INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09167 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20101026

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Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-09167 presentata da RITA BERNARDINI martedi' 26 ottobre 2010, seduta n.388 BERNARDINI, BELTRANDI, FARINA COSCIONI, MECACCI, MAURIZIO TURCO e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della giustizia, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. - Per sapere - premesso che: sul quotidiano La Repubblica del 25 ottobre 2010 appare un articolo a firma di Alberto Custodero intitolato «La vita di un operaio albanese vale meno di quella di un italiano» - Torino, sentenza shock: mori' sul lavoro, risarcimento ridotto. Ai familiari una somma dieci volte inferiore. All'uomo deceduto addebitato anche il 20 per cento di concorso di colpa nella propria morte; nell'articolo e' possibile leggere le «ragioni» che hanno portato il tribunale civile di Torino a decidere questa sconcertante «falcidia» del risarcimento: «L'operaio morto e' albanese. Ma la sua vita vale meno di quella di un italiano. Ai suoi familiari, che vivono in Albania, "area ad economia depressa", va un risarcimento di dieci volte inferiore rispetto a quello che toccherebbe ai congiunti di un lavoratore in Italia. Altrimenti madre e padre albanesi otterrebbero "un ingiustificato arricchimento". Questa gabbia salariale della morte, ispirata al criterio del risarcimento a seconda del Paese di provenienza del deceduto sul lavoro, e' contenuto in un sentenza shock del tribunale di Torino. Il giudice civile, Ombretta Salvetti, richiamandosi ad una sentenza della Cassazione di dieci anni fa, ha dunque deciso di "equilibrare il risarcimento al reale valore del denaro nell'economia del Paese ove risiedono i danneggiati". Dopo aver addebitato all'operaio deceduto il 20 per cento di concorso di colpa nella propria morte, la dottoressa Salvetti ha riconosciuto a ciascun genitore residente in Albania la somma risarcitoria di soli 32 mila euro. Se l'operaio fosse stato italiano, sarebbero state applicate le nuove tabelle in uso presso il tribunale di Torino dal giugno 2009 in base alle quali a ogni congiunto dell'operaio morto sarebbero stati riconosciute somme fino a dieci volte superiori (fra 150 e 300 mila euro)»; sempre nel pezzo di Repubblica si riporta l'opinione dell'avvocato Sandra Gracis che afferma che «In base a questo criterio del Tribunale torinese - spiega il legale - converrebbe agli imprenditori assumere lavoratori provenienti da Paesi poveri, perche', laddove muoiano nel cantiere, costa di meno risarcire i loro congiunti». «Ma ribaltando la situazione - aggiunge l'avvocato Gracis - che cosa sarebbe successo se il dipendente morto fosse stato del Principato di Monaco, oppure degli Emirati? Il risarcimento ai genitori sarebbe stato doppio o triplo rispetto a quello per un italiano?»; dal punto di vista giurisprudenziale, l'avvocato Sandra Gracis, rileva che «il giudice torinese s'e' rifatto al una sentenza della Cassazione del 2000 peraltro non risolutiva, ignorando che la Suprema Corte, appena un anno fa, ha affermato che la »tutela dei diritti dei lavoratori va assicurata senza alcuna disparita' di trattamento a tutte le persone indipendentemente dalla cittadinanza, italiana, comunitaria o extracomunitaria». Gia' nel 2006 la Cassazione aveva stabilito che «dal punto di vista del danno parentale, non conta che il figlio sia morto a Messina o a Milano, a Roma in periferia o ai Parioli. Conta la morte in se', ed una valutazione equa del danno morale che non discrimina la persona e le vittime ne' per lo stato sociale, ne' per il luogo occasionale della morte» -: se il fatto descritto in premessa, attraverso la notizia riportata da Repubblica, costituisca un'eccezione o se si registrino altri casi di differenziazione nei risarcimenti determinati dalla nazionalita' della vittima; se i Ministri interrogati intendano promuovere un'indagine conoscitiva sul fenomeno dei risarcimenti differenziati determinati dalla nazionalita' delle vittime di incidenti sul lavoro. (4-09167)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/09167 presentata da BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) in data 20101026 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 
FARINA COSCIONI MARIA ANTONIETTA (PARTITO DEMOCRATICO) 
BELTRANDI MARCO (PARTITO DEMOCRATICO) 
MECACCI MATTEO (PARTITO DEMOCRATICO) 
TURCO MAURIZIO (PARTITO DEMOCRATICO) 
ZAMPARUTTI ELISABETTA (PARTITO DEMOCRATICO) 
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4/09167 
BERNARDINI RITA (PARTITO DEMOCRATICO) 

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