"INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00519 presentata da MECACCI MATTEO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20081028"^^ . . . "MECACCI MATTEO (PARTITO DEMOCRATICO)" . "1"^^ . "2014-05-15T02:02:34Z"^^ . . . "Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00519 presentata da MATTEO MECACCI martedi' 28 ottobre 2008, seduta n.073 MECACCI e MARAN. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il 30 agosto 2008 il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il Colonnello Muhammar Gheddafi hanno firmato nella citta' di Bengasi in Libia un Trattato di «amicizia, partenariato e cooperazione» tra Italia e Libia; ad oggi non e' dato conoscere quali saranno i tempi e i passaggi istituzionali per la necessaria ratifica da parte dei due rami del Parlamento; secondo quanto riportato da varie agenzie di stampa, quotidiani e dal sito www.governo.it, al centro del trattato vi dovrebbe essere la corresponsione, sotto forma di investimenti in progetti infrastrutturali in Libia, di una cifra di 5 (cinque) miliardi di dollari, per un periodo di 25 (venticinque) o 20 (venti) anni come compensazione per i «danni inflitti alla Libia da parte dell'Italia durante il periodo coloniale» (corriere.it, 30 agosto 2008) per i quali, ha anche detto il Presidente del Consiglio, «A nome del popolo italiano, come capo del Governo, mi sento in dovere di porgere le scuse» (corriere.it, 30 agosto 2008); la rilevanza economica di tale indennizzo, che impegnerebbe non solo l'attuale Governo ma anche quelli a venire, ed il «precedente» che cio' costituisce rispetto a situazioni analoghe della storia coloniale che coinvolge paesi della Unione europea, rendono ancora piu' incomprensibile la mancata informazione al Parlamento dei termini del trattato; a seguito di dichiarazioni rilasciate a due giorni dalla firma del Trattato dal Colonnello Gheddafi, riportate dall'agenzia di stampa libica Jana, relative a un articolo dello stesso che prevederebbe che «l'Italia non usera' ne' permettera' l'uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia», il Governo italiano in una nota diffusa da Palazzo Chigi ha precisato che «l'accordo fa, come e' ovvio, salvi tutti gli impegni assunti precedentemente dal nostro Paese, secondo i principi della legalita' internazionale» (governo.it, 2 settembre 2008); dal canto suo, l'ambasciatore libico in Italia Hafed Gaddur ha detto che «nessuno ha mai voluto cancellare i trattati internazionali» antecedenti l'accordo tra Italia e Libia, ma che Tripoli vuole «la garanzia» che non si ripeta quanto «successo in precedenza, quando e' stata usata una base militare americana nel territorio italiano nell'aggressione del 1986». «Volevamo stare tranquilli che l'Italia non permettera' l'uso di queste basi» ha aggiunto l'ambasciatore (corriere.it, 3 settembre 2008); l'articolo 8 del Trattato Nord-Atlantico del 1949, tra l'altro, prevede che ogni Stato parte «si impegna a non sottoscrivere nessun altro impegno internazionale che sia in conflitto con questo Trattato»; in base alla Convenzione di Vienna su diritto dei Trattati il Trattato sottoscritto con la Libia lo scorso 30 agosto, il cui articolo 4 par. 2 secondo quanto riportato da quotidiani statuisce che «Nel rispetto dei principi della legalita' internazionale l'Italia non usera', ne' permettera' l'uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non usera' ne' perrnettera' l'uso dei propri territori in qualsiasi atto ostile contro l'Italia», prevale rispetto agli impegni sottoscritti con la Nato, perche' sottoscritto successivamente, in caso di conflitto tra i due -: se non ritenga politicamente inaccettabile e legalmente insufficiente, viste le ingenti dimensioni economiche e l'importanza politica degli impegni sottoscritti dal nostro Governo con il Trattato di «amicizia, partenariato e cooperazione» sottoscritto con la Libia, affidarsi, da un lato, a un generico rispetto della legalita' internazionale per riaffermare il rispetto degli impegni sottoscritti con altri trattati internazionali (ad esempio la Nato), e dall'altro a un generico principio di risoluzione pacifica di eventuali controversie che potrebbero emergere nell'applicazione del trattato, senza aver previsto di potersi rivolgere a tal fine a istituzioni indipendenti internazionali.(5-00519)" . . . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE" . "20081028-20081030" . _:B1c9cdaf30a3d5b045e2bce2e81f4342c . . "5/00519" . "MARAN ALESSANDRO (PARTITO DEMOCRATICO)" . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/00519 presentata da MECACCI MATTEO (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20081028" . . _:B1c9cdaf30a3d5b045e2bce2e81f4342c "20081030" . _:B1c9cdaf30a3d5b045e2bce2e81f4342c "SOTTOSEGRETARIO DI STATO AFFARI ESTERI" . _:B1c9cdaf30a3d5b045e2bce2e81f4342c . _:B1c9cdaf30a3d5b045e2bce2e81f4342c .