INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/03575 presentata da MONAI CARLO (ITALIA DEI VALORI) in data 20101013

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Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-03575 presentata da CARLO MONAI mercoledi' 13 ottobre 2010, seduta n.382 MONAI. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che: il 2 febbraio 1992 l'ex colonnello dell'Aeronautica militare italiana, Sandro Marcucci, rimase vittima di un strano «incidente aereo», mentre era in missione di avvistamento incendi per la regione Toscana; all'epoca e' stata aperta un'inchiesta sull'incidente che, chiusa molto rapidamente, concludeva che le cause dell'accaduto erano da attribuirsi al forte vento e al fatto che il velivolo si trovava, senza poterlo fare, a una quota inferiore ai 500 piedi; da documentazione fotografica sembra, pero', che l'incendio del velivolo pilotato da Marcucci non sia scoppiato al momento dell'impatto a terra, ma quando il velivolo si trovava ancora in volo, tanto che l'albero accanto alla testa di Marcucci, che aveva il corpo completamente carbonizzato, non e' stato minimamente toccato dal fuoco, ne' dal fumo dell'incendio; per quanto riguarda il vento, secondo numerose testimonianze, sembra che quel giorno nel momento della disgrazia non ci fosse tale particolare condizione atmosferica avversa; infine, sul fatto che il piper volava sotto i 500 piedi, si ricorda che la normativa che regola la supervisione aerea e la missione del C130 dotato di sistema Maffs stabilisce che proprio per la specifica missione di avvistamento e spegnimento degli incendi sia consentito volare sotto i 500 piedi vfr (normativa volo a vista): il C130, il G222 e il canadair volano, per spegnere gli incendi, a 150 piedi di altitudine tenuto conto dell'ostacolo piu' alto a terra; il velivolo leader e tutti gli aerei ad ala fissa, come il piper che pilotava Marcucci il 2 febbraio 1992, come il C130, i G222, il canadair, sono tutti autorizzati a volare sotto i 500 piedi vfr di altitudine, per la specifica missione di avvistamento incendi e supervisione aerea degli stessi; Sandro Marcucci aveva svolto, insieme a Mario Ciancarella, ex capitano dell'Aeronautica militare italiana, un lavoro di indagine sulla strage di Ustica avvenuta il 27 giugno 1980, e sembra avesse trovato, all'epoca, due testimoni, entrambi militari, dei quali si riservava di fare i nomi a tempo debito e che sarebbero stati a conoscenza della circostanza, che erano disposti a riferire al giudice, che il Mig libico caduto sulla Sila fosse partito da Pratica di Mare; ad un'interrogazione, di contenuto pressoche' identico alla presente, presentata dapprima dall'onorevole Leoluca Orlando (n. 4-03104) e poi dall'onorevole Augusto Di Stanislao (n. 5-02540) in Commissione difesa il 24 febbraio 2010, e' stata data risposta declinatoria di competenza, con la precisazione che «la materia delle inchieste riguardanti i sinistri occorsi ad aeromobili dell'aviazione civile rientrava nell'alveo di competenza dall'allora Ministero dei trasporti, ai sensi dell'articolo 826 del Codice della Navigazione. La suddetta materia e' stata successivamente trasferita con l'entrata in vigore del decreto legislativo 25 febbraio 1999, n. 66 all'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo» -: di quali elementi disponga il Governo relativamente a quanto esposto in premessa e quali eventuali iniziative di competenza intenda adottare per fare chiarezza sulla vicenda. (5-03575)
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