_:B649a910e8b844b98238c4baa0cb3274c "Atto Camera Risposta scritta pubblicata lunedì 26 febbraio 2007 nell'allegato B della seduta n. 115 All'Interrogazione 4-01140\n presentata da TONDO Risposta. - Con riferimento all'atto di sindacato ispettivo in esame, si fa presente, che la visita in Cina del Presidente del Consiglio On. Romano Prodi (13-18 settembre 2006) ha confermato l'ottimo stato dei rapporti tra Italia e Cina e una consonanza di fondo fra i due Paesi su molti dei principali temi internazionali. Essa ha altresì consentito di passare in rassegna i vari aspetti delle relazioni Italia-Cina e U.E.-Cina. Fra questi, una notevole importanza riveste quello, evocato dall'interrogante, della tutela dei diritti umani e dell'embargo sulle vendite di armi alla Cina. Su questo punto, il Governo ha mantenuto una linea di sostanziale continuità con quella che è stata da diversi anni a questa parte la posizione italiana sull'embargo alla vendita di armi alla Repubblica Popolare Cinese, deciso dall'Unione europea nel 1989 dopo i fatti di Tian An Men. Nel suoi colloqui a Pechino il 18 settembre scorso con il Presidente cinese Hu Jintao ed il Primo Ministro Wen Jiabao, il Presidente del Consiglio On. Prodi ha infatti puntualizzato che la decisione sull'embargo è una «decisione europea», suscettibile di essere modificata soltanto una volta che da parte cinese siano compiuti progressi su questioni di particolare sensibilità per l'Unione europea, quali i diritti umani. È all'interno di questi imprescindibili assi cartesiani che l'Italia è pronta a dare un contributo positivo ad una discussione nell'ambito dell'Unione europea che tragga le conseguenze delle mutate condizioni, anche in tale delicato settore, della sempre più avanzata e proficua partnership tra UE e Cina. Fino ad allora, fino a quando cioè non vi sarà una evoluzione della posizione europea, l'Italia applicherà in maniera rigorosa, come ha fatto finora, l'embargo, nel pieno rispetto delle disposizioni della legge 185 del 1990, che regola le esportazioni di materiale d'armamento dal nostro Paese. Si ricorda, ad ogni modo, che da alcuni anni si è avviata una riflessione in ambito UE su come aggiornare la posizione adottata nel 1989. Tale processo è stato avviato dal Consiglio europeo del 16 e 17 dicembre 2004. In quell'occasione, i Capi di Stato e di Governo, nel ribadire la volontà politica dell'Unione europea di operare per un miglioramento della situazione dei diritti umani in Cina, avevano tenuto conto della disponibilità dei Paesi membri a prendere in considerazione l'ipotesi di una revisione dell'embargo. Un'eventuale revoca avrebbe dovuto essere affiancata, sia da un rafforzamento del Codice di Condotta UE per le esportazioni di armi, sia dall'adozione del cosiddetto toolbox (strumento da applicare alle esportazioni di armi verso Paesi precedentemente sottoposti ad embargo). Un primo accordo politico su questo Codice di Condotta «rafforzato» è stato raggiunto fra i partner comunitari nel giugno 2005. Tuttavia, l'adozione formale di una «posizione comune» da parte del Consiglio è stata sospesa, anche a causa degli effetti concomitanti di due fattori: l'approvazione da parte cinese il 14 marzo 2005 della cosiddetta «legge antisecessione». Questa, pur ribadendo che la Cina farà ogni sforzo per la riunificazione pacifica dell'isola alla madrepatria, statuisce al tempo stesso la risolutezza di Pechino a far ricorso a tutti i mezzi necessari per stroncare ogni tentativo delle «forze indipendentiste» di Taiwan; i progressi incoraggianti, ma ancora distanti dagli standard auspicati che si sono potuti registrare nel dialogo fra UE e Cina in materia di diritti umani. Da quanto sopra esposto, risulta evidente che la posizione italiana espressa dal Presidente On. Prodi altro non è che la posizione europea. Una posizione che è stata peraltro ribadita anche nel comunicato congiunto emesso al termine del nono Summit Unione europea-Cina, che si è tenuto il 9 settembre 2006 a Helsinki. Nel punto 6 del comunicato l'Unione europea riconosce infatti «l'importanza di questa questione e conferma la sua disponibilità a lavorare nella direzione di un superamento dell'embargo sulla base del comunicato congiunto del Summit UE-Cina del 2004 e delle successive conclusioni del Consiglio europeo». Si fa, infine, presente che nel suo incontro con il Presidente cinese Hu Jintao e con il Primo Ministro Wen Jiabao, il Presidente On. Prodi ha tenuto a ribadire, più in generale, le posizioni dell'Italia e dell'UE in materia di rispetto dei diritti umani. Egli si è in particolare soffermato sulla tutela delle libertà di espressione, informazione e credo religioso, sottolineando come questi siano temi verso cui l'opinione pubblica italiana nutre particolare sensibilità. Ricordando come collaborazione e lungimiranza debbano essere alla base del dialogo UE-Cina anche per i diritti umani, il Presidente del Consiglio ha inoltre suggerito alle Autorità cinesi, come gesto significativo, di adottare la moratoria sulla pena di morte almeno durante le prossime Olimpiadi del 2008 che si terranno in Cina. Il Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali: Vannino Chiti." . _:B649a910e8b844b98238c4baa0cb3274c "20070226" . _:B649a910e8b844b98238c4baa0cb3274c "MINISTRO SENZA PORTAFOGLIO RAPPORTI PARLAMENTO E RIFORME ISTITUZIONALI" . _:B649a910e8b844b98238c4baa0cb3274c . . _:B649a910e8b844b98238c4baa0cb3274c . "Atto Camera Interrogazione a risposta scritta 4-01140 presentata da RENZO TONDO martedì 3 ottobre 2006 nella seduta n.046 TONDO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro degli affari esteri, al Ministro del commercio internazionale. - Per sapere - premesso che: da dichiarazioni riportate da alcune agenzie di stampa si apprende che nel corso della sua visita istituzionale nella Repubblica Popolare Cinese, il Presidente del Consiglio onorevole Romano Prodi, oltre ad aver dichiarato la disponibilità del Governo Italiano ad attivarsi in sede europea affinché sia rimosso l'embargo alla vendita di armi alla Cina, embargo assunto in conseguenza dei tragici fatti di Tienanmen, avrebbe evitato accuratamente di pronunciare il benché minimo intervento a tela dei diritti civili del popolo cinese, quotidianamente calpestati dalle Autorità e dal governo di quel Paese -: se quanto sopra espresso corrisponda a verità e in caso affermativo per quale motivo il Presidente del Consiglio, già Presidente della Commissione europea, abbia ritenuto di non utilizzare nessuno degli incontri istituzionali ad alto livello tenuti con i rappresentati del governo cinese per porre con forza un tema, quello dei diritti civili e in generale della libertà di opinione, fondante della democrazia italiana ed europea. (4-01140)" . "Camera dei Deputati" . . "1"^^ . "4/01140" . "TONDO RENZO (FORZA ITALIA)" . . "20061003-20070226" . "20070226" . . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA" . "2015-04-28T21:42:13Z"^^ . . . . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01140 presentata da TONDO RENZO (FORZA ITALIA) in data 03/10/2006"^^ . "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/01140 presentata da TONDO RENZO (FORZA ITALIA) in data 03/10/2006" . "20061003" . .