INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14540 presentata da ZAMPARUTTI ELISABETTA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120118

http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_14540_16 an entity of type: aic

Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-14540 presentata da ELISABETTA ZAMPARUTTI mercoledi' 18 gennaio 2012, seduta n.572 ZAMPARUTTI, BELTRANDI, BERNARDINI, FARINA COSCIONI, MECACCI e MAURIZIO TURCO. - Al Ministro della giustizia, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che: il signor Michele Cicala, attualmente detenuto nel carcere di Taranto, e' affetto da una grave patologia e chiede attraverso i suoi avvocati, Gaetano Vitale e Patrizia Boccuni, di essere curato in una struttura qualificata; Michele Cicala, presunto boss di Tramontone di 31 anni, fu arrestato il 27 marzo del 2007 nell'ambito dell'operazione antimafia denominata «Mediterraneo»; nei due gradi di giudizio, e' caduta l'accusa di mafia ma hanno retto le contestazioni di associazione a delinquere ed estorsione, tanto che Cicala ha rimediato l'11 febbraio 2011 la condanna in secondo grado a 18 anni e 6 mesi di reclusione; il 15 ottobre del 2010, poi, a Cicala e' stata notificata una ulteriore ordinanza di custodia cautelare nell'ambito dell'operazione «Scarface», operazione per la quale e' stato poi rinviato a giudizio; il 31 dicembre 2011, la moglie di Michele Cicala, Maria Grazia Russo, si e' rivolta alla Gazzetta del Mezzogiorno per sollecitare la magistratura tarantina a mettere suo marito nelle condizioni di subire il delicato intervento chirurgico che piu' specialisti, incaricati dai suoi avvocati oltre che dagli stessi giudici che si occupano del caso, ritengono indispensabile per garantirgli una esistenza serena e evitargli il calvario della dialisi; «Mio marito ha bisogno di medicinali particolari che pero' l'ospedale Ss. Annunziata di Taranto non fornisce piu' al carcere - ha detto Maria Grazia Russo alla Gazzetta - e questo fatto aggrava le sue condizioni di salute. L'infermeria della casa circondariale e tutti gli operatori del carcere cercano in tutte le maniere di alleviare la sua sofferenza ma non possono molto. Sono diversi i dottori che giudicano le sue condizioni di salute incompatibili con il regime carcerario ma questi pareri, per quanto autorevoli, sinora non hanno sortito alcun effetto. Lui chiede semplicemente di essere curato, chiede che gli venga garantito il diritto alla salute ma le sue richieste sinora sono rimaste senza adeguata risposta»; i primi segnali della malattia vennero avvertiti da Michele Cicala nel giugno del 2010 durante la sua detenzione a Siracusa. Secondo gli avvocati, gli furono somministrate delle cure che non solo non hanno fatto passare la malattia, ma l'hanno addirittura aggravata. Gli avvocati si sono rivolti allora al giudice per le indagini preliminari Antonia Martalo', firmataria dell'ordinanza di custodia cautelare del procedimento «Scarface», che a sua volta affido' una perizia a uno specialista. Il medico diagnostico' la gravita' situazione, parlo' dell'urgenza di un intervento chirurgico, tanto che ad ottobre il giudice dispose il trasferimento nel carcere di Verona perche' e' nell'ospedale di quella citta' che ci sono gli specialisti in grado di operare Cicala ma quella decisione non e' mai stata eseguita. «I medici di Verona ci dicono - ha spiegato l'avvocato Vitale alla Gazzetta - che nella loro struttura non vengono accettati i detenuti e dunque e' necessario far avere a Michele Cicala gli arresti domiciliari per permettergli di eseguire gli accertamenti preliminari e poi di farsi operare dagli specialisti individuati»; in una lettera indirizzata al tribunale e in parte ripresa il 7 gennaio 2012 dal quotidiano tarantino Corriere del Giorno, lo stesso Cicala ha scritto: «Ho evidenziato piu' volte che nonostante assumevo quantita', massicce di terapia farmacologica i dolori persistevano e sentivo l'aggravarsi della patologia. Ma a quanto pare delle condizioni di un pregiudicato e' meglio non tenere conto. Probabilmente vi e' il pregiudizio che un detenuto menta ed e' preferibile che crepi»; l'articolo 1 del decreto legislativo n. 230 del 1999 afferma che «I detenuti e gli internati hanno diritto, al pari dei cittadini in stato di liberta', alla erogazione delle prestazioni di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, efficaci e appropriate»; l'articolo 11 della legge n. 354 del 1975, al comma 2, recita «Ove siano necessarie cure o accertamenti diagnostici che non possono essere apprestati dai servizi sanitari degli istituti, i condannati e gli internati sono trasferiti, con provvedimento del magistrato di sorveglianza, in ospedali civili o in altri luoghi esterni di cura (...)»; al comma 5 «All'atto dell'ingresso nell'istituto i soggetti sono sottoposti a visita medica generale allo scopo di accertare eventuali malattie fisiche o psichiche. L'assistenza sanitaria e' prestata, nel corso della permanenza nell'istituto, con periodici e frequenti riscontri, indipendentemente dalle richieste degli interessati»; al comma 6 «Il sanitario deve visitare ogni giorno gli ammalati e coloro che ne facciano richiesta; deve segnalare immediatamente la presenza di malattie che richiedono particolari indagini e cure specialistiche»; con la recentissima sentenza n. 46479 del 14 dicembre 2011, la quarta sezione penale della cassazione ha fatto notare che «il diritto alla salute va tutelato anche al di sopra delle esigenze di sicurezza sicche', in presenza di gravi patologie, si impone la sottoposizione al regime degli arresti domiciliari o comunque il ricovero in idonee strutture» -: se il Governo disponga di elementi in relazione alla gravita' dell'attuale stato di salute del Michele Cicala; come mai non sia mai stata eseguita la decisione del giudice di disporre il trasferimento del signor Cicala nel carcere di Verona, considerato che nell'ospedale di quella citta' ci sarebbero gli specialisti in grado di operare Cicala; cosa intenda fare ora, passati quasi due anni dalla evidenza della patologia, per evitare che si perda altro tempo per una cura adeguata del male quale emergerebbe dalle perizie di piu' specialisti, compresi quelli incaricati dagli stessi giudici che si occupano del caso. (4-14540)
xsd:string INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14540 presentata da ZAMPARUTTI ELISABETTA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120118 
xsd:integer
20120118- 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14540 presentata da ZAMPARUTTI ELISABETTA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20120118 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 
FARINA COSCIONI MARIA ANTONIETTA (PARTITO DEMOCRATICO) 
BELTRANDI MARCO (PARTITO DEMOCRATICO) 
BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) 
MECACCI MATTEO (PARTITO DEMOCRATICO) 
TURCO MAURIZIO (PARTITO DEMOCRATICO) 
xsd:dateTime 2014-05-15T01:24:33Z 
4/14540 
ZAMPARUTTI ELISABETTA (PARTITO DEMOCRATICO) 

data from the linked data cloud

DATA