INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/06919 presentata da DI BIAGIO ALDO (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20100427
http://dati.camera.it/ocd/aic.rdf/aic4_06919_16 an entity of type: aic
Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-06919 presentata da ALDO DI BIAGIO martedi' 27 aprile 2010, seduta n.312 DI BIAGIO. - Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: l'agenzia consolare d'Italia in Mannheim, Germania, operante dal 1976 e' rientrata nel programma di razionalizzazione della rete diplomatico-consolare annunciata in data 10 giugno 2009 dal sottosegretario di Stato agli affari esteri, con delega per gli italiani nel mondo, Alfredo Mantica; sulla base delle direttive tracciate dal Ministero degli affari esteri nel suo piano di riorganizzazione, le attivita' di natura amministrativa ed organizzativa attualmente svolte dalla suindicata agenzia, cosi' come il lavoro degli impiegati non di ruolo, verrebbero differite ad una sede ricevente, quale il Consolato generale di Stoccarda; la citata agenzia consolare, gode di autonomia ed indipendenza gestionale ed organizzativa per quanto riguarda gli aspetti amministrativi e giuridici e soltanto sotto il profilo contabile, fa capo al Consolato di Stoccarda. Consta di un organico di sette impiegati, di cui tre ricadono nello status di impiegati a contratto; i connazionali residenti nell'area della cittadina di Mannheim sono circa 20.000, di cui 17.039 risultano iscritti all'Aire; la suindicata agenzia si configura come un riferimento indiscutibile in termini di erogazione dei servizi essenziali anche per circa i circa 500 imprenditori e liberi professionisti italiani, nonche' per ricercatori e studiosi dell'universita' di Heildeberg e per i militari italiani della Nato della forza ALCC; nel 2009 l'agenzia consolare ha provveduto al rilascio di 1085 Passaporti, al rinnovamento di 125 passaporti, al rilascio di 650 atti di stato civile e 385 atti notarili; secondo le statistiche stilate dall'ambasciata italiana a Berlino, la suindicata agenzia consolare si collocherebbe al nono posto su tredici consolati, in termini di efficienza e rispondenza alle esigenze della platea dei fruitori di servizi; nel caso della suindicata agenzia non si comprendono le reali ragioni che condurrebbero alla chiusura delle sue sedi, poiche' il numero di connazionali referenti della struttura e' superiore a quello afferente ad altre strutture non rientranti nelle dinamiche di riorganizzazione annunciate dal Ministero degli affari esteri citate in premessa; malgrado in piu' occasioni l'amministrazione degli esteri abbia voluto giustificare l'avvio della razionalizzazione in termini di impellente ed inderogabile esigenza di risparmio, la chiusura dell'agenzia consolare di Mannheim condurrebbe ad un risparmio irrisorio pari a 40.844 euro; i circa 20.000 connazionali afferenti alla struttura di Mannheim, saranno chiamati a far fronte ad importanti criticita' in termini di organizzazione e di gestione, affrontando non trascurabili disagi per recarsi al consolato generale di Stoccarda - distante circa 150 chilometri - anche solo per richiedere l'autentificazione di una firma, con ovvio riflesso sulla tenuta e sul rispetto dei diritti e delle garanzie dei nostri connazionali sul territorio; il consolato di Stoccarda, individuato come sede ricevente, presenta molteplici difficolta' di carattere logistico ed organizzativo, e stando alle gia' presenti criticita' date anche dalla esiguita' degli spazi e dall'abbondanza delle attivita' e delle pratiche da gestire non e' difficile immaginare che si possano creare delle serie difficolta' gestionali all'interno delle sue strutture sul breve periodo; la chiusura della suindicata agenzia portera' importanti disagi anche ai tre impiegati a contratto operanti da anni presso la struttura, costretti a lasciare la loro citta', le loro case - con conseguente riflesso anche sull'organizzazione familiare - per raggiungere una citta' distante oltre 150 chilometri; molti referenti politici ed istituzionali tedeschi hanno manifestato il loro, disappunto verso la potenziale chiusura dell'agenzia consolare, intervenendo in prima persona sollecitando una rettifica del progetto di razionalizzazione da parte del Ministero degli affari esteri; in data 15 agosto 2009 Lothar Mark, membro del parlamento tedesco, nonche' Stefan Rebmann, Presidente DGB della Regione Rhein-Neckar hanno trasmesso diverse missive all'Ambasciatore Valensise, al Ministro Frattini e al sottosegretario Mantica, evidenziando il carattere pregnante della permanenza di una realta' consolare, seppur ridimensionata, nella citta' di Mannheim - la seconda citta' per popolazione nella regione del Baden-Württemberg - e soprattutto l'irrisorieta' del risparmio che ne deriverebbe dalla chiusura della struttura considerato anche il numero di italiani residenti in loco; nel corso del 2009 sono state diverse le comunicazioni del presidente del Comites di Mannheim, Mario Perrone, indirizzate al Governo finalizzate ad una sensibilizzazione dei referenti dell'esecutivo sulle gravi ripercussioni che la chiusura consolare avrebbe comportato ed annunciando uno stato di agitazione dei cittadini afferenti all'agenzia consolare, al fine di salvaguardare i diritti dei lavoratori italiani emigrati. Molte sono state le azioni di protesta organizzate dal locale Comites tra giugno e dicembre del 2009; gli organi di stampa locale, come il Mannheimer Morgen, il Rhein Neckarzeitung ed il Bild, hanno riempito per giorni le loro pagine, esprimendo criticita' per la scelta dell'amministrazione italiana di chiudere la struttura per risparmiare soltanto 40.844 euro, una cifra irrisoria soprattutto se si considerano gli ingenti danni che la chiusura andrebbe ad arrecare sotto il profilo economico, amministrativo e funzionale alla nostra comunita' in loco oltre che al Paese stesso; Peter Kurz, sindaco di Mannheim ha indirizzato in questi mesi una missiva al Ministro esprimendo preoccupazione per i disagi che i concittadini italiani del circondario Reno Neckar potrebbero subire a seguito della chiusura della struttura consolare; in data 30 marzo 2010 il generale di brigata Claudio Ernesto Vercellotti, massimo referente della rappresentanza italiana presso il quartier generale del comando delle forze alleate in Heidelberg ha indirizzato una articolata nota al Ministro della difesa evidenziando le serie complicazioni che lo spostamento delle competenze sino ad ora svolte dalla rappresentanza di Mannheim alla sede di Stoccarda potrebbe comportare al personale militare italiano in Heildeberg, che rischierebbe di perdere un riferimento certo ed attivo per il disbrigo delle numerose pratiche afferenti sia alla vita comune di personale militare e rispettive famiglie, sia per l'ottenimento e rinnovo dei passaporti di servizio. Un disagio non trascurabile in una fase in cui il comando a seguito della recente trasformazione ha assunto una valenza di maggiore operativita'; gia' nel marzo 2009, l'allora ambasciatore italiano a Berlino Antonio Puri Purini evidenziava in una sua nota indirizzata al Ministero degli affari esteri che i livelli di integrazione degli italiani in Germania risultano non confortanti, e che il grado di partecipazione dei nostri connazionali alla vita politica, sociale ed economica del Paese che li ospita e' particolarmente basso; i livelli di integrazione dei nostri connazionali nel circondario di Mannheim, unito alla scarsa propensione di questi all'utilizzo di sistemi informatici, rendono poco plausibile l'ipotesi di «totem» o altre ipotesi di fruizione del consolato digitale. Piuttosto l'attuale situazione sociale e culturale della nostra comunita' in loco conferma l'esigenza indifferibile ed insostituibile da parte di questa di poter fare riferimento all'esperienza, alla conoscenza della normativa, alle usanze ai costumi e alla lingua locale di quegli impiegati a contratto residenti sul territorio che da circa 30 anni svolgono il loro ruolo nella struttura a servizio del nostro Paese e della nostra comunita', con abnegazione ed indiscutibile senso del dovere; l'offerta avanzata dal comune di Mannheim di mettere a disposizione dei locali pubblici gratuitamente delle strutture diplomatiche italiane, rappresenterebbe un presupposto certamente non trascurabile per predisporre delle ipotesi alternative alla attuale e programmata chiusura, annullando di conseguenza le spese di gestione della stessa struttura; sarebbe auspicabile mantenere uno sportello consolare operativo nella citta' di Mannheim, per far fronte alle esigenze e alle istanze dei tanti connazionali, con una attenzione in particolare per coloro la cui anzianita' e la cui mancata conoscenza dei sistemi informatici, rende complessa la fruizione di qualsivoglia altro servizio alternativo, che hanno ancora bisogno di assistenza e di guida nelle varie fasi di gestione dei processi dell'integrazione sul territorio di residenza. Una mancanza di tale disponibilita' e di apertura andrebbe a svilire la ratio dell'intero impianto delle garanzie e delle tutele a sostegno dei nostri connazionali oltre confine, di cui la rappresentanza diplomatica dovrebbe essere baluardo -: se sia a conoscenza delle questioni e degli aspetti tracciati in premessa; se intenda predisporre eventuali iniziative volte all'analisi della situazione attuale dell'agenzia consolare di Mannheim ed eventualmente finalizzate al mantenimento di una struttura - nell'ipotesi declassata - che garantisca adeguato sostegno rimanendo un punto di riferimento per i connazionali in loco.(4-06919)
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