INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12169 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930317
http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_12169_11 an entity of type: aic
Ai Ministri dell'interno, di grazia e giustizia, per gli affari sociali e del turismo e spettacolo. - Per sapere - premesso che: la recente scoperta della ennesima vicenda di sfruttamento minorile - questa volta nel mondo del calcio, dove si agitano personaggi non nuovi, peraltro, a simili, squallidi fenomeni - va ben al di la' delle responsabilita' emerse a carico dell'ex calciatore Morganelli responsabile del "Villanova Valcio" e attivo nei pressi di Bologna; la vicenda non riguarda, purtroppo, solo i sedici ragazzini abbandonati a dormire in fatiscenti locali, costretti a mangiare cibi precotti, in un immobile con servizi igienici pietosi, non affidati a nessuno, privi di qualunque insegnamento, ma e' necessario configurarla nella sua effettiva portata, come confermato da varie circostanze e da dichiarazioni univoche rese da esperti dello stesso mondo calcistico; in questa luce, la stessa indagine disposta dalla Federazione italiana gioco calcio appare tardiva, insufficiente ed alibistica, dimostrando la federazione di non saper, o voler, controllare i fenomeni distorsivi ed illegali che si verificano nel mondo calcistico, ricorrendo ancora una volta alle sempre piu' inadeguata "giustizia interna" quando non altro occorre, dinanzi a simili degenerazioni, che ricorrere ai carabinieri ed alla magistratura, senza alcun timore da parte delle scuole giovanili serie; nonostante il disposto dell'articolo 40 del relativo regolamento FIGC che prevede l'eta' minima di quattordici anni, l'affido familiare, un ambiente di vita dignitoso, la frequenza scolastica, si assiste dappertutto al fiorire di "vivai giovanili" alimentati da bambini al di sotto dei quattordici anni che, con l'incredibile consenso dei loro genitori affascinati da chissa quale futuro, acconsentono, senza alcuna garanzia, che i loro figli vengano strappati al loro ambiente ed ai loro affetti emigrando, dal sud al nord; anche in questo caso - per sottoporsi ad una tristissima e durissima selezione che alla fine del doloroso iter premiera', statistiche alla mano, appena uno di loro su ventimila; l'avvocato Sergio Campana, presidente del sindacato calciatori, che si con- ferma, dopo precedenti atti ispettivi dell'interrogante che hanno fatto cenno a sue dichiarazioni, ancora una volta come uno dei piu' seri esponenti del mondo calcistico, ha affermato che ha dovuto ricorrere piu' volte all'associazione " Telefono Azzurro" per denunciare maltrattamenti inferti a giocatori adolescenti -: quante siano, dove abbiano sede, come siano organizzate e quanti allievi abbiano le "scuole giovanili di calcio"; chi e quando abbia eseguito e con quale esito, ispezioni alle stesse in ordine all'esistenza di affidamenti familiari in luoghi diversi da quelli di residenza, all'osservanza dell'obbligo scolastico, alle condizioni ambientali di vita, e di lavoro, ai costi ed ai ricavi, anche per quanto riguarda gli "ingaggi" e comunque, le remunerazioni di qualunque entita' ed in qualunque forma delle quale goda la famiglia; se, in carenza di dati gia' disponibili, esaurienti ed aggiornati, da parte della FIGC, si voglia disporre un'immediata indagine a tappeto in tutta Italia, col concorso dei tribunali dei minorenni e con l'intervento delle forze dell'ordine per verificare la consistenza del fenomeno e la legittimita' di ogni suo aspetto anche sotto il profilo degli inalienabili diritti della persona umana e contro ogni squallida forma di sfruttamento minorile e affinche' - ove questo si manifesti - le "scuole" siano immediatamente chiuse; in ogni caso, se vogliano accertare la piena legittimita', anche sotto il profilo dell'eta', degli allievi di quelle scuole collegate direttamente o appartenenti a societa' professionistiche che "usino" giovanissimi di altre regioni di eta' inferiore ai sedici anni o residenti men che quattordicenni; in particolare se sia vero che, oltre a numerosi altri casi, spicchino quelli della Juventus che utilizza giovanissimi di quattordici anni di eta', mentre Torino ed Atalanta "puntino", addirittura, sui dodicenni e che talune societa' abbiano in corso selezioni all'estero di "calciatori-bambini" da utilizzare in loro squadre; se sia vera, ed in quanti e quali casi la esistenza di "deroghe" ai limiti minimi di eta' per la frequenza di scuole calcistiche (quattordici anni se nella stessa regione di residenza, sedici se in regione diversa) apparendo gia' l'istituto compiacente della "deroga" un inaccettabile compromesso con i diritti dell'adolescente. (4-12169)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/12169 presentata da PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE) in data 19930317
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA
POLI BORTONE ADRIANA (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE)
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2014-05-14T21:00:55Z
4/12169
PARLATO ANTONIO (MOVIMENTO SOCIALE ITALIANO - DESTRA NAZIONALE)