INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00401 presentata da PINI GIANLUCA (LEGA NORD PADANIA) in data 20081001
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Atto Camera Interrogazione a risposta in Commissione 5-00401 presentata da GIANLUCA PINI mercoledi' 1 ottobre 2008, seduta n.058 PINI. - Al Ministro per le politiche europee. - Per sapere - premesso che: l'attuale dibattito in merito all'importanza dello sviluppo di reti di nuova generazione e' legato alla necessita' di trovare strumenti per assicurare una remunerativita' dei necessari investimenti; la policy regolamentare attuata nei confronti degli operatori alternativi, che continuano ad investire in reti NGN, e' stata volta a non riconoscere i costi sostenuti ed a disincentivare quindi tali investimenti, come ad esempio nel caso dei criteri per la determinazione dei prezzi di terminazione sulle reti degli operatori, cioe' al prezzo che viene riconosciuto fra operatori per «terminare» la chiamata dei propri clienti su una rete di un altro operatore; la normativa vigente prevede che vi sia un orientamento al costo di tale servizio, la ratio e' quella di utilizzare tale strumento per contribuire al finanziamento delle nuove reti secondo un modello di mercato. In tal modo, i maggiori investimenti sostenuti da un operatore per lo sviluppo della propria rete possono essere riconosciuti attraverso un meccanismo tariffario basato, appunto, sulla «terminazione» delle chiamate. Un obiettivo equo e sostenibile, applicato con successo nel settore della telefonia mobile che, pero', nella telefonia fissa non e' stato adottato in modo efficace, dal momento che per gli operatori alternativi sono stati definiti modelli di prezzo di terminazione non legati ai costi sottostanti, annullando cosi', di fatto, l'opportunita' di ricorrere alla remunerazione degli investimenti, attraverso le tariffe di terminazione, per sostenere finanziariamente lo sviluppo di reti di nuova generazione; ad oggi, la terminazione mobile in Italia ha un valore di circa 4 miliardi di euro l'anno - garantendo agli operatori mobili circa 3 miliardi di euro l'anno di extra-profitti che vanno a pesare sui consumatori finali - rispetto ad un valore complessivo inferiore a 200 milioni di euro, per la terminazione su rete fissa degli operatori alternativi; nonostante tale marcato squilibrio, l'Autorita' garante per le comunicazioni (Agcom) intende ribadire questo modello, proponendo alla Commissione europea la definizione di tariffe di terminazione fissa e mobile secondo principi difformi. Nel caso del mobile, a fronte di investimenti gia' ampiamente remunerati, l'Autorita' ha fatto riferimento ad un paniere di prezzi applicati in alcuni paesi europei (con un valore obiettivo cha va da 5,9 a 7 centesimi di euro al minuto al 2011). Nel caso dei fissi, nonostante evidenze di ingenti investimenti in nuove infrastrutture in fibra ottica, l'Autorita' ha imposto l'utilizzo di un modello teorico di costo (con valori fino a 8 volte inferiori a quelli del mobile) che, non considerando i costi effettivamente sostenuti, di fatto esclude la possibilita' che gli operatori fissi possano avviare un nuovo ciclo di investimenti; il livello di terminazione mobile definito dall'Agcom risulta piu' che doppio rispetto a quello calcolato dall'omologa Autorita' francese del settore, Arcep, che ha valutato in 4 centesimi di euro al minuto i costi attuali dei maggiori operatori mobili (che hanno meno clienti di quelli italiani su cui ammortizzare i costi) con un valore obiettivo di 2,5 centesimi di euro al minuto al 2011; la Commissione europea ritiene non giustificabile il persistere della disuguaglianza nei valori e nel trattamento regolamentare della terminazione mobile e fissa. Lo stesso Commissario Viviane Reding ha piu' volte criticato l'elevato livello di terminazione mobile nell'UE - che ha espressamente definito un indebito sussidio agli operatori mobili a svantaggio degli operatori fissi - e, recentemente, ha annunciato l'intenzione, tramite apposita iniziativa regolamentare, di superare le diversita' esistenti tra le tariffe di terminazione dei paesi UE ed ottenere una netta riduzione delle tariffe per le comunicazioni mobili (voce e dati) al fine di produrre immediati benefici per i consumatori finali; in Italia, gli effetti negativi su concorrenza e consumatori di tariffe di terminazione mobili non orientate ai costi sono stati evidenziati in una specifica istruttoria dell'Autorita' Antitrust. L'impatto della terminazione mobile sui prezzi pagati e', infatti, significativo sui consumatori in quanto rappresenta circa il 20 per cento del fatturato complessivo del mercato mobile contro appena il 2 per cento del peso della terminazione fissa degli operatori alternativi sul valore totale del mercato dei servizi voce di rete fissa. Tale squilibrio, inoltre, favorisce pratiche anticoncorrenziali come il sussidio incrociato delle reti fisse alle reti mobili; da ultimo anche i consumatori, tramite l'associazione «Altronconsumo», hanno denunciato l'eccessivo livello dei valori medi di terminazione in Italia, che risultano molto piu' alti di quelli dei principali Paesi europei come Regno Unito, Francia, Germania e Spagna, evidenziando il rischio che «lo sviluppo di un mercato delle telecomunicazioni efficiente, moderno e concorrenziale rimarra' un miraggio»; nonostante la netta posizione della Commissione europea e le palesi evidenze dell'Antitrust, che richiedono un intervento urgente, l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni, presentando nei giorni scorsi la relazione annuale dell'attivita' dell'Agcom alla Camera, tuttavia ha ribadito che la riduzione delle tariffe di terminazione mobile resta «un obiettivo da perseguire dosatamente» -: se il Ministro per le politiche comunitarie non ritenga opportuno che il Governo assuma ufficialmente una posizione nei confronti del Commissario per la Societa' dell'Informazione ed i Media per ribadire, da un lato, la priorita' per l'Esecutivo dell'apertura dei mercati in condizioni di parita' tra diversi soggetti economici, dall'altro piena condivisione in merito ai recenti orientamenti espressi della Commissione europea, al fine di assicurare un'effettiva parita' di trattamento tra le varie categorie di operatori fissi e mobili e l'eliminazione degli effetti distorsivi sulla concorrenza e sul mercato derivanti dai recenti indirizzi dell'Autorita' di settore; se il Ministro per le politiche comunitarie, non ritenga che il modello di mercato applicato con successo nel settore mobile debba essere replicato nella telefonia fissa in modo che, anche qui, attraverso un premio di terminazione asimmetrico, possano determinarsi incentivi ad investire in piu' reti di nuova generazione ingenerando cosi' meccanismi virtuosi di concorrenza.(5-00401)
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20081001-20081023
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/00401 presentata da PINI GIANLUCA (LEGA NORD PADANIA) in data 20081001
INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE
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SOTTOSEGRETARIO DI STATO SVILUPPO ECONOMICO
20081023