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        rdfs:label              "INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/00053 presentata da NIEDDU GIANNI (L'ULIVO) in data 13/06/2006"^^xsd:string ;
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                                  dc:description   "Atto Senato Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 012 all'Interrogazione 4-00053\n    presentata da NIEDDU         Risposta. \n Si rappresenta che, da molto tempo ormai, si osservano le cosiddette \nscie di condensazione (in inglese contrails ) provocate dagli scarichi \ndegli aerei o dalla turbolenza prodotta dalle ali. Tale fenomeno è \nuniversalmente noto ed è stato oggetto di numerosi studi nei decenni \npassati, per cui è possibile reperire una ricca documentazione scientifica.         Da alcuni \nanni, tuttavia, esistono gruppi e associazioni che hanno riportato la presenza \ndi scie con un comportamento apparentemente anomalo, rispetto alle comuni \nscie di condensazione. Tali fenomeni sono definiti scie chimiche (in inglese chemtrails ) e sono attribuiti al rilascio da parte degli aerei di \nsostanze chimiche che ne deformano l'aspetto.         Su internet esiste molto materiale, anche accompagnato da ricche documentazioni \nfotografiche, in genere raccolto sui web specialistici (i blog dei gruppi di osservazione delle scie) o sui siti di riviste ed osservatori \nindipendenti.         Altri siti web, invece, sono molto critici sull'esistenza del fenomeno \ne mettono in guardia contro la diffusione di informazioni che ritengono \nimprecise e con poco fondamento.         Non è \nstato però possibile trovare alcuna ricerca sulle scie chimiche \npubblicata su riviste scientifiche; manca completamente, cioè, del \nmateriale pubblicato che sia stato oggetto di una revisione indipendente \ne anonima da parte di altri ricercatori.         Sul meccanismo \nfisico di formazione, è utile premettere che la troposfera è \nla parte bassa dell'atmosfera dove è contenuta gran parte dell'aria \ne dove avviene la quasi totalità delle attività umane, inclusa \nquasi tutta la navigazione aerea.         La troposfera \nè alta tra i circa 6 km (nelle zone polari) e i circa 16 km nelle \nzone equatoriali;         nella sua \nparte più alta le temperature medie sono comprese tra 50ºC \ne 70ºC e il contenuto di vapor d'acqua è molto basso. \nIn questa zona si osserva comunemente la formazione di nuvolosità \nnaturale, tecnicamente definita  nuvolosità alta, appartenente alle \nfamiglie dei cirri o dei cirrostrati. Tali nuvole sono costituite \nda cristalli di ghiaccio e la loro forma ed evoluzione è dovuta \nalle condizioni meteorologiche.         Gli scarichi \ndegli aerei contengono una piccola quantità di vapor d'acqua \nche si mescola a quello già presente nell'aria e, spesso, forma \ncristalli di ghiaccio che appaiono, appunto, come lunghe scie bianche associate \nagli aerei. In letteratura è possibile trovare parecchi studi sulla \nforma, sulla durata e sulle condizioni meteorologiche associate.         La probabilità \ndi formazione delle scie è tanto più alta quanto più \nè bassa la temperatura e quanto più è alta l'umidità \nrelativa dell'aria alla quota di volo dell'aereo. Pertanto le \nscie sono più comuni d'inverno e sono normalmente associate \nad aerei ad alta quota.         Tali scie \npossono durare da qualche minuto a qualche ora (in alcuni casi anche parecchie \nore) prima di dissolversi. In alcuni casi le scie restano compatte, in \naltri casi si allargano e coprono porzioni consistenti di cielo. In altri \ncasi, infine, l'interazione di numerose scie porta alla formazione \ndi vere e proprie nuvole alte.         Come per le \nnuvole alte, la forma e l'evoluzione delle scie di condensazione è \ndata dalle condizioni meteorologiche in quota, tanto che alcuni tecnici \ne ricercatori hanno proposto di utilizzarle come uno strumento meteorologico \noperativo.         Anche il tipo \ndi combustibile ed il tipo di motore dell'aereo svolgono un ruolo \nimportante. In particolare, alcuni suggeriscono che il tasso di zolfo nel \ncombustibile possa giocare un ruolo importante.         La densità \ndelle scie di condensazione è funzione delle condizioni meteorologiche, \nma è ovviamente funzione della densità del traffico aereo. \nLa porzione media di cielo coperta dalle scie, dunque, è più \nelevata sopra la parte occidentale degli Stati Uniti e sopra l'Europa \noccidentale, rispetto ad altre parti del pianeta.         A livello \nplanetario si osserva che le scie coprono in media lo 0.1% del cielo; in \nalcune parti del pianeta, però, esse arrivano a coprire il 20%. \nAlcuni ricercatori hanno evidenziato che nel corso dei decenni l'aumento \ndel traffico aereo ha portato ad un aumento della copertura nuvolosa alta \nnelle zone maggiormente interessate. Tutti gli studi, però, sono \na scala globale o sugli Stati Uniti, mentre nel caso specifico della Sardegna \nnon è stato possibile reperire studi sulle scie di condensazione.         Sin dagli \nanni 1970 è stato studiato il possibile effetto sul clima di tale \nfenomeno, considerato che la nuvolosità naturale ha un effetto ben \nnoto sulle temperature superficiali. Durante il giorno, infatti, la copertura \nnuvolosa riduce l'irraggiamento nel visibile e, dunque riduce la temperatura \nsuperficiale; di notte, invece, la copertura rallenta il raffreddamento \nnotturno e, dunque, aumenta le temperature superficiali. L'effetto \nnetto della nuvolosità, dunque, è quello di ridurre l'escursione \ntermica.         Gli studi \ncondotti sembrano indicare un aumento della nuvolosità alta ed una \nriduzione dell'escursione termica nelle zone maggiormente interessate \ndal traffico aereo, come ad esempio la parte orientale degli Stati Uniti. \nOccorre tuttavia rimarcare che l'intero problema è ancora in \nfase di studio ed occorre esaminarlo con maggior attenzione prima di trarre \ndelle conclusioni. Questo tipo di precauzione, poi, è particolarmente \nimportante considerata la grande attenzione dell'opinione pubblica \nriguardo ai cambiamenti climatici.         Sebbene l'argomento \nabbia destato l'attenzione di numerosi siti specialistici, non esiste \nuna definizione esatta di scia chimica (o chemtrail ). Solitamente \nesse vengono descritte come più consistenti, più persistenti \ne spesso più basse di quelle comuni. Tali scie, inoltre, vengono \nnotate in porzioni di cielo diverse dalle normali aerovie ed in molti casi \nsono state associate ad aerei militari. Altre osservazioni, infine, parlano \ndi scie che si intersecano e spesso si espandono sino a formare della nuvolosità \nanaloga alla nuvolosità alta di tipo naturale.         Trattandosi \ndi una descrizione soggettiva non è possibile applicarla in maniera \nuniversale e, infatti, gli stessi siti specialistici riportano solo osservazioni \nsparse da parte di singoli o di gruppi di osservatori, solitamente corredati \nda fotografie.         Una seconda \ncaratteristica attribuita alle scie chimiche, da cui appunto il nome, è \nla presenza di alcuni composti chimici rilasciati intenzionalmente dagli \naerei che ne modificano le caratteristiche. In generale si parla di bario, \ndi alluminio o di altri metalli pesanti, tuttavia non è stato possibile \nreperire analisi chimiche delle scie né dirette né indirette.         Come prova \nindiretta, generalmente si fa riferimento ad un'analisi chimica del \nterreno condotta in una località dell'Alberta (Canada) dopo \nun episodio di presunte scie chimiche che ha riscontrato una concentrazione \nanomala di bario ed alluminio nel terreno. Per poterlo associare alle scie, \nperò, occorrerebbe in primo luogo valutare attentamente le condizioni \nmeteorologiche dell'episodio citato, poiché dei sali rilasciati \nin atmosfera da aerei che viaggiano ad alta quota hanno una buona probabilità \ndi disperdersi molto lontano rispetto alla verticale del punto di rilascio.         Le osservazioni \nsono iniziate nella seconda metà degli anni '90 e dei gruppi \ndi osservazione si sono formati anche sul territorio nazionale. Nel caso \ndella Sardegna, ad esempio, il gruppo di osservazione ha sede a Nuoro, \nma riporta osservazioni sull'intero territorio regionale.         I siti, sia \nnazionali che internazionali, riportano una crescita progressiva del fenomeno. \nNon esistono osservazioni precedenti che permettano di valutare se il fenomeno \nesistesse prima degli anni '90 e non è possibile valutare se \nl'aumento delle osservazioni sia un effetto dell'aumento della \ndensità degli osservatori o di un aumento della frequenza del fenomeno.         I siti specialistici \ned il materiale in esso contenuto parlano di effetti sulla salute umana \ned elencano un insieme di disturbi conseguenti ad episodi di scie. Gli \neffetti riportati sono tosse secca persistente, malessere respiratorio \ne intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, \nforte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, \nfeci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi. Altri, invece, mettono in relazione le scie chimiche colla \ndiffusione di epidemie come il morbo della mucca pazza, la SARS e l'influenza \naviaria.         Non sono stati \ntrovati studi epidemiologici sul fenomeno.         Un secondo \nfilone di materiale ritiene che le scie chimiche possano modificare il \nclima. Alcuni, infatti, ritengono che il bario rilasciato possa in qualche \nmodo ridurre la precipitazione ed essere responsabile di recenti episodi \ndi siccità. Altri riconducono il fenomeno ad altri tentativi di \nmodificare il clima. Sebbene esistano teorie scientifiche che prevedano \nla modifica del clima, si ritiene che gli elementi riportati sui siti specialistici \nsiano troppo poco precisi per poter supportare queste affermazioni.         I siti specialistici \nsospettano che le scie chimiche siano esperimenti militari con vari scopi, \ngeneralmente in controllo del clima o altre forme di guerra non convenzionale.         A supporto \ndi queste osservazioni si riportano due documenti pubblici, reperibili \nsu internet: lo studio Air Force 2025 ed il materiale relativo all'antenna \nHAARP.         Lo studio \nAir Force 2025 è uno studio commissionato dallo Stato Maggiore dell'Aeronautica \nMilitare USA nel 1996 sugli scenari futuri di guerra che prevede, tra l'altro, \nil controllo del tempo atmosferico come elemento strategico.         L'antenna \ndel centro HAARP (situato in Alaska), invece, ha come scopo lo studio delle \nonde a bassissima frequenza dell'alta atmosfera. La potenzialità \ndi questa antenna come strumento per ridurre l'intensità di \ntornado ed uragani è stata studiata alla fine degli anni '90 \ne la tecnica è stata brevettata dal Centro Studi Eastlund.         Alcuni sostengono \nche il bario delle scie chimiche sia necessario proprio per rilevare le \nonde emesse da tale antenna.         Non è \nstato possibile trovare legami fra questi due documenti e le scie chimiche.         Oltre al materiale \ndei sostenitori delle scie chimiche, sul web è possibile \ntrovare molto materiale di ricercatori, associazioni ed enti che riportano \nposizioni fortemente critiche.         In genere, \nsi afferma che le scie chimiche non siano altro che comuni scie di condensazione \nil cui aspetto anomalo è dato dalle particolari condizioni meteorologiche. \nIn genere si tratta di ricercatori che hanno studiato a lungo le scie di \ncondensazione e dalle quali si evince chiaramente che possono comportarsi \nanche come le presunte scie chimiche.         Le altre critiche, \ninvece, riportano il problema sul piano metodologico, economico e del buon \nsenso, come ad esempio:             questi \nfenomeni peculiari sono osservati più spesso di quanto non avvenisse \nin passato perché è cresciuta l'attenzione e la preoccupazione \nda parte dei gruppi di osservatori;             se \nsi trattasse di un tentativo massiccio di modificare il clima come quello \nipotizzato, sarebbe necessario uno sforzo enorme in termini di mezzi, incompatibile \ncolle attività di qualunque aviazione militare;             se \nfosse uno sforzo per avvelenare la popolazione sarebbe molto più \nefficace, economico e discreto avvelenare direttamente le riserve d'acqua \no gli acquedotti, invece di diffonderlo tramite aereo da altissime quote.         Dall'esame della letteratura \nscientifica internazionale e del contenuto dei siti web specialistici \nnon è possibile confermare l'esistenza delle scie chimiche. \nI siti specialistici degli osservatori delle scie chimiche, in particolare, \nrisultano carenti dal punto di vista scientifico.         Si possono, \ntuttavia, fare le seguenti considerazioni.         L'interpretazione \npiù plausibile del fenomeno è che i presunti episodi di scie \nchimiche siano in realtà comuni scie di condensazione che sono durate \npiù a lungo ed hanno assunto forma peculiare per effetto delle condizioni \nmeteorologiche.         Non si può \nescludere che, assieme alle condizioni meteorologiche, anche il combustibile \ned il tipo di motore degli aerei possano concorrere a produrre scie di \ncondensazione dall'aspetto peculiare. Solo ulteriori e complessi studi, \nche coinvolgano gli operatori del trasporto aereo civile e militare e gli \nenti preposti alloro controllo, potrebbero eventualmente dare una risposta \ndefinitiva.         Da circa tre \ndecenni la comunità scientifica sta studiando la possibilità \nche le comuni scie di condensazione possano influenzare il clima delle \nzone maggiormente interessate dal traffico aereo. Nonostante siano stati \nottenuti interessanti risultati, non sono però definitivi.         Da molti anni \nesistono teorie che prevedono la possibilità di controllare il clima; \ntuttavia, nell'unico caso oggetto di una lunga e ben documentata sperimentazione, \ncioè l'inseminazione delle nubi per la stimolazione delle piogge, \ni risultati sono ancora controversi dopo 60 anni di esperimenti. È \npertanto prematuro ritenere che altre tecniche, come ad esempio l'uso \ndel bario per ridurre la precipitazione o l'uso dell'antenna \nHAARP, possano essere considerate efficaci ed affidabili senza aver condotto \nuna lunga e attenta sperimentazione. In entrambi i casi, non sono state \ntrovate chiare informazioni che permettano di legare una sperimentazione \nin tal senso alle scie di condensazione.         Va in ogni \ncaso sottolineato che non sussiste alcun elemento per ipotizzare una qualsiasi \nspecificità dei fenomeni di scia per i cieli della Sardegna. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio \ne del mare Pecorario Scanio"
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        dc:creator              "NIEDDU GIANNI (L'ULIVO)" ;
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        dc:description          "Atto Senato Interrogazione a risposta scritta 4-00053 presentata da GIANNI NIEDDU martedì 13 giugno 2006 nella seduta n.008 NIEDDU - Ai Ministri dell'ambiente e della tutela del territorio, della difesa, della salute e dei trasporti - Premesso che: sono rilevabili a quote diverse nel nostro spazio aereo scie persistenti di natura non determinata, denominate dagli organi di stampa e da associazioni specializzate con il termine di chemtrails ; in particolare negli ultimi mesi sui cieli della Sardegna, specialmente nelle giornate limpide, sono state notate da parte della popolazione residente, creando una forte preoccupazione ed apprensione, scie conseguenti ad un intenso traffico di aerei non identificati i quali percorrono rotte non convenzionali; tali scie intersecandosi tra loro generano una sorta di reticolato, non si dissipano subito, come accade normalmente, ma sfaldandosi si allargano e lentamente si espandono formando un manto nuvoloso che interessa un'area molto vasta; ambienti scientifici internazionali avvalorerebbero la tesi che si tratta di scie contenenti sostanze nocive per la salute dei cittadini; alcuni studiosi sostengono, peraltro, che tutto ciò sarebbe l'effetto di specifiche sperimentazioni per verificare o provocare mutamenti climatici, altri ancora pensano a possibili utilizzi militari, per la presenza consistente, nelle zone sottoposte a monitoraggio, di silicio e materiali di altra natura, l'interrogante chiede di sapere: se il fenomeno sia oggetto di rilevazione o di studio per la parte di competenza di ciascun dicastero; se i Ministri in indirizzo interessati siano già in possesso di dati o ipotesi che possano in qualche modo far luce sul fenomeno; se si ritenga opportuno fornire spiegazioni sulle conseguenze che le scie chimiche rilasciate dagli aerei possano avere sulla salute dei cittadini, nonché chiarire se negli ultimi mesi siano stati autorizzati piani di volo sulla regione Sardegna per scopi riconducibili alla materia in oggetto. (4-00053)" ;
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