INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/18337 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19931006

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Ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per conoscere: avuto riguardo alla interrogazione n. 4-14026 del 12 maggio 1993 sull'assurdo degrado del Rione "Penniniello" in Torre Annunziata, a pochi anni dalla sua realizzazione ed all'altro atto ispettivo n. 4-17996 del 23 settembre scorso relativo alle responsabilita' dei costruttori (Consorzio TURM di cui facevano parte le imprese RAIMONE, VIOLA, D'ALESSIO, FARAONE MENNELLA) ed alla carenza di azioni giudiziarie di risarcimento danni per le evidenti manchevolezze costruttive, se risulti rispondente al vero che l'appalto possa in qualche modo connettersi alle indagini svolte dal giovane cronista del Il Mattino Giancarlo Siani, poi ucciso molto probabilmente dalla camorra; se risponde a verita' il coinvolgimento nell'appalto e in torbidi interessi collegati del PSI e della Lega delle Cooperative attraverso l'EDILTER; quale fondamento abbiano, in base alle risultanze in possesso del Governo, le seguenti notizie espresse da articoli apparsi su Il Mattino del 19 settembre scorso a firma di Maria Rosaria Carbone, Pietro Perone e Giampaolo Longo: "Amministratori eletti con i voti dei clan, dipendenti del Palazzo in odore di camorra, appalti concessi a ditte amiche e utilizzati come merce di scambio per stringere un patto di ferro con le cosche. La Piovra era ormai di casa al comune. E' scritto nel decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Torre Annunziata, un provvedimento scattato il 4 giugno scorso. Quell'oscuro intrigo camorra-politica, su cui Giancarlo indagava gia' negli anni '80, aveva ormai abbondantemente compromesso la gestione amministrativa della citta'. Sin dalla campagna elettorale del '90, secondo le indagini degli 007 della Prefettura, esisteva una vera e propria collaborazione tra alcuni candidati ed elementi di spicco delle "famiglie". Poi, subito dopo le amministrative, il comitato del malaffare si e' messo in moto per favorire il clan del boss Valentino Gionta. Emblematica, ad esempio, la vicenda relativa alla gara per la realizzazione di undici scuole. Ad aggiudicarsi l'appalto l'impresa "Turm" di Viola e Staiano. Ebbene, secondo le indagini, quell'affare rappresentava la contropartita promessa ai Gionta per l'appoggio concesso ad alcuni candidati durante la campagna elettorale del '90. Un affare mai andato in porto in seguito ad un'indagine della magistratura. All'interno del palazzo poi, scrivono gli investigatori, c'erano anche "ambasciatori" della camorra, dipendenti legati alle cosche. Un clima di malaffare su cui Giancarlo forse aveva cominciato a fare luce otto anni fa, scatenando la vendetta degli eccellenti". "... Sull'altro versante del malaffare l'impresa di costruzioni "Turm", sponsorizzata dal PSI e che negli anni Ottanta ha realizzato gli alloggi per i terremotati del rione Penniniello. Una vicenda della quale Giancarlo si interessava quotidianamente sulle colonne del Mattino, sia per quanto riguarda la costruzione degli alloggi, sia per l'assegnazione effettuata da una commissione presieduta dal pretore Luigi Gargiulo. Ebbene, la "Turm" spunta tra le righe delle motivazioni del decreto di scioglimento del Consiglio comunale, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nel giugno scorso. Questa impresa ha fatto capo in passato al consorzio "Edilter", una coop rossa con sede a Bologna e aderente alla Lega delle Cooperative. Insomma, quell'organismo che ora Galasso sostiene essere entrato in contatto con i clan. Illuminante un passaggio contenuto nel decreto di scioglimento: "Accertato, ad ulteriore conferma del sodalizio tra pubblici amministratori e camorra, che nel luglio 1991 il comune di Torre Annunziata ha emesso, a titolo di anticipazione, un ordinativo di pagamento intestato alla Edilter (Turm) pari a circa tre miliardi per lavori a tutt'oggi mai avviati in quanto non risultate ancora definite le relative procedure espropriative. Per l'illegittima emissione di detto ordinativo di pagamento - si legge nel decreto - furono esercitate pressioni da parte del consigliere Di Leo e da un suo uomo di fiducia, Emidio De Pamphilis appartenenti alla corrente dell'ex sindaco Domenico Bertone, inquisito ed arrestato per vicende amministrative legate alla gestione dell'ente locale". Nel giugno del '93 torna quindi il filo nero di Bertone, nonostante molti sostenessero che l'ex primo cittadino socialista fosse uscito dalla scena politica. I riferimenti all'impresa "Turm" confermano che il sodalizio tra la ditta ed il comune di Torre Annunziata non si e' mai interrotto durante l'ultimo decennio. Agli imprenditori, ritenuti di area socialista, sono stati affidati, infatti, numerosi appalti pubblici a partire appunto da quel rione Penniniello di cui Giancarlo si interessava prima che venisse ammazzato. La Turm ha preso parte anche ai lavori per il nuovo Tribunale, altro mega-progetto gia' in cantiere negli anni in cui Siani lavorava a Torre Annunziata" -: cosa consti in ordine alla legalita' delle procedure della esecuzione del Palazzo di Giustizia di Torre Annunziata; quali interventi, anche cautelativi, abbiano fin qui svolto sia il Ministro di grazia e giustizia che il commissario prefettizio in ordine al ripristino della legalita' e della trasparenza ed alla tutela degli interessi dello Stato e del comune di Torre Annunziata. (4-18337)
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