INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/05178 presentata da BARETTA PIER PAOLO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110726

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-05178 presentata da PIER PAOLO BARETTA martedi' 26 luglio 2011, seduta n.507 BARETTA e RUBINATO. - Al Ministro dell'economia e delle finanze. - Per sapere - premesso che: in questi mesi la situazione finanziaria delle scuole dell'infanzia paritarie in Italia e, in particolare, in Veneto (dove accolgono quasi 95.000 bambini, pari al 68 per cento della popolazione scolastica dai 3 ai 6 anni) si e' sempre piu' aggravata a causa del progressivo venir meno dell'ammontare dei contributi ad esse destinati dallo Stato e dalle regioni, oltre che del grave e crescente ritardo con cui tali risorse vengono erogate; il Parlamento con la legge di stabilita' 2011 ha reintegrato parzialmente, con uno stanziamento di 245 milioni di euro, il taglio di 258 milioni di euro previsto dal Governo (pari al 47,86 per cento) rispetto allo stanziamento previsto a bilancio nell'anno 2010 (539 milioni) per le scuole paritarie; con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 18 maggio 2011, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 153 del 4 luglio 2011, sono state ripartite le risorse finanziarie previste dall'articolo 1, comma 40, della predetta legge n. 220 del 2010. Quest'ultimo, incrementando la dotazione del fondo per le esigenze urgenti e indifferibili (istituito dall'articolo 7-quinquies del decreto-legge n. 5 del 2009) di 924 milioni di euro per il 2011, ha stabilito che una quota delle risorse indicate, pari a 874 milioni di euro, e' ripartita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri tra le finalita' indicate nell'elenco 1 allegato alla medesima legge n. 220 del 2010: tra tali finalita', e' inserito il sostegno alle scuole non statali per 245 milioni di euro; nella legge di bilancio 2011 (legge n. 221 del 2010), il programma 1.9 istituzioni scolastiche non statali ha stanziamenti in conto competenza pari a 281,2 milioni di euro, quasi interamente allocati sul cap. 1477 (280,8 milioni); rispondendo il 18 maggio 2011 all'interpellanza urgente 2-01081, il rappresentante del Governo ha evidenziato che sul predetto capitolo 1477 e' stato operato un accantonamento di 28,9 milioni di euro ai sensi dell'articolo 1, comma 13, della legge n. 220 del 2010 (si tratta, in sostanza, degli accantonamenti cautelativi collegati agli eventuali mancati introiti dall'asta relativa alle frequenze). Considerando i 245 milioni di euro previsti dall'articolo 1, comma 40, della stessa legge, ha evidenziato: «Conclusivamente, per il 2011 saranno attribuiti alle istituzioni scolastiche non statali euro 496,9 milioni»; successivamente, rispondendo il 5 luglio 2011 all'interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01732, il rappresentante del Governo ha evidenziato: «Con riferimento al citato stanziamento di oltre 251 milioni il Ministero dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca ha assegnato parte di esso agli uffici scolastici regionali, con proprio decreto, per il periodo gennaio-agosto 2011. La somma residua, pari a 83 milioni 958 mila euro, sara' ripartita tra gli uffici scolastici regionali per i mesi settembre-dicembre 2011»; le risorse attualmente stanziate a bilancio dello Stato nel medesimo capitolo destinate alle istituzioni scolastiche non statali per gli anni 2012 e 2013 sono pari ad euro 280,8 milioni per ciascun anno; anche le risorse stanziate dalla regione Veneto appaiono inadeguate: il contributo a queste scuole e' bloccato da tempo a 15 euro al mese per bambino; non e' stato piu' erogato a partire dall'anno 2010 il contributo per le spese di trasporto; ne' sono sufficienti le risorse attualmente stanziate per il contributo alla spesa del personale di sostegno per i bambini diversamente disabili; e' stato tagliato del 17 per cento il contributo per il funzionamento dei nidi; le amministrazioni comunali del Veneto da sempre sono impegnate per garantire la continuita' dell'erogazione alle scuole dell'infanzia paritarie sul territorio con il versamento di un cospicuo contributo annuale (indicato dalla Fism in una media regionale di euro 360 a bambino); la predetta consistente riduzione contributi statali, ma anche regionali, in concomitanza con la difficolta' dei comuni di mantenere gli equilibri di bilancio, a causa dei sempre piu' pesanti vincoli del patto di stabilita' e dei tagli dei trasferimenti imposti dalle manovre finanziarie dell'attuale Governo, fa si' che gli enti locali non sono in grado di supplire ai tagli di risorse operati a carico di queste scuole a livello governativo. Cio' comporta inevitabilmente, in un momento di grave crisi economica generale, che, in assenza di adeguata copertura dei costi, molte scuole d'infanzia paritarie potrebbero essere costrette ad applicare un pesante aumento delle rette a carico delle famiglie (che gia' coprono con le rette circa il 60 per cento del costo di gestione del servizio), o, in alternativa, per non venire meno alla funzione sociale da sempre svolta, a sospendere questo servizio fondamentale; con l'eventuale chiusura di queste scuole si sarebbe in Veneto, ma non solo, di fronte ad una grave emergenza educativa, sociale ed occupazionale -: se non ritenga di assumere iniziative volte a provvedere con urgenza, precisandone con certezza tempi ed importi, all'erogazione del saldo delle risorse spettanti a favore delle scuole dell'infanzia paritarie per l'anno scolastico 2009-2010 e per l'anno scolastico 2010-2011, gia' terminato, ripartendo risorse tra le regioni prioritariamente in proporzione al numero dei bambini che nelle diverse regioni frequentano tali scuole, nonche' all'integrale reintegro dell'entita' delle risorse a favore delle scuole paritarie almeno nella misura gia' stanziata nel 2010 sia per l'anno in corso che per quelli seguenti, prevedendo, altresi', che, a decorrere dal corrente anno, i contributi erogati dalle regioni e dai comuni per il funzionamento delle scuole d'infanzia paritarie non siano computati ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilita' interno nell'ambito delle regioni in cui tali scuole rappresentino oltre il 50 per cento dell'offerta formativa delle scuole dell'infanzia. (5-05178)
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