INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03828 presentata da BINETTI PAOLA (PER L'ITALIA) in data 21/10/2014

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Atto Camera Interrogazione a risposta in commissione 5-03828 presentato da BINETTI Paola testo di Martedì 21 ottobre 2014, seduta n. 314 BINETTI . — Al Ministro della salute, al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che: l'articolo 1 della legge 29 ottobre 2005 n.229, ed il successivo decreto ministeriale 2 ottobre 2009, n.163, contengono le procedure finalizzate al riconoscimento e alla successiva corresponsione dell'indennizzo ai soggetti affetti da sindrome da talidomide; si devono purtroppo registrare alcune erronee valutazioni delle richieste effettuate da alcuni soggetti che avrebbero avuto pieno diritto a veder accolte subito le loro richieste dalle rispettive commissioni medico-ospedaliere; alcune persone che hanno effettuato la visita non sono state riconosciute come soggetti danneggiati, perché colpite «solo» monolateralmente; una circolare del Ministero della salute datata 29 luglio 2010, basata su un parere dell'Istituto superiore di sanità del 1 o luglio 2010 chiariva che la focomelia da talidomide era sempre bilaterale, mentre il 24 settembre 2010 il Ministero della difesa – dipartimento sanità – ha emesso una propria circolare inviata alle commissioni medico ospedaliere con delle linee guida concernenti l'indennizzo a favore dei soggetti affetti da sindrome da talidomide in cui non si tiene conto della bilateralità e si restringono a 3 le condizioni per cui essere/non essere riconosciuti come soggetti colpiti da talidomide; nella stessa circolare il Ministero della difesa invitava le proprie commissioni medico-ospedaliere a richiamare chi era già stato visitato e trattato con criteri diversi, ma la maggior parte dei soggetti interessati non sono stati richiamati per controllo; a quanto risulta all'interrogante, in alcuni casi i referti radiografici non sarebbero stati interpretati correttamente e, rifacendosi alla circolare del Ministero della salute del 29 luglio 2010, basata sul parere dell'Istituto superiore di sanità del 1 o luglio 2010, si sarebbe ritenuto che la patologia in questione non fosse compatibile con l'assunzione della talidomide, perché interessava solo la porzione distale degli arti inferiori, mentre un semplice esame obiettivo avrebbe facilmente dimostrato il contrario; in altri casi, il Ministero della salute non ha ritenuto di effettuare rettifiche rispetto ad una prima notifica negativa, in quanto il procedimento instaurato con la prima domanda era già concluso; sempre a quanto consta all'interrogante, un altro soggetto non avrebbe avuto il riconoscimento della sindrome da talidomide, perché, sul certificato rilasciato dalla Commissione invalidi civili della propria ASL vi era scritto che era affetto da «disformismo congenito degli arti superiori» e la commissione medico-ospedaliera competente, facendosi fuorviare da quanto scritto su tale certificato, non sarebbe stata in grado di riconoscere un soggetto chiaramente e visibilmente colpito da ectromelia o meglio, da focomelia bilaterale; in tutta Italia sono state presentate circa 250/300 richieste di indennizzo ed è chiaramente documentabile che i soggetti esclusi avessero le medesime certificazioni sanitarie di numerosi altri soggetti che hanno già ottenuto da altre commissioni medico-ospedaliere il riconoscimento della sindrome da talidomide; il punto centrale è che nei casi citati le commissioni medico-ospedaliere competenti hanno compiuto errori di valutazione e, a giudizio dell'interrogante, disatteso le direttive impartite con le circolari del 24 settembre 2011 e del 28 febbraio 2011 dal proprio comando logistico; di fatto con una sorta di cortocircuito burocratico le persone escluse non possono presentare una seconda domanda perché nel loro caso non è stata acquisita nuova documentazione da presentare; sarebbe opportuna, invece, una revisione delle iniziali valutazioni errate, che hanno condizionato tutto l’ iter successivo delle richieste–: quali soluzioni si intendano attuare per offrire soluzioni idonee a persone che hanno il diritto di veder riconosciuti i propri diritti in tempi ragionevoli, considerando la gravità delle conseguenze scaturite dall'errore iniziale di cui sono stati doppiamente vittime i soggetti interessati, prima perché colpiti dalla talidomide e poi perché incorsi in una iniziale valutazione erronea. (5-03828)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 
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