INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01675 presentata da ORLANDO LEOLUCA (ITALIA DEI VALORI) in data 20110524

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Atto Camera Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01675 presentata da LEOLUCA ORLANDO martedi' 24 maggio 2011, seduta n.477 LEOLUCA ORLANDO, CIMADORO, PIFFARI, EVANGELISTI e BORGHESI. - Al Ministro dello sviluppo economico. - Per sapere - premesso che: molti Paesi hanno risposto alla crisi cominciata nel 2008 varando «pacchetti verdi», ossia misure di promozione dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili; ma, secondo gli interroganti, finora e' evidente a tutti che l'energia e l'ambiente non rientrano tra le priorita' del Governo, come si evince - tra l'altro - dallo stesso Piano nazionale di riforma, da poco approvato nell'ambito del Documento di economia e finanza 2011, dove l'energia e l'ambiente non figurano tra le priorita' del Governo; lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Obama, nel febbraio 2011, nel suo discorso sullo stato dell'Unione, dichiarava: «il Paese che controllera' un'energia pulita e rinnovabile sara' il leader del XXI secolo»; al contrario, il Governo, pur ponendo un finto «stop» sulla scelta del nucleare, mantiene ferma la volonta' di riprendere in futuro la via dell'atomo, e questo avverra' inevitabilmente a scapito dello sviluppo delle fonti rinnovabili. Secondo il Presidente del Consiglio infatti: «siamo assolutamente convinti che l'energia nucleare e' il futuro per tutto il mondo». «È un destino ineluttabile». In un'intervista del 20 aprile 2011, il Ministro interrogato ha risposto: «Quanto alla valenza reale dello stop al nucleare parliamoci chiaro: Fukushima ci ha mostrato che incidenti rilevanti sono possibili. Lo dico mal volentieri, visto che ero e rimango nuclearista convinto»; diversa sembra essere l'opinione del Ministro Tremonti, il quale il 19 aprile 2011, a Bruxelles in audizione al Parlamento europeo, ha dichiarato che l'incidente di Fukushima non e' «riducibile alla banalita' di un incidente tecnico», ma assume una dimensione «molto rilevante in cifra storica». Il Ministro ha richiesto di fare un calcolo vero dei costi del nucleare, perche' ritiene che non sia mai stato fatto prima. «Sappiamo» ha detto «che i benefici (del nucleare) ci sono e sono locali, ma i malefici sono generali». Tremonti ha coniato il concetto di «debito nucleare», secondo il quale i costi per il decommissioning, cioe' quelli derivanti dalla chiusura di una centrale nucleare, ridurrebbero il prodotto interno lordo del Paese e, comunque, ne aumenterebbero sensibilmente il debito; la ripresa del nucleare, come e' nelle intenzioni esplicite del Governo, dirottera' inevitabilmente risorse finanziarie per la ripresa del nucleare nel nostro Paese; tutte risorse che sarebbe invece fondamentale dirottare per lo sviluppo delle fonti energetiche alternative, per la crescita della filiera italiana delle rinnovabili e per la ricerca e l'innovazione in questo ambito; malgrado tutto, in un anno si sono installati in Italia impianti per le energie rinnovabili con un potenziale di produzione energetica pari a quello di una centrale nucleare; in conseguenza degli elevatissimi costi a carico delle casse pubbliche (finanziamenti e sovvenzioni), la scelta nucleare ostacola infatti il perseguimento degli obiettivi di diffusione delle fonti rinnovabili, innovazione tecnologica ed efficienza energetica: l'Agenzia internazionale per l'energia ha calcolato che dal 1992 al 2005 nei Paesi Ocse il nucleare da fissione ha usufruito del 46 per cento degli investimenti in ricerca e sviluppo, quello da fusione del 12 per cento mentre alle rinnovabili e' stato destinato l'11 per cento; i costi del kilowattora nucleare imputabili all'investimento, all'esercizio e alla manutenzione sono superiori a qualunque altra fonte di produzione di energia. Il presunto basso costo del kilowattora da nucleare e' infatti quasi esclusivamente dovuto in tutto il mondo dall'intervento dello Stato nella chiusura del ciclo del combustibile nucleare (costi per lo smaltimento definitivo delle scorie e per lo smantellamento delle centrali); a favore della produzione dell'energia elettrica direttamente dal sole propendono molti fattori: e' esente da rischi per la salute dei cittadini; lo sviluppo della ricerca aumenta l'efficienza dei sistemi di produzione e riduce il loro impatto ambientale; infine, dal punto di vista economico, il costo del kilowattora prodotto dal sole si e' addirittura dimezzato in soli due anni; e' evidente, quindi, che ci sono valide alternative alla produzione di energia elettrica da fonte nucleare e che il Governo deve aumentare gli investimenti su tali fonti alternative; con il cosiddetto «pacchetto energia-clima», approvato nel 2008, l'Unione europea, e quindi conseguentemente anche il nostro Paese, si e' impegnata a ridurre entro il 2020 i consumi di energia, le emissioni di gas a effetto serra e ad aumentare il ricorso a fonti energetiche rinnovabili. L'obiettivo che l'Unione europea ha posto all'Italia e' quello di coprire, entro il 2020, con le fonti energetiche rinnovabili il 17 per cento dei consumi energetici nazionali -: se il Governo intenda chiudere definitivamente la parentesi fallimentare del rilancio del nucleare, puntando su una politica energetica realmente sostenibile, attraverso adeguati stanziamenti pluriennali indispensabili a ridurre entro il 2020 i consumi di energia, le emissioni di gas a effetto serra, e ad aumentare il ricorso a fonti energetiche rinnovabili, pena il pagamento di consistenti sanzioni per il mancato rispetto dei medesimi obiettivi europei. (3-01675)
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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN ASSEMBLEA 3/01675 presentata da ORLANDO LEOLUCA (ITALIA DEI VALORI) in data 20110524 
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 
BORGHESI ANTONIO (ITALIA DEI VALORI) 
EVANGELISTI FABIO (ITALIA DEI VALORI) 
CIMADORO GABRIELE (ITALIA DEI VALORI) 
PIFFARI SERGIO MICHELE (ITALIA DEI VALORI) 
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3/01675 
ORLANDO LEOLUCA (ITALIA DEI VALORI) 

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