INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/16031 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930706
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Ai Ministri per i beni culturali ed ambientali, del bilancio e della programmazione economica, dell'ambiente e per il coordinamento delle politiche comunitarie e per gli affari regionali. - Per conoscere - premesso che: con atto ispettivo 10 aprile 1991 n. 4-25069 l'interrogante chiese quale concreto seguito fosse stato dato o si volesse dare all'esigenza di restauro del degradato complesso della Reggia - prima angioina, poi aragonese ed infine borbonica - di Quisisana, a Castellammare di Stabia e cio' anche in relazione ad un progetto di restauro e iuso che avrebbe dovuto essere realizzato con fondi FIO per 38 miliardi di lire; all'interrogazione rispose con nota prot. 2673 il Ministro per i beni culturali ed ambientali affermando che effettivamente il suo dicastero aveva presentato una proposta su fondi FIO 1989 per il "restauro e potenziamento dell'ex Reggia di Quisisana per un importo di lire 34.450.000 che, pur dichiarato ammissibile non si rinveniva ne' tra i progetti finanziati con delibera CIPE 19 dicembre 1989 ne' tra quelli di cui al terzo piano di attuazione della legge 64/1986, ammessi a finanziamento con la delibera CIPE 29 marzo 1990; il comune di Castellammare di Stabia, proprietario del complesso, aveva nel frattempo, aprile del 1987, deliberato il trasferimento della proprieta' al Ministero dei beni culturali, ma l'effettivo passaggio non ha avuto ancora luogo dopo sei anni; ancora piu' sorprendente e' che il soprintendente archeologico di Pompei, professor Baldassarre Conticello, ignorasse - come e' emerso di recente - la volonta' comunale di trasferimento del complesso al Ministero e quindi alla stessa soprintendenza archeologica che, un volta effettuato il restauro, potrebbe fra l'altro utilizzarlo come sede di una scuola internazionale di restauro oltre che di esposizioni; inoltre sin dall'aprile di quest'anno era stato a gran voce ipotizzata dalla Federmediterraneo anche la istituzione di un parco dei Monti Lattari il cui primo nucleo avrebbe potuto essere costituito dai trecento ettari di bosco dell'ITCO (gruppo IRI-ITALSTAT) -: se il progetto di restauro sia stato finalmente finanziato e comunque se, come e quando si intenda ottenere i finanziamenti necessari; per quali motivi dopo sei anni non sia stato dato ancora seguito alla delibera del comune di Castellammare volta a traferire allo Stato la proprieta' del complesso; in quale fase procedurale stia la proposta di istituzione del Bosco dei Monti Lattari che potrebbe toccare i territori di Positano, Castellammare, Vico Equense, Pimonte, Lettere, Gragnano, Casola, Agerola; come mai la soprintendenza archeologica di Pompei ignorasse del tutto la volonta' espressa dal comune di Castellammare di trasferire il complesso allo Stato; se consti che la societa' ITCO (gruppo IRI-ITALSTAT) voglia conferire l'area boschiva di sua proprieta' al costituendo parco, quale primo nucleo del medesimo. (4-16031)
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PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE)