INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/11288 presentata da BOSSA LUISA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20110316

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Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-11288 presentata da LUISA BOSSA mercoledi' 16 marzo 2011, seduta n.450 BOSSA. - Al Ministro degli affari esteri, al Ministro della difesa. - Per sapere - premesso che: l'otto febbraio 2011 una petroliera italiana, la Savina Caylyn, della societa' armatrice fratelli D'Amato di Napoli, e' stata attaccata e catturata da pirati, mentre era in navigazione nell'oceano indiano, a 880 miglia dalla Somalia e a 500 dall'India; da allora, sulla Savina Caylyn, un gigante d'acciaio di 105 mila tonnellate e lungo 266 metri, i pirati tengono sotto sequestro 22 uomini d'equipaggio: 5 italiani e 17 indiani; la petroliera e i suoi 22 uomini di equipaggio sarebbero nelle acque somale, a ridosso della costa, nei pressi della «tortuga» di Harardere dove sono all'ancora almeno un'altra dozzina di navi sequestrate; nelle prime ore successive al sequestro, la Marina militare italiana sembrava essersi rapidamente attivata portando sul posto la fregata Zeffiro, impegnata nella missione antipirateria «Atlanta» dell'Unione europea; pare che la Zeffiro sia stata impegnata in un lungo inseguimento che pero' non sembra aver dato i frutti sperati. L'eventuale attacco per liberare l'equipaggio era praticabile fino a che si stava in alto mare, quando a bordo c'erano solo cinque pirati in grado di mantenere un controllo relativo - in caso di un blitz - su una motonave cosi grande; una volta che la nave e' approdata nella baia, non si sa quanti predoni possono essere saliti sulla petroliera e con quali armi a disposizione e l'attacco per liberare i sequestrati sembra ormai improbabile; da piu' di un mese non si hanno notizie della situazione; ai cinque uomini di equipaggio italiani viene consentito sporadicamente, e molto rapidamente, di effettuare telefonate a casa per rassicurare i familiari. Dai colloqui, pero', appaiono molto provati e spaventati da condizioni durissime di vita; secondo quanto ricostruito da indiscrezioni, i marinai sarebbero sottoposti a strettissima sorveglianza, una vigilanza continua e uno stato di vera e propria detenzione; il Governo ha scelto di mantenere su questa vicenda uno stretto riserbo, dovuto probabilmente alla estrema delicatezza del caso. Intanto i giorni passano senza che ci siano evoluzioni: il mercantile continua a rimanere attraccato in un porto della Somalia e la fregata Zeffiro della Marina militare resta nelle sue vicinanza, a sorvegliarlo a vista; la situazione di stallo genera, naturalmente, un grosso allarme nei familiari dei cinque marinai italiani sequestrati, che si chiedono con angoscia che cosa si stia realmente facendo per garantire ai loro congiunti una rapida liberazione -: se e come, e con quali risultati, il Ministro degli affari esteri abbia attivato i canali diplomatici a sua disposizione per intervenire sul caso in questione e quali siano le notizie disponibili sulle condizioni dei cinque italiani sequestrati; quali siano allo stato, compatibilmente con l'ovvia riservatezza sulle operazioni, le iniziative che s'intendano assumere per la soluzione della delicata vicenda.(4-11288)
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