INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/13121 presentata da EVANGELISTI FABIO (ITALIA DEI VALORI) in data 20110907

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Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-13121 presentata da FABIO EVANGELISTI mercoledi' 7 settembre 2011, seduta n.514 EVANGELISTI. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il 12 agosto 2011, non lontano da Rio de Janeiro, e' stata barbaramente uccisa Patricia Acioli, un magistrato brasiliano di 47 anni, impegnata nella lotta al narco-traffico, piaga endemica che affligge l'America latina dal Messico fino al Brasile, ingoiando milioni di giovani vite, sia nella consunzione fisica dovuta alla droga sia nella feroce lotta per il dominio sulle rotte del traffico degli stupefacenti; Patricia Acioli era impegnata sia nei processi per il traffico delle sostanze sia in quelli contro le bande paramilitari che agiscono nella zona grigia, tra la lotta alla droga e un certo permissivismo, tra la severita' ostentata e quella sostanziale collusione di ufficiali corrotti che agiscono in simbiosi con ex-agenti di polizia che «passano dall'altra parte» per meglio controllare il territorio e le zone di spaccio; il magistrato Acioli era dunque una pioniera di coraggio e di correttezza giuridica, combatteva il crimine con le armi dello Stato di diritto. Ma il suo Stato, il Brasile, non l'ha saputa proteggere mentre lei si ergeva a proteggere il popolo del Brasile. È stata uccisa una sera d'estate, dopo un giorno di lavoro faticoso, colpita sola, senza scorta; a fronte di questo inquietante assassinio si staglia sulla cronaca l'ennesima esternazione di Cesare Battisti, la cui estradizione il Brasile ha rifiutato. Battisti si dice non pentito e denunzia che nelle carceri italiane si pratica la tortura. In pratica, il Brasile da' albergo a un assassino ma non riesce proteggere i suoi tutori della legge -: quali informazioni abbia assunto dall'ambasciatore del Brasile a Roma circa l'assassinio di Patricia Acioli; a che punto sia la cooperazione giudiziaria tra i due Paesi nella lotta alla droga; se non intenda far presente, nelle forme diplomatiche che si riterranno opportune, alle autorita' brasiliane la palese contraddizione tra le motivazioni addotte per il rifiuto dell'estradizione e la drammatica situazione delle bande paramilitari tollerate nelle grandi citta' come Rio de Janeiro. (4-13121)
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