INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/03683 presentata da TOTO DANIELE (POPOLO DELLA LIBERTA') in data 20090722

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Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-03683 presentata da DANIELE TOTO mercoledi' 22 luglio 2009, seduta n.206 TOTO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: si registrano con sempre maggiore frequenza notizie e dichiarazioni intorno a temute, possibili infiltrazioni di grandi organizzazioni criminali di stampo mafioso nel territorio abruzzese e persino nell'opera di ricostruzione dei comuni dell'Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, a partire dalla Citta' de L'Aquila; la Direzione nazionale antimafia, gia' nel dicembre 2006, nella sua relazione annuale relativa con riferimento al distretto de L'Aquila, riferiva che: «...le informazioni acquisite ...confermano la fondata convinzione che il territorio abruzzese possa dirsi sostanzialmente immune da radicati insediamenti di matrice mafiosa, quantunque siano in costante aumento ed assumano connotati di maggiore significativita' le presenze criminali organizzate nel pescarese e nel teramano...»; ulteriori pregressi segnali, furono evidenziati anche in una circostanziata interrogazione, presentata nel corso della quindicesima legislatura alla Camera dei deputati, nella quale si chiedeva, tra l'altro, al Governo: «se la Procura Distrettuale dell'Aquila, gli organi di Polizia giudiziaria e la Guardia di Finanza in particolare - ferma restando la tutela del segreto istruttorio - stanno monitorando la vasta rete di societa' che operano in Abruzzo e che sembrano essere riconducibili alla criminalita' organizzata siciliana, campana e pugliese». Riscontri di quei segnali sembra si siano concretamente avuti negli sviluppi di una complessa e lunga inchiesta denominata «Operazione Alba d'Oro», condotta dalla Direzione Investigativa antimafia de L'Aquila, che portava, il 16 marzo 2009, ad alcuni arresti, in provincia dell'Aquila, e al sequestro di un complesso turistico del valore di 2,5 milioni di euro con l'ipotesi accusatoria del reinvestimento di fondi provenienti dal cosiddetto «tesoro di Ciancimino»; piu' esplicitamente, il Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere, onorevole Giuseppe Pisanu, in un'intervista di alcuni mesi fa a un noto settimanale, esprimeva l'avviso che «Cosa nostra, 'ndrangheta e camorra sono gia' arrivate in Abruzzo e certamente puntano alla ricostruzione. Bisogna proteggere gli investimenti pubblici con una ferrea task force antimafia»; con singolare e allarmante sincronia, l'avvio degli interventi all'Aquila per la costruzione delle case temporanee, in sostituzione delle tende allestite in prima emergenza per il ricovero delle persone, e' stato contrassegnato dal sospetto che «i primi lavori del dopo terremoto sono andati a un imprenditore abruzzese in collegamento con prestanome che riciclavano, qui a Tagliacozzo, il «tesoro» di Vito Ciancimino», come si e' letto in un recente articolo pubblicato da un noto quotidiano nazionale; il Presidente del Consiglio dei ministri, a sua volta, esprimendosi sul tema, assicurava che «ci saranno controlli rigidissimi contro la mafia e le speculazioni saranno impossibili. Ricostruiremo tenendo fuori speculazioni e mafia»; l'articolo 16 del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, recante «Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici nella regione Abruzzo nel mese di aprile 2009 e ulteriori interventi urgenti di protezione civile», dispone una serie di misure atte a prevenire infiltrazioni della criminalita' organizzata negli interventi per l'emergenza e la ricostruzione nei territori colpiti dal fenomeno tellurico -: se si ritenga che le misure gia' adottate siano idonee e sufficienti per fronteggiare l'eventuale intrusione di elementi appartenenti o riconducibili ad organizzazioni criminose nei territori oggetto degli interventi economici e l'eventuale infiltrazione diretta o dissimulata delle organizzazioni criminali medesime nei lavori di ricostruzione; se il Governo non ritenga di adottare ulteriori iniziative finalizzate a prevenire ed intercettare fenomeni di riciclaggio di denaro e, in particolare, idonee al monitoraggio delle attivita' immobiliari potenzialmente suscettibili di illiceita'. (4-03683)
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