preso in considerazione la possibilità di assumere iniziative normative atte a fronteggiare l'aspetto specifico sin qui descritto e denunciato, relativo alla carenza di controlli mirati nei confronti di soggetti giuridici, quali ad esempio le società e le cooperative sociali, che svolgono servizi di interesse pubblico per conto dell'ente locale di riferimento, nonché a prevedere l'istituzione di un’ authority indipendente che possa determinare un controllo più efficace nei confronti delle numerose cooperative che si occupano di settori tanto delicati–: quali iniziative di competenza il Ministro interrogato abbia posto in essere per dare concreta attuazione alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, in particolare agli articoli 12, 14, 15, 16 e 33 e al modello di servizi incentrato sul progetto individuale della persona con disabilità di cui all'articolo 14 della legge 328 del 2000 collegato agli articoli 19 e 25 della stessa Convenzione, in particolare al fine di limitare sin dalla radice il rischio di istituzionalizzazione e che situazioni gravissime e drammatiche analoghe a quelle in premessa citate si verifichino nuovamente (5-07826)
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BARONI MASSIMO ENRICO (MOVIMENTO 5 STELLE) 
COLONNESE VEGA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
DALL'OSSO MATTEO (MOVIMENTO 5 STELLE) 
GIORDANO SILVIA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
GRILLO GIULIA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
LOREFICE MARIALUCIA (MOVIMENTO 5 STELLE) 
MANTERO MATTEO (MOVIMENTO 5 STELLE) 
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