INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/02397 presentata da COLLETTI ANDREA (MOVIMENTO 5 STELLE) in data 18/07/2016

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Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-02397 presentato da COLLETTI Andrea testo presentato Lunedì 18 luglio 2016 modificato Martedì 19 luglio 2016, seduta n. 657 COLLETTI e NESCI . – Al Ministro della salute . – Per sapere – premesso che: in data 7 maggio 2014 la signora Caterina Viscomi, nel dare alla luce il suo primogenito, è entrata in coma presso l'Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e da allora non si è più ripresa; secondo la consulenza tecnica di parte disposta dal pubblico ministero ed affidata ai professori Albarello e Pietropaoli, l'anestesista, dottoressa Loredana Mazzei, è stata ritenuta responsabile di un grave errore sanitario, avendo assunto durante il parto cesareo un comportamento contrassegnato da imperizia e negligenza; alcuni mesi dopo, la Mazzei è deceduta. Esistono prove documentali che attestano come la Mazzei, da diversi anni, presentasse un quadro clinico contrassegnato da comportamenti ispirati a un misticismo esasperato, al punto che il dottor Fabrizio Gennari, primario dell'Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, che aveva stipulato un rapporto di collaborazione con l'Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, aveva chiesto al dottor Mario Verre, primario del reparto di rianimazione del Pugliese-Ciaccio, che la Mazzei venisse, con urgenza, sollevata dall'incarico. Agli atti è emerso che nel 2012 era stato aperto un procedimento disciplinare nei confronti della Mazzei, procedimento che per motivi non chiariti è stato archiviato da Verre; il pubblico ministero ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l'archiviazione del procedimento in seguito all'intervenuto decesso della Mazzei, in quanto unica responsabile di quanto accaduto. Tuttavia, il marito della signora Caterina Viscomi, il signor Paolo Lagonia, ha presentato istanza di opposizione corredata da una memoria integrativa rispetto alla richiesta di archiviazione, per due ordini di motivi. In primo luogo, l'evento si è verificato all'interno di una sala operatoria nella quale erano presenti altri quattro soggetti professionisti, tenuti a svolgere attività medico-chirurgica in équipe , cioè attività contraddistinta da costante collaborazione e interazione per il raggiungimento di un obiettivo comune (vita e integrità psicofisica della paziente). Ebbene, tali soggetti, pur potenzialmente indagabili per comportamenti anche omissivi costituenti reato, hanno rilasciato dichiarazioni che evidenziano circostanze non riscontrate nelle cartelle cliniche, a loro discarico e ad esclusivo sfavore della Mazzei, come se ella fosse stata l'unico soggetto ad avere accesso al monitor di sala operatoria e soprattutto l'unico soggetto a dover vigilare sull'andamento dell'operazione (fatto questo incontrovertibilmente negato sia dalle linee guida per la sicurezza in sala operatoria che da una copiosa e univoca giurisprudenza di legittimità). In secondo luogo, non si è adeguatamente approfondito il comportamento tenuto dai vertici dell'azienda sanitaria, nonché dal primario della rianimazione, Verre (diretto superiore della Mazzei), risultando palese che, a causa delle problematiche comportamentali della Mazzei, inibirle di operare in area di emergenza già dal 2012 avrebbe dovuto rappresentare un obbligo inderogabile per il responsabile del servizio. Il contegno omissivo di Verre, nonché degli altri chiamati a sospendere la Mazzei, ponendosi come antecedente causale ai fatti succeduti, si appalesa quantomeno fonte di responsabilità autonoma e correlata agli eventi, che di certo non può passare inosservata; in data 11 gennaio 2016, il giudice per le indagini preliminari, con ordinanza, ha rigettato la richiesta di archiviazione invitando il pubblico ministero ad un adeguato approfondimento delle indagini, che dovrà avvenire entro il termine di 6 mesi; in data 20 gennaio 2016 il Ministero della salute – direzione ministeriale programmazione sanitaria, livelli essenziali di assistenza e principi etici del sistema ha chiesto all'assessorato calabrese una relazione sulla vicenda accaduta a Caterina Viscomi, segnalando l'urgenza di acquisire ogni utile elemento informativo sul caso e chiedendo alla regione di verificare quanto accaduto e comunicare con sollecitudine gli esiti delle verifiche –: se il Ministro abbia già disposto o intenda promuovere, per quanto di competenza, un'ispezione presso l'Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro per verificare perché non venne mai sospesa o licenziata la dottoressa Mazzei e se vi siano stati altri casi in cui il suo comportamento abbia provocato danni o decessi ai pazienti del medesimo ospedale. (3-02397)
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20160719 
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