INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02849 presentata da FAVA CLAUDIO (ARTICOLO 1-MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA) in data 06/03/2017

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Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-02849 presentato da FAVA Claudio testo presentato Lunedì 6 marzo 2017 modificato Martedì 7 marzo 2017, seduta n. 754 FAVA . — Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che: al detenuto Aldo Ercolano, condannato all'ergastolo per omicidio e associazione di stampo mafioso, è stato revocato il regime speciale di detenzione previsto dall'articolo 41- bis ; il fatto ha già provocato la preoccupata reazione della direzione nazionale antimafia che, nell'ultima relazione semestrale, ha inteso stigmatizzare la decisione, ritenendo che «il venir meno del regime di cui all'articolo 41- bis nei confronti di Aldo Ercolano, nipote di Benedetto Santapaola e da questi designato alla successione anche per l'autorevolezza di cui gode all'interno della “famiglia”, rende particolarmente preoccupante e meritevole di un attento monitoraggio la situazione che può determinarsi all'interno delle carceri in cui sono reclusi gli associati a tale cosca mafiosa (...) in quanto appare assai verosimile che possano essere effettuati, con la regia dell'Ercolano, nuovi reclutamenti (...) e che vengano impartite importanti indicazioni strategiche sull'operatività della cosca da veicolare all'esterno»; Aldo Ercolano è figlio di Giuseppe Ercolano – capo dell'omonima famiglia mafiosa, recentemente deceduto – nonché nipote di Benedetto Santapaola, noto capomafia catanese; dopo l'arresto dello zio Benedetto Santapaola, l'Ercolano aveva assunto la reggenza di Cosa nostra sul territorio di Catania; l'ufficio anticrimine della questura di Catania in una nota recente scrive che Ercolano «seppur detenuto da molti anni, ha sempre avuto e continua ad avere una posizione di assoluto prestigio all'interno della famiglia»; la famiglia Ercolano, imparentata con quella dei Santapaola e dei Mangion, rappresenta una delle cosche storiche di Cosa nostra nella Sicilia orientale; risale a pochi giorni fa la confisca ai sensi della «legge La Torre» di due aziende del valore di dieci milioni di euro intestate ai fratelli di Aldo; i rapporti tra il vecchio capomafia Giuseppe Ercolano, padre di Aldo, e l'editore del quotidiano La Sicilia Mario Ciancio hanno determinato l'apertura di un'indagine che attualmente vede Ciancio indagato per concorso esterno in associazione mafiosa; in occasione della recente missione della Commissione d'inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere a Catania, a domanda specifica dell'interrogante, sia il prefetto che il questore e il comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri hanno detto di non essere al corrente del provvedimento di revoca del 41- bis nei confronti di Aldo Ercolano; l'attuale pericolosità mafiosa della famiglia Ercolano e il ruolo indiscutibilmente apicale che vi ricopre Aldo Ercolano sono fatti inoppugnabili–: quali motivazioni giustifichino la revoca del 41- bis nei confronti del detenuto Aldo Ercolano; se il Ministro interrogato non ritenga di assumere iniziative per riattivare tempestivamente il 41- bis nei confronti del suddetto detenuto. (3-02849)
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