INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/02393 presentata da BORDO FRANCO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') in data 12/07/2016

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-02393 presentato da BORDO Franco testo presentato Martedì 12 luglio 2016 modificato Mercoledì 13 luglio 2016, seduta n. 653 FRANCO BORDO , SCOTTO , AIRAUDO , COSTANTINO , D'ATTORRE , DURANTI , DANIELE FARINA , FASSINA , FAVA , FERRARA , FOLINO , FRATOIANNI , CARLO GALLI , GIANCARLO GIORDANO , GREGORI , KRONBICHLER , MARCON , MARTELLI , MELILLA , NICCHI , PAGLIA , PALAZZOTTO , PANNARALE , PELLEGRINO , PIRAS , PLACIDO , QUARANTA , RICCIATTI , SANNICANDRO , ZARATTI e ZACCAGNINI . – Al Ministro dell'economia e delle finanze . – Per sapere – Premesso che: sono circa due anni che il gruppo parlamentare Sinistra Italiana-Sinistra Ecologia Libertà sollecita il Governo a considerare ogni atto di competenza finalizzato ad assicurare, durante l’ iter di privatizzazione di Poste italiane spa , la tutela, la protezione sociale e il mantenimento dei livelli occupazionali attuali di tutti i lavoratori impiegati presso l'ente, con particolare riferimento a quelli operanti nel settore del recapito postale in conformità all'ordine del giorno n.9/2679- bis -A/26 presentato dal gruppo Sinistra Ecologia Libertà, accolto dal Governo già in data 30 novembre 2014 e richiamato dalla mozione approvata dal Parlamento n.1-00818; come noto, il Governo ha previsto l'alienazione di un'ulteriore quota della partecipazione detenuta dal Ministero dell'economia e delle finanze nel capitale di Poste italiane spa , suscettibile di determinare effetti negativi dovuti al venir meno del versamento dei dividendi distribuiti al Ministero dell'economia e delle finanze da Poste italiane spa ; sono altresì prefigurabili effetti, di carattere eventuale e indiretto e di entità non predeterminabile, dovuti alle variazioni di gettito fiscale per la tassazione, da un lato, dei maggiori dividendi distribuiti a soggetti esterni alla pubblica amministrazione, dall'altro, dei minori interessi sul debito erogati; gli effetti finanziari della «Brexit» sulla borsa italiana combinati alle possibili turbolenze legate alle necessità di ricapitalizzazione del sistema bancario italiano, ad avviso degli interroganti, metterebbero a rischio l'eventuale afflusso legato al collocamento azionario; in questo senso pare anche difficile replicare i valori di quotazione di 6,75 euro ad azione ottenuti nel settembre 2015 e quindi il gettito finale che il Governo, per quanto risulta, intende ottenere, ovverosia, 2,5 miliardi di euro; il processo di privatizzazione interviene a poche settimane dal conferimento del 35 per cento di Poste italiane spa dal Ministero dell'economia e delle finanze alla Cassa depositi e prestiti, per andare a finanziare un aumento di capitale della stessa Cassa depositi e prestiti pari a 2,9 miliardi di euro. Tale trasferimento, secondo quanto riportato dall'agenzia Moody's , non ha un impatto positivo sul rating di Poste italiane spa che rimarrà Baa2, con outlook stabile; come riportato dalla stampa nazionale, secondo il presidente dell'Acri (Associazione fondazioni e casse di risparmio spa), Giuseppe Guzzetti, senza il conferimento del 35 per cento di Poste italiane spa da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, ci sarebbero stati problemi a confermare il dividendo ai soci, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle fondazioni bancarie. Sempre secondo Guzzetti, dunque, il conferimento di Poste italiane spa intanto ha permesso di distribuire il dividendo 2015 sui livelli del 2014, cosa che non era assolutamente scontata, anzi se non c'era il conferimento ci sarebbero stati grossi problemi a mantenere la cedola. L'operazione, dunque, lungi dal rappresentare un'operazione nell'interesse generale pubblico, è stata portata a termine, ad avviso degli interroganti, con lo scopo di distribuire dividendi a soggetti privati, come le fondazioni bancarie che sono peraltro competitor diretti di Poste italiane spa che è controllante di Poste italiane spa ; come emerso nelle dichiarazioni congiunte delle organizzazioni sindacali, tale conferimento, inoltre, fa emergere un potenziale conflitto di interesse. È infatti noto che Poste italiane spa colloca per conto di Cassa depositi e prestiti i cosiddetti buoni postali fruttiferi e i libretti di risparmio postale a fronte di commissioni periodicamente contrattate. Le consistenze di Cassa depositi e prestiti per quasi l'80 per cento derivano proprio dalla raccolta di risparmio postale. Dunque, si verificherà che Cassa depositi e prestiti, maggiore azionista di Poste italiane spa , sarà contemporaneamente controparte contrattuale nella definizione del rapporto economico tra emittente e collocatore; il combinato disposto di queste due operazioni (conferimento e ulteriore privatizzazione) segnala un definitivo sganciamento del Ministero dell'economia e delle finanze e, quindi, del controllo pubblico su una delle più grandi aziende pubbliche italiane, aprendo una fase di incertezza sul futuro dei servizi erogati ai cittadini, a partire dal servizio universale. Il mutato assetto proprietario inevitabilmente favorirà lo sviluppo delle attività finanziarie del gruppo Poste italiane spa, con un'inevitabile contrazione delle attività preposte al servizio universale, fino al loro totale annullamento; i rapporti tra lo Stato e il fornitore del servizio universale sono disciplinati dal contratto di programma. Il nuovo contratto di programma 2015-2019 tra il Ministero dello sviluppo economico e la società Poste italiane spa per la fornitura del servizio postale universale è stato firmato il 15 dicembre 2015, come previsto dalla legge di stabilità per il 2015. Il contratto è entrato in vigore il 1 o gennaio 2016 e ha ottenuto l'approvazione della Commissione europea. Il contributo per l'onere del servizio postale universale è pari a 262,4 milioni di euro all'anno e viene erogato entro il 31 dicembre di ciascun anno di vigenza del contratto, con cadenza mensile; il servizio universale rappresenta un presidio essenziale per la vita economica e sociale di tutti i territori del nostro Paese. L'ingresso di una nuova compagine azionaria rischia di mettere a repentaglio la capillarità della rete postale italiana e i servizi offerti alla cittadinanza; inoltre, sono oltre 30 milioni i soggetti (piccole e medie imprese, enti locali, cittadini, pensionati e lavoratori) che hanno un rapporto costante con il gruppo Poste italiane spa ; una tale massa di dati sensibili rischia di essere gestita da un soggetto totalmente privato, assunto che nell'era della comunicazione e dell'economia digitale costituiscono valore il possesso e la gestione di dati individuali, senza effettive garanzie in termini di tutela della privacy e dei dati industriali ed economici sensibili; infine, la dismissione di azioni da parte del Ministero dell'economia e delle finanze non prevede il reinvestimento di parte del ricavato della vendita in azioni di sviluppo industriale del gruppo Poste italiane spa . Come sottolineano le organizzazioni sindacali, la capillarità della rete postale, i servizi di prossimità, le potenzialità di innovazione e sviluppo del segmento logistico necessitano senza dubbio di investimenti finalizzati al consolidamento di asset portanti per il Paese che un azionariato privato potrebbe considerare come non strategici –: quali elementi si intendano fornire alla luce di quanto descritto in premessa e quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere, per quanto di competenza, al fine di salvaguardare la protezione sociale e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali di Poste italiane spa , assicurando al contempo la piena operatività del servizio universale ed evitando che il processo di privatizzazione arrechi disagi ai cittadini italiani, che si vedrebbero privati dell'effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, così come previsto dall'accordo siglato tra Poste italiane spa e lo Stato. (3-02393)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 
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NICCHI MARISA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
ZARATTI FILIBERTO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
SCOTTO ARTURO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
ZACCAGNINI ADRIANO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
PELLEGRINO SERENA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
MELILLA GIANNI (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
PALAZZOTTO ERASMO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
MARCON GIULIO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
GIORDANO GIANCARLO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
PANNARALE ANNALISA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
COSTANTINO CELESTE (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
FARINA DANIELE (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
SANNICANDRO ARCANGELO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
QUARANTA STEFANO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
PLACIDO ANTONIO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
PIRAS MICHELE (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
KRONBICHLER FLORIAN (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
RICCIATTI LARA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
DURANTI DONATELLA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
AIRAUDO GIORGIO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
FERRARA FRANCESCO DETTO CICCIO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
FOLINO VINCENZO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
D'ATTORRE ALFREDO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
GALLI CARLO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
FAVA CLAUDIO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
FRATOIANNI NICOLA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
PAGLIA GIOVANNI (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
FASSINA STEFANO (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
GREGORI MONICA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
MARTELLI GIOVANNA (SINISTRA ITALIANA - SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA') 
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