_:Bed6c1e5b78ce5fbe0e0886643cd10892 "Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 23 aprile 2007 nell'allegato B della seduta n. 148 All'Interrogazione 4-02021\n presentata da MINARDO Risposta. - Si ritiene opportuno premettere che, a seguito della trasformazione dell'ente Poste Italiane in società per azioni il Governo non ha il potere d'intervenire nella gestione aziendale che, com'è noto, rientra nella competenza specifica degli organi statutari della società. Tuttavia, allo scopo di poter disporre di elementi di valutazione in merito a quanto rappresentato dall'interrogante, si è provveduto ad interessare la società Poste Italiane la quale, ha comunicato quanto segue. Le questioni riguardanti le problematiche dei lavoratori a tempo determinato, assunti nel corso degli anni partendo dal 1997, e la gestione delle vertenze che ne sono derivate, sono riconducibili alla politica delle assunzioni seguita nel periodo compreso tra gli anni 1997 e il 2002 anni in cui la scelta del ricorso ad assunzioni a termine fu concepita al fine di perseguire l'obiettivo della trasformazione da ente pubblico economico a società per azioni e per fronteggiare, in conformità con gli obiettivi di risanamento imposti dal primo piano d'impresa, il processo di ristrutturazione e di riorganizzazione. L'attuazione di tale processo doveva comunque tenere conto dello squilibrio nella collocazione delle risorse umane presenti in azienda e dell'impossibilità di raggiungere intese a livello sindacale sul tema della redistribuzione del personale sul territorio. Secondo quanto riferito, la questione si sta sviluppando sia sul piano giudiziario sia su quello sindacale. Sul piano giudiziario, la società Poste Italiane sostiene che sta proseguendo nella gestione del contenzioso residuo, con particolare riferimento all'andamento delle controversie dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione che sarebbe intervenuta su circa cento ricorsi in tema di contratto a termine e avrebbe prevalentemente pronunciato sentenze con rinvio, enunciando principi di diritto sostanzialmente favorevoli, in molti casi, alle tesi aziendali specie in tema di «causali» esigenze eccezionali connesse alla ristrutturazione e riorganizzazione aziendale. Sul piano gestionale la medesima società ha riferito di avere progressivamente ridotto, a partire dal 2003, il ricorso alle assunzioni con contratto a tempo determinato e di avere ricercato il raggiungimento di un assetto occupazionale caratterizzato da maggiore stabilità, anche in ragione della necessità di elevare il livello qualitativo degli addetti. A completamento d'informazione, infine, la concessionaria ha richiamato l'accordo sindacale raggiunto nel gennaio 2006 che determina una modalità di consolidamento del rapporto di lavoro mediante la sottoscrizione libera e volontaria di un verbale di accordo individuale che contiene la rinuncia al contenzioso e garantisce all'azienda l'effettivo recupero degli importi economici liquidati per i periodi non lavorati. Il Ministro delle comunicazioni: Paolo Gentiloni Silveri." . _:Bed6c1e5b78ce5fbe0e0886643cd10892 "20070423" . _:Bed6c1e5b78ce5fbe0e0886643cd10892 "MINISTRO COMUNICAZIONI" . _:Bed6c1e5b78ce5fbe0e0886643cd10892 . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02021 presentata da MINARDO RICCARDO (FORZA ITALIA) in data 19/12/2006"^^ . "4/02021" . "2015-04-28T22:14:24Z"^^ . "MINARDO RICCARDO (FORZA ITALIA)" . "1"^^ . . . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA" . "20070423" . "20061219-20070423" . "Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-02021 presentata da RICCARDO MINARDO martedì 19 dicembre 2006 nella seduta n.088 MINARDO. - Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: i dipendenti delle poste assunti con contratto trimestrale nella vertenza contro l'amministrazione delle poste hanno avuto ragione dal Tribunale del Lavoro; il Tribunale ha sentenziato la riassunzione dei lavoratori risarcendoli dello stipendio non corrisposto, relativo al periodo di sospensione da parte dell'Ente poste; dopo tale sentenza sono iniziate quelle che secondo l'interpellante sono angherie nei confronti di diversi ricorrenti i quali sono stati messi in servizio con trasferimenti che potrebbero sembrare appositamente studiati per creare disagi ai lavoratori e alle loro famiglie destinandoli fuori provincia e fuori regione, quindi parecchio lontano dal comune di residenza; Poste italiane ed i sindacati hanno sottoscritto un accordo che all'interpellante appare un ricatto: i ricorrenti possono essere regolarizzati a condizione che restituiscano gli emolumenti per i periodi in cui non hanno prestato servizio e rinuncino ad ogni vertenza in materia di ruolo, trasferimento e anzianità -: interpellante si chiede come possa un'azienda pubblica fare uscire dal proprio bilancio soldi, che sono quelli restituiti regolarmente ai dipendenti e nel contempo farli rientrare e soprattutto da chi sono gestiti; se non ritenga di dover procedere ad un'indagine interna per verificare ciò che sta accadendo, secondo l'interrogante in termini di ricatti e soprusi, all'interno dell'ente poste spa nei confronti di tutti i ricorrenti e dei dipendenti. (4-02021)" . _:Bed6c1e5b78ce5fbe0e0886643cd10892 . . . "20061219" . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/02021 presentata da MINARDO RICCARDO (FORZA ITALIA) in data 19/12/2006" . . "Camera dei Deputati" . .