INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/02323 presentata da BOLDRINI LAURA (LIBERI E UGUALI) in data 19/06/2019

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-02323 presentato da BOLDRINI Laura testo di Mercoledì 19 giugno 2019, seduta n. 192 BOLDRINI . — Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale . — Per sapere – premesso che: il 13 giugno 2019 nel mare di Oman, nei pressi dello Stretto di Hormuz, due navi cisterna cariche sono state attaccate. La prima petroliera colpita è la Kokuka Courageos , di proprietà giapponese, che trasportava un carico di metanolo dall'Arabia Saudita a Singapore, centrata due volte a 26 chilometri dalle coste iraniane. L'altra è la Front Altair , nave norvegese con un carico di 75 mila tonnellate di nafta, diretta dal porto di Ruwais a Taiwan. L'attacco non ha avuto vittime perché le navi sono state colpite al di sopra della linea di galleggiamento e gli equipaggi sono stati tratti in salvo da navi iraniane e statunitensi; nello stesso giorno il premier giapponese Shinzo Abe era a Teheran per tentare una mediazione fra l'Iran e gli Usa. Abe ha consegnato a Khamenei una lettera di richieste da parte di Trump, che il leader iraniano ha respinto; nella serata del 13 giugno gli Stati Uniti, tramite Segretario di Stato Mike Pompeo, hanno accusato l'Iran di essere il responsabile degli attacchi e di voler bloccare il flusso di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz per colpire gli alleati degli Usa; anche l'Arabia Saudita ha subito individuato nell'Iran il responsabile dell'evento, mentre la Russia ha invitato a non trarre soluzioni affrettate. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha dichiarato che «il mondo non può permettersi un conflitto» e l'Alto Rappresentante per la politica estera dell'Unione europea, Federica Mogherini, ha chiesto a tutte le parti «di evitare le provocazioni»; nel maggio 2018 gli Stati Uniti si ritirano dall'accordo sul nucleare iraniano, Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa) e, dopo sei mesi, inaspriscono le sanzioni all'Iran. Nel maggio 2019 l’ embargo sulle esportazioni di greggio diventa totale e i Paesi che erano esentati, compresi Giappone e Italia, cessano di acquistarlo; il 17 giugno 2019 il portavoce dell'Agenzia atomica iraniana, Kamalvandi, ha dichiarato che Teheran ha quadruplicato l'arricchimento dell'uranio e che fra 10 giorni supererà i limiti stabiliti dal Jcpoa se non riceverà segnali dai Paesi firmatari; il Ministro Salvini, in visita a Washington, ha dichiarato che Italia e Stati Uniti hanno «visioni comuni su Iran, Venezuela, Libia, e situazione in Medioriente», sottolineando che l'Italia può diventare «l'interlocutore europeo» privilegiato per gli Usa –: quale sia la posizione del Governo in merito agli sviluppi relativi all'accordo sul nucleare iraniano. (5-02323)
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