INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05348 presentata da PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 17/02/2021
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Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-05348 presentato da PEZZOPANE Stefania testo di Mercoledì 17 febbraio 2021, seduta n. 458 PEZZOPANE , BOLDRINI , CENNI , SERRACCHIANI , CARNEVALI , BRUNO BOSSIO , LORENZIN , ROTTA , QUARTAPELLE PROCOPIO , BERLINGHIERI , NARDI , CARLA CANTONE , MURA , GRIBAUDO , BRAGA , CIAMPI , PICCOLI NARDELLI , SCHIRÒ , MADIA , POLLASTRINI e CANTINI . — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: Sabrina Prioli è una cooperante italiana, vittima di una feroce aggressione in Sud Sudan, mentre lavorava per Usaid l'agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale; nel luglio del 2016, quando nel Paese scoppio la guerra civile, la cooperante era allocata in un compound di una compagnia inglese la cui sicurezza era stata certificata dalle Nazioni Unite; ma che tuttavia, è stato poi assaltato facilmente; allo scoppio del conflitto, non è stato assicurato alcun corridoio umanitario ai cooperanti presenti nel suddetto compound , che sono rimasti isolati fisicamente, seppur in contatto continuo con gli organi preposti alla loro sicurezza, l'ambasciata americana e la Farnesina, che li rassicuravano, ma non provvedevano a trasferirli altrove; al quarto giorno di isolamento, i soldati governativi sono entrati nel compound facendo razzia di ciò e di chi trovavano. Dal triste racconto di Sabrina, si sa che gli uomini sono stati liberati, mentre molte donne, invece, sono state vittima di violenza sessuale e percosse. La stessa Sabrina purtroppo, è stata violentata da 5 uomini e selvaggiamente percossa e tentata di soffocare con il Ddt; nonostante tutto, per fortuna, Sabrina si è salvata, e con coraggio ha denunciato quanto accadutole, collegandosi al processo civile in Sud Sudan intentato dalla società inglese proprietaria del compound per ottenere un risarcimento. Difatti, nessuna delle organizzazioni per cui lavoravano i cooperanti aveva denunciato i crimini di cui erano rimaste vittima. Ma Sabrina con tenacia ha preteso di poter testimoniare davanti la corte marziale per il caso della violenza sessuale, seppur in Sud Sudan, l'attenzione e la tutela ai diritti umani siano minimi; in questa circostanza, Sabrina ha ottenuto appoggio logistico dall'ambasciata italiana in Etiopia e protezione dell'ambasciata americana; nel frattempo, anche l'Fbi aveva aperto una inchiesta sui mandanti di quell'attacco al compound , diventando così la «testimone numero 1» del processo contro 12 soldati governativi, ma, non ha ricevuto comunque alcuna assistenza legale; il 6 settembre 2018, la corte marziale sudsudanese ha condannato due soldati all'ergastolo, altri otto a pene dai 7 ai 14 anni di carcere, mentre con sorpresa e rammarico, la società inglese proprietaria del compound ha ottenuto 2.5 milioni di dollari di risarcimento, e solo 4 mila dollari «forfettari» alle vittime tra i cooperanti. Inoltre, non è stato possibile fare appello alla sentenza, perché la Corte militare del Sud Sudan ha dichiarato che il file del processo è andato distrutto; Sabrina Prioli ha dichiarato di non aver ricevuto nessun supporto né dalle istituzioni americane per cui lavorava, né dalla Farnesina durante questi lunghi anni; il Sud Sudan è uno dei Paesi considerato dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione italiana «ad azione prioritaria». La cooperazione italiana è presente da diversi anni nel Paese con progetti nel settore sanitario ed educativo. Una tradizionale presenza è inoltre assicurata dal settore non governativo, particolarmente attivo nel sostegno agli ospedali. L'Italia ha svolto un ruolo di stabilizzazione importante nel processo di pace tra Sudan e Sud Sudan e la presenza della cooperazione italiana è particolarmente apprezzata, in considerazione della linea politica moderata e promotrice del dialogo che ha mantenuto negli anni –: quali informazioni abbia il Governo italiano in merito alla vicenda di cui sopra e quali iniziative di competenza intenda intraprendere nelle relazioni bilaterali con il Sud Sudan per garantire alla nostra concittadina italiana la tutela dei propri diritti, considerando che sarebbe auspicabile la celebrazione del processo di appello ed una più congrua azione risarcitoria; quali iniziative di competenza intenda perseguire, inoltre, il Governo per assicurare in generale in Sud Sudan un più stringente rispetto dei diritti umani, anche attraverso i progetti che vedono fortemente impegnata nel Paese la cooperazione italiana. (5-05348)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05348 presentata da PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 17/02/2021
Camera dei Deputati
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20210317
20210217
20210217-20210317
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05348 presentata da PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 17/02/2021
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
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BRAGA CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO)
CENNI SUSANNA (PARTITO DEMOCRATICO)
MADIA MARIA ANNA (PARTITO DEMOCRATICO)
POLLASTRINI BARBARA (PARTITO DEMOCRATICO)
BERLINGHIERI MARINA (PARTITO DEMOCRATICO)
BRUNO BOSSIO VINCENZA (PARTITO DEMOCRATICO)
CANTINI LAURA (PARTITO DEMOCRATICO)
CARNEVALI ELENA (PARTITO DEMOCRATICO)
GRIBAUDO CHIARA (PARTITO DEMOCRATICO)
MURA ROMINA (PARTITO DEMOCRATICO)
PICCOLI NARDELLI FLAVIA (PARTITO DEMOCRATICO)
QUARTAPELLE PROCOPIO LIA (PARTITO DEMOCRATICO)
ROTTA ALESSIA (PARTITO DEMOCRATICO)
NARDI MARTINA (PARTITO DEMOCRATICO)
SERRACCHIANI DEBORA (PARTITO DEMOCRATICO)
CIAMPI LUCIA (PARTITO DEMOCRATICO)
CANTONE CARLA (PARTITO DEMOCRATICO)
SCHIRO' ANGELA (PARTITO DEMOCRATICO)
LORENZIN BEATRICE (PARTITO DEMOCRATICO)
BOLDRINI LAURA (PARTITO DEMOCRATICO)
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5/05348
PEZZOPANE STEFANIA (PARTITO DEMOCRATICO)
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